martedì 31 marzo 2020

BUONI SPESA PER LE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ

Con la Determina 168 del Funzionario responsabile del II Settore, Luigi Maresca, ieri si è dato avvio al programma stabilito dall’amministrazione pubblica carottese, di concerto con il CCN e l’ASCOM.
Saranno distribuiti buoni spesa per le famiglie in difficoltà economiche a seguito dell’emergenza COVID-19.
Questi i requisiti per ottenere i buoni:
  • essere in possesso di certificazione dell’I.S.E.E. che complessivamente risulti inferiore a € 9.360,00;
  • in alternativa necessita produrre una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, da cui si evinca di non essere in possesso di risorse finanziarie per far fronte all’acquisto di prodotti di prima necessità, necessari per soddisfare i bisogni primari familiari.


Nei limiti delle risorse comunali disponibili, ad ogni famiglia richiedente saranno distribuiti buoni spesa dal valore di € 5,00 ciascuno, per ogni settimana di emergenza sanitaria.
In linea di massima saranno distribuiti 2 buoni spesa al giorno pari a € 70,00 settimanali, e un ulteriore buono spesa giornaliero per ciascun componente della famiglia. A titolo esemplificativo, per ogni settimana, per una famiglia composta da 4 persone, i buoni corrisposti saranno così calcolati:
€ 10,00 per il richiedente +
€ 15,00 (€ 5,00 x 3 ulteriori componenti)
Totale € 25,00 x 7 giorni = € 175,00
Le famiglie che intendono presentare richiesta per i buoni spesa, devono utilizzare questa domanda, disponibile anche nel contenitore specifico posto all’ingresso della sede comunale di Piazza Cota.
Detta domanda, una volta compilata, può essere inviata secondo una delle seguenti modalità:

N.B. - Le operazioni che richiedono presenza fisica devono essere svolte con le dovute precauzioni (entrando uno per volta ed assicurando il rispetto delle misure di sicurezza imposte dalle norme vigenti – distanza interpersonale, dispositivi di protezione, ecc).

lunedì 30 marzo 2020

INVITO AGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI

La chiusura della maggior parte delle attività in Italia a seguito della pandemia di COVID-19, sta creando difficoltà oggettive, e questo non solo per i cittadini meno abbienti, magari già assistiti dallo Stato con tutte i difetti e limitazioni di cui sappiamo, ma anche per quei cittadini “insospettabili”.
La creazione della catena di solidarietà della “spesa a debito” che puoi fare solo nel piccolo (ma enorme di cuore) bottegaio sotto casa, o della “spesa sospesa” nel grosso supermarket, non deve svilire né tantomeno ledere la dignità della persona, considerata la condivisione di queste problematiche da parte di tutta la cittadinanza, seppur con le dovute distinzioni e proporzioni.
Ciò premesso, considero che attualmente in Italia ci sono 7.904 comuni*.
7.904 Sindaci con relative Giunte e Consiglieri comunali, numeri quindi con moltiplicatori cospicui.
È emergenza nazionale, mondiale, abbiamo tutti noi amministratori una responsabilità enorme e dobbiamo dare un segno: per alcuni può essere puramente simbolico, per altri sicuramente più significativo. Un gesto come quello di restituire in questo “buio periodo” ai cittadini il nostro impegno politico e di amministratori, e considerarlo alla stregua di un servizio di volontariato.
Senza voler fare i conti in tasca a nessuno, penso particolarmente ai tanti sindaci, ai tanti assessori che magari già percepiscono uno stipendio.
Per quel che mi riguarda, ufficializzo la rinuncia a percepire i gettoni di presenza che mi spettano per l’anno appena trascorso, e di voler versare l’intero importo (che al momento non conosco ma presumo di un paio di centinaia di euro) sul fondo comunale creato per i miei concittadini che dovessero avere necessità nell’immediatezza.
Già sento le critiche: «Ecco, il solito speculatore politico che cerca visibilità».
Il mio è solo un gesto simbolico “istituzionale”, di più al momento non potrei e magari, se facessi altro, opterei per il silenzio nell’anonimità, a titolo personale.
Questo dev’essere inteso per quello che è, un semplice segno di solidarietà che tutte le istituzioni dovrebbero compiere, a cominciare da quelle comunali, quelle realmente più vicine ai cittadini e che meglio ne possono percepire il grave disagio.
Invito formalmente tutti i Sindaci, gli Assessori, i Consiglieri del mio comune, della penisola sorrentina, della Campania, di tutta Italia, a mostrare il volto della solidarietà delle istituzioni che rappresentiamo, così come si chiede un gesto importante ai rappresentanti politici nei Consigli regionali, nei due rami del Parlamento, indipendentemente da qualsiasi colorazione politica.
Se tutti facciamo la nostra parte, gesti di questo tipo rientreranno nella normalità e nessuno potrà fare della solidarietà un gesto propagandistico.


* dati ISTAT al 1.1.2020 https://www.istat.it/it/archivio/6789

venerdì 27 marzo 2020

COVID19 – Il punto visto da un consigliere comunale


"Se per collaborazione si intende non intromettersi".
Da quando è scoppiata l’emergenza, in prospettiva, mi sono subito attivato scaricando i più noti software di videoconferenza, allo scopo di prendere familiarità e non farmi trovare impreparato nell’eventualità tutt’altro che remota, di convocazioni in via telematica del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari permanenti; chiaramente in un’ottica collaborativa e partecipativa, considerato che mai più che in questo momento, gli organi istituzionali debbano confrontarsi e fornire il proprio apporto.
Infatti il 23 marzo, con il mio collega d’opposizione Antonio D’Aniello, abbiamo richiesto di convocare in via urgente la commissione bilancio, al fine di prorogare di tre mesi le scadenze delle imposte comunali, oltre a confrontarci per varie ed eventuali.
Di ieri sera alle ore 21:12 (che ho letto stamattina) la risposta del Presidente di Commissione.
La riassumo:
«Aspetto di verificare l'accessibilità del servizio di "riunione in modalità telematica" disposto con decreto sindacale N°7 del 23 marzo 2020 al fine di poterlo utilizzare per lo svolgimento dei lavori della Commissione.
Come maggioranza ci siamo premurati di evidenziare al Sindaco e alla Giunta tale problematica e gli stessi sono alle prese, insieme al Ragioniere Capo, delle rimodulazioni delle originarie previsioni di bilancio 2020 per rapportarle alle mutate condizioni e ai diversi fabbisogni conseguenti agli effetti dell'emergenza covid-19. In questo modo si intende venire incontro alle esigenze di famiglie e imprese del nostro Paese.
Sarà mia cura aggiornarvi al più presto sulla fattibilità della riunione in modo telematico o tradizionale».
In sostanza, dopo la richiesta del Sindaco di dargli una mano, ora ci si chiede di farci da parte.


Queste le proposte finora "ufficialmente" inoltrate:
· 11 marzo - nota ai 6 sindaci sulla situazione O.S.A. (Operatori Socio Assistenziali): nessuna risposta.
L’unico ad emettere una nota, fra l’altro senza rendermi edotto, è stato il Sindaco di Meta, Giuseppe Tito.
· 22 marzo - nota congiunta con i miei colleghi cinque stelle, ai 6 sindaci sulla necessità di istituire il C.O.M. (Centro Operativo Misto): nessuna risposta.
Ho appreso poi a mezzo stampa della successiva proposta del consigliere Soldatini, comunque ben lontana dall’istituire un pool con specifiche competenze tecniche, unico per tutti e sei i comuni del comprensorio.
· 23 marzo - richiesta a firma congiunta con Antonio D’Aniello (PD) di convocare in via urgente la commissione bilancio per prorogare di tre mesi delle imposte comunali.
· 24 marzo - proposta corredata di specifiche tecniche e suggerimenti per tenere le sedute consiliari e le commissioni in videoconferenza: nessuna risposta.

lunedì 23 marzo 2020

COVID19 - Comunicato Stampa

Comunicato Stampa: Piano di Sorrento 23.3.2020 - I Consiglieri comunali del M5S e del PD, Salvatore Mare e Antonio D’Aniello, hanno avanzato al Presidente della I Commissione consiliare permanente “Bilancio”, Marilena Alberino, la richiesta di una convocazione urgente, anche in via telematica laddove la presidenza ne ravvisasse la necessità. L’oggetto della discussione – fanno sapere i consiglieri – dovrà essere imperniata sulla proposta di proroga di tre mesi, dei termini di pagamento delle rate di TARI, IMU, TOSAP, affitti dei beni di proprietà dell'Ente comunale, imposta comunale sulla pubblicità permanente. Tutto ciò chiaramente a seguito della grave crisi dovuta all’emergenza della pandemia da COVID-19, che sta assumendo nel mondo proporzioni impensabili fino a poche settimane fa.

domenica 22 marzo 2020

COVID19- CENTRO OPERATIVO MISTO

► CENTRO OPERATIVO MISTO ◄ Appare chiaramente, dalla diversità delle ordinanze e dei comunicati, che non ci sia una...

Pubblicato da Salvatore Mare portavoce su Domenica 22 marzo 2020

martedì 10 marzo 2020

ZONA ROSSA


Forse non è chiaro quanto disposto dal governo: «DOBBIAMO RESTARE IN CASA».
Quindi uscire solo quando motivati da comprovate esigenze lavorative indifferibili o situazioni di necessità, le quali vanno sempre dimostrate.
È sufficiente un'autocertificazione, chiaramente veritiera giacché si rischia il carcere in caso di dichiarazione mendace: qui potete scaricare il modulo.
Ho letto di interpretazioni secondo le quali non occorra autocertificare i propri spostamenti all'interno dei comuni del comprensorio peninsulare sorrentino: «FALSO». Vanno tutti giustificati, anche solo nel proprio comune.
Le forze di Polizia, dai Carabinieri alla Municipale, sono tenute a controllare e richiedere l'esibizione sia del documento d'identità, sia dell'autocertificazione; questa può essere scritta anche a mano libera su foglio semplice.
Nel caso si sia sprovvisti di autocertificazione, la stessa potrà essere compilata alla presenza delle forze dell'ordine.
L'autodichiarazione è soggetta a verifica anche postuma.

«Possiamo salvare il mondo stando chiusi in casa senza far nulla. Un’occasione così non ci capiterà più» (cit. Fabrizio Gilli – Kotiomkin)




Con questo Decreto il Presidente del Consiglio dei Ministri Conte, sancisce che le disposizioni previste con il DPCM del 8.3.2020 per la Lombardia e le 14 province, siano estese a tutta l’Italia.

Per cui, riporto in sintesi quanto in vigore da oggi, martedì 10 marzo, in tutto il territorio nazionale:
• bisogna evitare ogni spostamento di persone fisiche in entrata e in uscita dai territori, nonché́ all’interno degli stessi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative (non più indifferibili) o situazioni di necessità o per motivi di salute CHE VANNO DIMOSTRATE (pena art 650 codice penale);
• si raccomanda a datori di lavoro pubblici e privati di promuovere la fruizione da parte dei dipendenti di periodi di congedo ordinario o ferie, ferma restando la modalità di lavoro agile disciplinata per tutto il territorio nazionale;
• sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati.
• sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati; nei predetti luoghi è sospesa ogni attività;
• Sono vietati assembramenti anche all’aperto!
• sono sospesi i servizi educativi e le attività didattiche;
• sono consentite le attività di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo, a carico del gestore, di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro di cui all'allegato 1 lettera d), con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;
• sono consentite le attività commerciali diverse da ristorazione e bar a condizione che il gestore garantisca un accesso con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra i visitatori, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le strutture dovranno essere chiuse;
• sono adottate in tutti i casi possibili, nello svolgimento di incontri o riunioni, modalità di collegamento da remoto, comunque garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro ed evitando assembramenti;
• nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. Nei giorni feriali, il gestore deve comunque garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le strutture dovranno essere chiuse. La chiusura non è disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, il cui gestore è chiamato a garantire comunque il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.



domenica 8 marzo 2020

#COVID19: PAURA NON PANICO


Non ho paura di essere contagiato dal Corona Virus, ma di trasmetterlo.
Finora non ho detto e scritto nulla sul COVID19, sono stato in assoluto silenzio leggendo come tutti siano diventati ricercatori, epidemiologi, medici, ministri, governatori, sindaci e soliti cittì della nazionale di calcio.
Ma il messaggio che forse non è stato ben recepito è tutto lì, nell’incipit di questo mio post: «Siate responsabili, state calmi e fate il possibile affinché il virus non si trasmetta».
Il nostro sistema sanitario nazionale è stato smembrato dallo scellerato federalismo; nel tempo i tagli a qualsiasi tipo di risorsa umana ed economica, ci hanno portato pian piano sempre più a rivolgerci alle strutture convenzionate e, a costo di grandi sacrifici economici per i meno abbienti, alla sanità privata.
Ma ci sarà tempo per fare le analisi politiche, ora ci troviamo in crisi, non di specializzazione giacché le competenze ci sono, a tutti i livelli, bensì strutturale dove è palese l’insufficienza di posti letto e delle cure intensive già in tempi non critici, per cui non possiamo permetterci di ammalarci tutti insieme.
Non desidero sminuire il pericolo, ma sia chiaro che questo virus non ci ucciderà tutti, lo farà unicamente con le persone più deboli, ed è per loro che dobbiamo tenere un comportamento responsabile, evitandone la diffusione e il contagio.
Da uomo di mare ho bene in mente che per affrontare la tempesta bisogna avere paura, quel timore che non ti fa osare di più e ti fa assecondare la burrasca nell’attesa che passi, perché prima o poi tornerà il sereno. Paura ma non panico, quello non ti fa ragionare; il terrore fa commettere imprudenze creando pericolo per sé stessi e per i propri compagni di viaggio.
Qui il mio invito alla responsabilità, ad attenersi alle norme dettate dal presidente del Consiglio dei Ministri e dal Governatore della nostra Regione, ad essere come l’equipaggio che aspetta alla cappa il passaggio della bassa pressione: ci vuole coraggio ad avere paura, la vera viltà è il panico.

Attenzione: Il Governatore De Luca, con l’ordinanza n.7/2020, ha ordinato «la sospensione immediata e fino al 15 marzo 2020, su tutto il territorio regionale, delle attività:
a) delle discoteche;
b) di ogni altro luogo di svago o divertimento la cui frequentazione, per le modalità di ritrovo, comporti assembramento degli utenti e comunque non consenta che il servizio sia espletato per i soli posti a sedere e con il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro di cui all’allegato 1, lettera d) al DPCM 4 marzo 2020.
La presente ordinanza viene notificata ai Sindaci, ai Prefetti, alle Questure perché dispongano le verifiche e i controlli di rispettiva competenza in ordine all'osservanza delle presenti disposizioni e trasmessa al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della Salute».
Diamo il nostro contributo fornendo la massima collaborazione alle nostre istituzioni.

giovedì 5 marzo 2020

OSPEDALE E PARTECIPAZIONE


Sono disponibile a cambiare idea, ma dovete convincermi

Il COVID19 c'entra poco o nulla con questo post, o meglio è attinente nella misura in cui i nostri ospedali riescono a fronteggiare non un'emergenza ma la semplice quotidianità.
Pochi posti letto, scarse risorse anche umane, tante le richieste e liste d'attesa lunghe mesi per prestazioni ambulatoriali.
In tutto ciò l'Ospedale Unico della Penisola Sorrentina, spettro rievocato ad ogni tornata elettorale utile, pare stavolta avviato quantomeno nella fase progettuale.
È un'opera paragonabile al "Buco di Pozzano", cui dedicare almeno € 65 milioni e che divide parte della cittadinanza, solo quella informata, giacché finora non si è realmente mai discusso se non nelle stanze del Governatore De Luca con i sindaci del comprensorio in benevolo conciliabolo.
Una mia idea ce l'ho ed è in ordine contrario alla realizzazione, per i seguenti diversi motivi in particolare:
-        L'edificazione in un'area delicata e a rischio (ricordiamo quante volte è crollata la sede stradale di viale dei Pini negli ultimi 40 anni, e per quanti anni è stata chiusa al traffico o percorribile in un unico tratto a doppio senso di circolazione) seppure in zona G del PRG, la quale prevede impianti e attrezzature di interesse comune, fra cui appunto l'ospedale, fra l'altro già esistente e risalente al 1856, per lascito testamentario di Mariano Lauro;
-        L'accentramento di grossi flussi di traffico veicolare fra fornitori, fruitori, personale medico e paramedico, visitatori, il tutto nel cuore della penisola sorrentina, costipando un'area già al collasso;
-        La maggiore difficoltà di accesso alla struttura per i provenienti dai comuni e rispettive frazioni di Massa Lubrense e di Vico Equense;
-        L'assenza di un'accurata analisi costi-benefici e valutazione di altri obiettivi.
C'è un fattore che può essere considerato positivo, consistente nella creazione di un DEA di II Livello.
Il Dipartimento di Emergenza Urgenza e Accettazione rappresenta un'aggregazione funzionale di unità operative che mantengono la propria autonomia e responsabilità clinico-assistenziale, dove nel:
-        I Livello si garantiscono oltre al Pronto Soccorso, le prestazioni di laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, di diagnostica per immagini e servizi trasfusionali, anche le funzioni di osservazione e breve degenza, di rianimazione, di interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, cardiologia con Unità di Terapia Intensiva Cardiologica;
-        II Livello si aggiungono le funzioni di più alta qualificazione legate all'emergenza, tra cui la cardiochirurgia, la neurochirurgia, la terapia intensiva neonatale, la chirurgia vascolare, la chirurgia toracica, le unità per grandi ustionati, le unità spinali.
Si evince che un investimento nella creazione di un DEA di II Livello, ne escluda a priori altri nelle due strutture esistenti e destinate, quella sorrentina all'alienazione per una più che probabile realizzazione alberghiera con la quale finanziare parte del nuovo Ospedale Unico, quella vicana, nonostante le rassicurazioni, alla cancellazione dal programma sanitario regionale.
Quindi cosa c'entra la "Partecipazione" nel titolo!
Il MoVimento 5 Stelle ha sempre auspicato la partecipazione cittadina nelle scelte della politica, una partecipazione consapevole e informata, questo è il nostro faro, è l'essenza della democrazia.
Decisioni che vanno a modificare radicalmente aspetti così delicati della morfologia e della vita quotidiana di un'intera penisola, non possono essere assunte ad un tavolo chiuso fra Governatore e Sindaci: devono essere pubblicamente discusse in più occasioni al fine di informare e formare un'opinione pubblica, che possa esprimersi in un referendum popolare, e indirizzare in un senso o nell'altro gli amministratori pubblici.
Il referendum come la democrazia ha un costo, ma è un prezzo che va pagato e conteggiato quando si vuole impattare così violentemente con un'opera pubblica di siffatta entità.
Le tre strutture di Sorrento - Sant'Agnello - Vico Equense