Chi ha già uno stipendio, rinunci alla retribuzione dell’Ente comunale.
È dallo scorso marzo che lo ripetiamo, e fa estremamente piacere la presa di posizione
del vicesegretario del Comune di Piano di Sorrento, Giacomo Giuliano, che così
scrive sulla sua bacheca social: «La crisi sanitaria porterà certamente a nuove chiusure. Vista la gravissima
consequenziale crisi socio-economica, e almeno finché dura l'emergenza, penso
sia ormai necessario prevedere, ex lege, una decurtazione stipendiale
percentuale a tutti coloro che hanno garanzia di retribuzione, per devolvere
tali somme a chi davvero non riesce più ad arrivare a fine mese...».
Come non essere d’accordo; ci si attende quindi che la parte “amministrativa” a lui vicina, dia
il buon esempio e raccolga l’Invito agli amministratori pubblici,
e reiterazione, Amministratori rinunciate alle indennità.
domenica 8 novembre 2020
DECURTIAMO STIPENDI A CHI HA GARANZIE SALARIALI
sabato 7 novembre 2020
L'ARROGANZA DELL'AMMINISTRAZIONE
Il nostro comunicato stampa all'indomani dell'Adunanza del Consiglio Comunale - Il Talepiano.
martedì 3 novembre 2020
UNA GRAN BRUTTA FIGURA
È vero, ne abbiamo discusso il Consigliere Antonio
D'Aniello ed io, e siamo giunti alla medesima conclusione: infatti il vero problema
consta proprio nel mostrarsi deboli e ritirarsi davanti allo spiegamento di
forze di una protesta che comunque appare giustificata.
In sostanza i mercatali si chiedevano,
ed anche noi, perché solo a Piano di Sorrento non fosse possibile il regolare
svolgimento del classico mercatino.
È questo prendere decisioni che appaiono
figlie di proprie interpretazioni e non di un confronto, non dico con le
opposizioni, figuriamoci, ma con il resto della propria maggioranza e con gli
altri Sindaci del comprensorio.
Non era né è mio desiderio criticare o
esprimermi nel merito della prima decisione, però, se è vero che solo gli
stolti non cambiano idea, tornare indietro sulle proprie decisioni in un
momento critico come questo dove la fermezza e la certezza della guida
conferiscono sicurezza nei cittadini, non è da saggi, ma da confusionari.
sabato 17 ottobre 2020
ABBATTUTO UNO DEI TRE PINI
ABBATTUTO UNO DEI TRE PINIABBATTUTO UNO DEI TRE PINI Non un’ordinanza sindacale, né autorizzazione paesaggistica della Sovrintendenza, solo il parere dell’agronomo che, per inciso, non ha autorità, ma fornisce la “sua” opinione, la quale può e deve essere confutata, laddove come in questo caso ce ne siano i presupposti. Così come si potrà ribattere se e qualche debole cavillo, fosse eventualmente addotto a pretestuosa deroga al DPR 31/2017. Il fatto che non fosse stata emanata neanche un’ordinanza di divieto di sosta, e la conseguente e coerente assenza di supporto della Polizia Municipale per la regolazione del traffico, da proprio l’idea che l’abbattimento di uno dei tre pini nel parco delle case popolari di via Bagnulo, sia stato un vero e proprio blitz. Un pino che ha impiegato oltre 50 anni per diventare alto più di 15 metri e poter così svolgere imponentemente le sue funzioni. Fino a ieri ossigenava l’aria in quota, regolava la temperatura, assorbiva il rumore prodotto dal traffico e, fra le molteplici e benefiche utilità, abbelliva anche la vista delle fredde pareti di cemento che abbiamo costruito e che ci ospitano con le nostre famiglie. È stato adottato un metodo che possiamo definire da “regime totalitario”, l’albero deve andare giù, velocemente, nell’indifferenza e nel silenzio totale, senza possibilità di appello. È un’eutanasia applicata ad esemplari sani. Questo ennesimo schiaffo al nostro patrimonio arboreo non rimarrà un episodio confinato ad un post sul blog e sui social, ne parleremo il consiglio comunale e non ci fermeremo lì. L’assessore e il sindaco dovranno spiegare, evidenziare e motivare operazioni che hanno anche un costo, e non potranno farlo con la solita scusa della pericolosità e dell’incolumità pubblica; sulla reale causa di questa presunta pericolosità vogliamo vederci chiaro giacché conosciamo la storia dell’albero, sappiamo perché è caduto un ramo (mesi fa e non ieri) e perché solo quello. Quando l’uomo medio non è in grado di gestire qualcosa, se ne disfa.
Pubblicato da Salvatore Mare su Sabato 17 ottobre 2020
lunedì 12 ottobre 2020
NEGOZI VIA SAN MICHELE - DUE ANNI E PIÙ SPRECATI
Il 13 aprile 2017, proponevo all’amministrazione Iaccarino di concedere in
comodato d’uso gratuito per due anni, i locali disponibili di Via San Michele,
al fine di dare la possibilità a giovani con idee imprenditoriali e scarse
possibilità economiche, di provare a dar vita alle proprie ambizioni,
eliminando il costo che maggiormente scoraggia chi desidera fare impresa: il
fitto del locale (qui la proposta).
Un’idea semplice, due anni di prova, per saggiare se giovani carottesi o della
penisola, fossero pronti a raccogliere la sfida, per vedere se la città avesse
risposto positivamente alle idee innovative dei neoimprenditori.
La proposta fu ignorata, quindi presentai una mozione: da qui la richiesta della
maggioranza di discuterla in Commissione. Poi il solito iter per altro mai
inserito all’ordine del giorno: in conclusione, anziché adottare il programma,
furono applicati dalla Giunta dei semplici sconti sui fitti.
Tutto questo, come da previsione, si sarebbe rilevato inutile giacché, come riferito
dal dr. Limauro in risposta all’interrogazione di Antonio D’Aniello e del
sottoscritto durante l’ultimo consiglio comunale, tre esperimenti di gara,
tutti al ribasso, sono andati deserti e solo nell’ultimo si è riusciti a dare
in fitto due locali; per uno di essi però, il vincitore della gara ancora deve
far conoscere le sue intenzioni, nonostante il versamento della caparra.
In sostanza i locali sono rimasti vuoti, inutilizzati per tutti questi anni ed
egualmente non hanno prodotto nulla per le casse comunali.
Un peccato, l’operazione avrebbe potuto avere successo, ma il tutto resterà confinato
nel campo delle ipotesi.
Nel frattempo un altro locale adiacente, concesso da tempo in comodato d’uso
gratuito con scadenza nel 2016 a CNC e ASCOM, ancora deve essere rilasciato: il
comune ha finalmente dato mandato ai propri legali.
martedì 8 settembre 2020
QUESTION TIME - LA MOZIONE
Chi segue le vicende del comune di Piano di Sorrento, sa che le
convocazioni dei Consigli comunali straordinari sono sporadiche, sempre meno
frequenti, e prevalentemente costringono a sedute fiume, con numerosi punti
all'ordine del giorno, che spesso impegnano consiglieri e funzionari in orari notturni.
Ma il problema non consiste nella durata o nell'ora tarda, bensì nel
fatto che le interrogazioni e le interpellanze attendono mesi prima di poter essere
discusse, magari quando il fatto è già compiuto, o ormai privato di significato.
Con l'intento di appianare queste criticità, ho oggi inoltrato mozione per
l'adozione del QTC (Question Time Consiliare); un
anticipo di lavoro considerato che la relativa regolamentazione già è stata da
me sottoposta alla Presidenza della 3^ Commissione Consiliare permanente, ai Capigruppo
consiliari, al Sindaco, al Presidente del Consiglio e al Segretario Generale, augurandomi
vivamente che possa essere licenziata non appena approvata la norma della modifica
statutaria proposta, con la quale il Consiglio carottese istituisce il QTC.
Con il Question Time Consiliare è mio desiderio lasciare in uso un'altra
pratica di trasparenza e democraticità, che possa unirsi al già approvato regolamento degli istituti
di partecipazione popolare, e al nuovo regolamento delle commissioni permanenti,
con il quale ricordo si è provveduto all'ampliamento della partecipazione ai
lavori, con la rappresentanza di tutte le forze politiche consiliari, anche di singoli consiglieri.
lunedì 24 agosto 2020
QUALI SONO GLI ESITI DEI TEST
Stamattina, insieme al consigliere Antonio D’Aniello, abbiamo chiesto al
Sindaco di Piano di Sorrento Iaccarino e al Direttore dell’ASL Napoli 3 Sud
Sosto, di conoscere dettagliatamente gli esiti dell’imponente screening di
massa da loro voluti (qui la nota).
In realtà all’indomani della positività al Covid riscontrata al
Marianiello, le indicazioni fornite puntavano in altra direzione: infatti, Sindaco
e Vicesindaco, da me singolarmente contattati telefonicamente, mi confermarono
che sarebbero stati i medici di base a stabilire chi e come dovesse essere
sottoposto al test.
Poi le cose sono andate diversamente, i social hanno fatto la loro
parte e nel giro di poche ore si sono susseguiti una serie di comunicati sindacali
che hanno contribuito a creare sconcerto e confusione fra la popolazione,
inducendo una gran quantità di carottesi e cittadini del comprensorio, a recarsi
presso uno dei tre presìdi frettolosamente stabiliti per il test.
Fra l’altro con modalità che avevo immediatamente criticato e che
hanno subìto in corso d’opera diverse “correzioni”, infatti in un primo momento
si era stabilito che tutto avvenisse in due giorni, uno riservato alle iniziali
dei cognomi dalla A alla M, l’altro dalla N alla Z, il tutto secondo la sezione
elettorale, mentre la sola sede USCA anche per tutti i cittadini del comprensorio;
giorni che sono poi diventati due e mezzo però non più dal mattino, ma a
cominciare dal pomeriggio. Poi libera tutti per il resto dei cittadini
peninsulari con la possibilità di recarsi presso un presidio qualsiasi a
propria discrezione, infine le lunghe e prevedibili code e assembramenti, l’intervento
essenziale della Polizia Municipale e dei Carabinieri, quindi il presumibile
auspicato prolungamento del periodo dei test, insomma un gran casino.
E per sapere cosa?
Voci che si rincorrono alimentate dal TG Regionale, 40 positivi, forse
60 al test sierologico, nessuno al tampone, voci più o meno attendibili dicono
che c’è qualche positivo, ma non si sa in quale paese.
In tutto questo bailamme nemmeno uno straccio di comunicato ufficiale.
Riteniamo che i cittadini debbano sapere e non sentir dire, da qui la
nostra richiesta di rendere pubblici i dati ufficiali.


