La maggioranza carottese boccia inspiegabilmente una nostra sacrosanta mozione.
«Nell’ambito dei Patti per il lavoro e-o per l’inclusione sociale, i beneficiari Reddito di
Cittadinanza sono tenuti a svolgere PUC nel Comune di residenza per almeno 8
ore settimanali, aumentabili fino a 16.
I Comuni sono responsabili dei PUC e li possono attuare in collaborazione con
altri soggetti.
Oltre a un obbligo, i PUC rappresentano un’occasione di inclusione e crescita per i
beneficiari e per la collettività: i progetti, infatti, saranno strutturati in
coerenza con le competenze professionali del beneficiario, con quelle acquisite
anche in altri contesti ed in base agli interessi e alle propensioni emerse nel
corso dei colloqui sostenuti presso il Centro per l’impiego o presso il
Servizio sociale del Comune.» - Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Dopo la lettera di Linda di oltre un anno fa, e altre
richieste di percettori che non desiderano essere tacciati di oziosa inoperosità,
abbiamo deciso di inoltrare una mozione, affinché si desse impulso nel redigere
i PUC.
Ebbene,
non abbiamo ancora ben compreso perché la maggioranza abbia votato contro;
addirittura, nel paradossale dibattito, l’assessore Rosa Russo “risponde” come
fosse un’interrogazione, ancor prima di farmi esporre il testo.
È chiara l’attenzione di questa maggioranza verso i percettori del RdC, e
altrettanto lampante è che l’assistenzialismo convenga a chi assiste, specie se
lo fa con le finanze pubbliche.
lunedì 9 novembre 2020
P.U.C. - Progetti Utili alla Collettività
domenica 8 novembre 2020
DECURTIAMO STIPENDI A CHI HA GARANZIE SALARIALI
Chi ha già uno stipendio, rinunci alla retribuzione dell’Ente comunale.
È dallo scorso marzo che lo ripetiamo, e fa estremamente piacere la presa di posizione
del vicesegretario del Comune di Piano di Sorrento, Giacomo Giuliano, che così
scrive sulla sua bacheca social: «La crisi sanitaria porterà certamente a nuove chiusure. Vista la gravissima
consequenziale crisi socio-economica, e almeno finché dura l'emergenza, penso
sia ormai necessario prevedere, ex lege, una decurtazione stipendiale
percentuale a tutti coloro che hanno garanzia di retribuzione, per devolvere
tali somme a chi davvero non riesce più ad arrivare a fine mese...».
Come non essere d’accordo; ci si attende quindi che la parte “amministrativa” a lui vicina, dia
il buon esempio e raccolga l’Invito agli amministratori pubblici,
e reiterazione, Amministratori rinunciate alle indennità.
sabato 7 novembre 2020
L'ARROGANZA DELL'AMMINISTRAZIONE
Il nostro comunicato stampa all'indomani dell'Adunanza del Consiglio Comunale - Il Talepiano.
martedì 3 novembre 2020
UNA GRAN BRUTTA FIGURA
È vero, ne abbiamo discusso il Consigliere Antonio
D'Aniello ed io, e siamo giunti alla medesima conclusione: infatti il vero problema
consta proprio nel mostrarsi deboli e ritirarsi davanti allo spiegamento di
forze di una protesta che comunque appare giustificata.
In sostanza i mercatali si chiedevano,
ed anche noi, perché solo a Piano di Sorrento non fosse possibile il regolare
svolgimento del classico mercatino.
È questo prendere decisioni che appaiono
figlie di proprie interpretazioni e non di un confronto, non dico con le
opposizioni, figuriamoci, ma con il resto della propria maggioranza e con gli
altri Sindaci del comprensorio.
Non era né è mio desiderio criticare o
esprimermi nel merito della prima decisione, però, se è vero che solo gli
stolti non cambiano idea, tornare indietro sulle proprie decisioni in un
momento critico come questo dove la fermezza e la certezza della guida
conferiscono sicurezza nei cittadini, non è da saggi, ma da confusionari.
sabato 17 ottobre 2020
ABBATTUTO UNO DEI TRE PINI
ABBATTUTO UNO DEI TRE PINIABBATTUTO UNO DEI TRE PINI Non un’ordinanza sindacale, né autorizzazione paesaggistica della Sovrintendenza, solo il parere dell’agronomo che, per inciso, non ha autorità, ma fornisce la “sua” opinione, la quale può e deve essere confutata, laddove come in questo caso ce ne siano i presupposti. Così come si potrà ribattere se e qualche debole cavillo, fosse eventualmente addotto a pretestuosa deroga al DPR 31/2017. Il fatto che non fosse stata emanata neanche un’ordinanza di divieto di sosta, e la conseguente e coerente assenza di supporto della Polizia Municipale per la regolazione del traffico, da proprio l’idea che l’abbattimento di uno dei tre pini nel parco delle case popolari di via Bagnulo, sia stato un vero e proprio blitz. Un pino che ha impiegato oltre 50 anni per diventare alto più di 15 metri e poter così svolgere imponentemente le sue funzioni. Fino a ieri ossigenava l’aria in quota, regolava la temperatura, assorbiva il rumore prodotto dal traffico e, fra le molteplici e benefiche utilità, abbelliva anche la vista delle fredde pareti di cemento che abbiamo costruito e che ci ospitano con le nostre famiglie. È stato adottato un metodo che possiamo definire da “regime totalitario”, l’albero deve andare giù, velocemente, nell’indifferenza e nel silenzio totale, senza possibilità di appello. È un’eutanasia applicata ad esemplari sani. Questo ennesimo schiaffo al nostro patrimonio arboreo non rimarrà un episodio confinato ad un post sul blog e sui social, ne parleremo il consiglio comunale e non ci fermeremo lì. L’assessore e il sindaco dovranno spiegare, evidenziare e motivare operazioni che hanno anche un costo, e non potranno farlo con la solita scusa della pericolosità e dell’incolumità pubblica; sulla reale causa di questa presunta pericolosità vogliamo vederci chiaro giacché conosciamo la storia dell’albero, sappiamo perché è caduto un ramo (mesi fa e non ieri) e perché solo quello. Quando l’uomo medio non è in grado di gestire qualcosa, se ne disfa.
Pubblicato da Salvatore Mare su Sabato 17 ottobre 2020
lunedì 12 ottobre 2020
NEGOZI VIA SAN MICHELE - DUE ANNI E PIÙ SPRECATI
Il 13 aprile 2017, proponevo all’amministrazione Iaccarino di concedere in
comodato d’uso gratuito per due anni, i locali disponibili di Via San Michele,
al fine di dare la possibilità a giovani con idee imprenditoriali e scarse
possibilità economiche, di provare a dar vita alle proprie ambizioni,
eliminando il costo che maggiormente scoraggia chi desidera fare impresa: il
fitto del locale (qui la proposta).
Un’idea semplice, due anni di prova, per saggiare se giovani carottesi o della
penisola, fossero pronti a raccogliere la sfida, per vedere se la città avesse
risposto positivamente alle idee innovative dei neoimprenditori.
La proposta fu ignorata, quindi presentai una mozione: da qui la richiesta della
maggioranza di discuterla in Commissione. Poi il solito iter per altro mai
inserito all’ordine del giorno: in conclusione, anziché adottare il programma,
furono applicati dalla Giunta dei semplici sconti sui fitti.
Tutto questo, come da previsione, si sarebbe rilevato inutile giacché, come riferito
dal dr. Limauro in risposta all’interrogazione di Antonio D’Aniello e del
sottoscritto durante l’ultimo consiglio comunale, tre esperimenti di gara,
tutti al ribasso, sono andati deserti e solo nell’ultimo si è riusciti a dare
in fitto due locali; per uno di essi però, il vincitore della gara ancora deve
far conoscere le sue intenzioni, nonostante il versamento della caparra.
In sostanza i locali sono rimasti vuoti, inutilizzati per tutti questi anni ed
egualmente non hanno prodotto nulla per le casse comunali.
Un peccato, l’operazione avrebbe potuto avere successo, ma il tutto resterà confinato
nel campo delle ipotesi.
Nel frattempo un altro locale adiacente, concesso da tempo in comodato d’uso
gratuito con scadenza nel 2016 a CNC e ASCOM, ancora deve essere rilasciato: il
comune ha finalmente dato mandato ai propri legali.
martedì 8 settembre 2020
QUESTION TIME - LA MOZIONE
Chi segue le vicende del comune di Piano di Sorrento, sa che le
convocazioni dei Consigli comunali straordinari sono sporadiche, sempre meno
frequenti, e prevalentemente costringono a sedute fiume, con numerosi punti
all'ordine del giorno, che spesso impegnano consiglieri e funzionari in orari notturni.
Ma il problema non consiste nella durata o nell'ora tarda, bensì nel
fatto che le interrogazioni e le interpellanze attendono mesi prima di poter essere
discusse, magari quando il fatto è già compiuto, o ormai privato di significato.
Con l'intento di appianare queste criticità, ho oggi inoltrato mozione per
l'adozione del QTC (Question Time Consiliare); un
anticipo di lavoro considerato che la relativa regolamentazione già è stata da
me sottoposta alla Presidenza della 3^ Commissione Consiliare permanente, ai Capigruppo
consiliari, al Sindaco, al Presidente del Consiglio e al Segretario Generale, augurandomi
vivamente che possa essere licenziata non appena approvata la norma della modifica
statutaria proposta, con la quale il Consiglio carottese istituisce il QTC.
Con il Question Time Consiliare è mio desiderio lasciare in uso un'altra
pratica di trasparenza e democraticità, che possa unirsi al già approvato regolamento degli istituti
di partecipazione popolare, e al nuovo regolamento delle commissioni permanenti,
con il quale ricordo si è provveduto all'ampliamento della partecipazione ai
lavori, con la rappresentanza di tutte le forze politiche consiliari, anche di singoli consiglieri.

