lunedì 9 settembre 2019

PATTI IN CHIARO


« Ciao Salvatore, è qualche settimana che percepisco il reddito di cittadinanza e vorrei dare qualche ora di volontariato per la città. Se occorre e se conosci attività comunali dove serve una mano, fammi sapere, sarei lieta di collaborare 😊 »

immagine da insindacabili.it
Così mi scrive una cittadina che non accetta l’idea dell’assistenzialismo e intende il RdC per quello che realmente è, inclusione.
Spulciando il documento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che indica le domande accolte di RdC e PdC, scopriamo che Piano di Sorrento ha 60 percettori fra Reddito e Pensione di cittadinanza. A puro titolo informativo gli altri comuni del comprensorio così son messi: Vico Equense 149, Sorrento 116, Massa Lubrense 67, Sant’Agnello 63, Meta 61.
Linda (la chiamerò fittiziamente così) è quindi fra i sessanta cittadini che percepiscono il RdC/PdC, ma la domanda che pongo è perché scrive al consigliere del M5S, che ricordo essere opposizione a Piano di Sorrento? Chi rema contro il reddito di cittadinanza?
In effetti il DL 4/2019 (conv. in L 26/2019) che ha istituito il RdC si può sintetizzare in due punti:
- erogazione del contributo con carta elettronica,
- patto per il Lavoro predisposto dai Centri per l’Impiego.
Quest’ultimo comprende anche il Patto per l’Inclusione Sociale, che consiste nella richiesta della nostra Linda, e dev’essere approntato dai Servizi Sociali comunali; costituisce condizione necessaria per il mantenimento dell’assegno prevedendo fra l’altro l’adesione a progetti personalizzati di utilità pubblica in vari ambiti, culturali, artistici, ambientali, a tutela di beni pubblici, formativi, tutto ciò mettendo a disposizione un numero settimanale di otto ore al massimo.
Con la collaborazione dello staff di Carmen Di Lauro, è stata approntata una mozione ai fini dell’attivazione di progetti relativi al Patto di inclusione sociale e, se non otterrò a breve risposte convincenti, la inoltrerò per la discussione e votazione nel prossimo consiglio comunale, in modo che tutte le Linda di Piano di Sorrento, e mi auguro d’Italia, possano sentirsi partecipi di una comunità e non delle “assistite”.

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