martedì 9 febbraio 2021

DICHIARAZIONE DI VOTO

L’eventuale entrata del M5S nel governo proposto da Draghi a mio avviso non può essere letta come atto di responsabilità, giacché sarebbe impossibile differenziare da altre occasioni e da altri protagonisti; si risulterebbe inevitabilmente assimilati all'uniformazione, ai modi traffichini di fare politica in Italia e, di conseguenza, un prendere parte al “grande inciucio”, al “tutti insieme appassionatamente”.
Nemmeno può passare il concetto che la pandemia ci “costringa” a turarci il naso ed allearci con “laqualunque”.
Sono consapevole che l’Italia sia una repubblica parlamentare, e vivaddio, non può esserlo ad intermittenza; è lampante che il governo debba sempre necessariamente essere frutto di mediazione politica fra le varie forze che compongono le Camere. Ma un’alleanza, un contratto di governo, si fa con chi ti è simile, con chi pensi di poter condividere un minimo di percorso.
Ero contrario al contratto con la Lega e da iscritto ho votato no, proprio non riesco a “legarmi”, con la certezza che il sentimento sia reciproco.
Mi sono astenuto con il PD perché a quel punto non si poteva farne a meno: ho dovuto turarmi il naso, e lo dico senza nessuna intenzione di offendere le tante conoscenze locali che lottano per il proprio territorio, con qualche differenza certamente, ma con passione e per il bene comune.
Ho però ben in mente le parole del presidente Imposimato, forse troppo in fretta dimenticato:
«Il M5S, che rappresenta la parte più pensosa del bene comune esistente in Parlamento, deve uscire dalla fase di stallo e di immobilismo in cui versa, per evitare contaminazioni, e cercare un accordo con le forze del centro sinistra che siano intenzionate a cambiare per lottare contro le gravi diseguaglianze sociali in cui è precipitato il Paese in questi ultimi anni.
Il M5S non potrà mai diventare da solo maggioranza assoluta nel Paese ma, sulla base di un programma condiviso, potrà governare solo alleandosi con altre forze democratiche disposte a cambiare.
Il M5S potrà riscoprire il valore dell'etica, oggi negletta, che deve ridiventare un pilastro dell’Italia da ricostruire, rifondando la democrazia e la solidarietà.
Il M5S ponga al centro della sua proposta:
- la legge sul conflitto di interessi, che è strumento di lotta alla corruzione e di eguaglianza delle condizioni nella competizione elettorale
- i rimborsi elettorali da eliminare,
- la lotta all'evasione fiscale con accordo con la Svizzera per la tassazione dei capitali esportati» (23.6.2013).
Quindi non è una ricerca della verginità perduta, ma una consapevolezza raggiunta che dovrebbe indurci a scegliere i nostri compagni di viaggio, e non a subirli, a farceli imporre: da parte mia esprimo un secco “NO” al governo Draghi, le accozzaglie se le votassero loro.




SVERSAMENTI VALLONE LAVINOLA

È del 4 febbraio scorso l’interrogazione consiliare da me inoltrata al Presidente Russo, con la quale chiedo al Sindaco di riferire in Consiglio comunale in merito alla situazione di via Vecchia Lavinola.
Proprio giovedì, cinque giorni fa, ricevevo un messaggio privato su whatsapp con due video rappresentativi ed emblematici, che hanno necessità di essere spiegati.
Visto l’atto da me proposto, stamattina verso le 9:30 è stato predisposto dall’amministrazione ed effettuato un sopralluogo con i tecnici della GORI, il Funzionario responsabile geom. Michele Amodio e il sottoscritto.
Si è preso atto del problema alla condotta fognaria e in giornata, se le condizioni meteorologiche lo permetteranno (n.d.r. nel momento dell’ispezione erano proibitive) la linea sarà riparata.
La situazione è molto complessa, se ne discuterà comunque nel prossimo Consiglio comunale carottese, auspicando un interessamento anche del consesso vicano; ascolteremo cosa ci diranno dal lato “decisionale” giacché una soluzione definitiva non può più essere rimandata
La politica faccia la sua parte, interessi le istituzioni sovraordinate, metta al centro dell’agenda di governo i temi ambientali; la salute pubblica prima di essere curata, dev’essere tutelata poiché «prevenire è di gran lunga meglio che curare».




giovedì 21 gennaio 2021

IL GIALLO DEI PINI TAGLIATI

«Fari dei PM sul comune». Così ha titolato ieri il quotidiano Metropolis, che si è occupato della vicenda in un articolo.
Oltre all’impronta chiaramente ambientalista e quindi fondamentale per i tempi che stiamo vivendo, la questione non è così banale come potrebbe apparire, trattando di un finanziamento di Città metropolitana per un importo di ben € 162.416,79.
Con le parlamentari Virginia La Mura e Carmen Di Lauro, vogliamo vederci chiaro, anche a seguito della dichiarazione resa in Consiglio dal Funzionario comunale, secondo cui «è proprio nella discrezionalità della direzione dei lavori fare questo tipo di intervento». In sostanza, a suo dire, l’Ente metropolitano finanzierebbe il potere arbitrario di un agronomo, senza possibilità di contraddittorio.
A questo va sommato il fatto che nella richiesta di finanziamento, in riscontro alla nota del WWF del 30/10/2019, si documentava che le jacarande di via Mercato (quelle delle famose prove di tiro all’albero, qui il video) andavano sostituite perché avevano subito gravissimi tagli ai cordoni radicali, inflitti erroneamente durante i lavori stradali; cosa evidentemente in conflittualità con quanto affermato in Consiglio comunale, giacché ad una mia interrogazione mirata a conoscere se fossero state avviate le procedure di risarcimento danni alla ditta, il tecnico istruttore rispondeva che il danno non fosse riscontrabile né ascrivibile, poiché si era «stati costretti ad eliminare qualche elemento facente parte dell’apparato radicale laterale al fine di ricostruire la complanarità della superficie di marciapiede».
Ma l’articolo 2 del regolamento comunale per la tutela del patrimonio arboreo, vieta di arrecare danno agli apparati radicali mediante trattamenti chimico-fisici, tranciamenti a distanza inferiore a tre volte la circonferenza del tronco, misurata ad un metro d’altezza, e proibisce d’impermeabilizzare il suolo al di sopra delle radici oltre il raggio di un metro dal colletto della pianta.
Resta senza risposta soddisfacente il quesito ed ignoto il motivo per cui, nello stesso ufficio, possano coesistere due versioni in antitesi.
Tornando ai pini di via Bagnulo e del Parco delle Mimose, a quanto risulta si è contravvenuto alle prescrizioni della convenzione stipulata con Città metropolitana di Napoli, secondo la quale «gli abbattimenti di piante esistenti dovranno essere effettuati solo a seguito (n.d.r. e non prima) di relazione sottoscritta da tecnico qualificato che, a seguito di verifica diretta, attesti che le piante sono morte, in cattive condizioni fitosanitarie e/o instabili e costituiscono pericolo per l’incolumità pubblica».
In conclusione, se i fondi sono finalizzati all’incremento del verde urbano, non devono essere utilizzati per la sostituzione di alberi adulti con piccoli esemplari, abusando della terminologia “autoctono”, che tutto o niente significa; il potere discrezionale acquisito finora per un’omertosa indifferenza non può essere più tollerato.



venerdì 8 gennaio 2021

OSPEDALE DEL MARE COME IL MARIANO LAURO

OSPEDALE UNICO della penisola sorrentina.
Quando le immagini valgono più di mille parole, in particolare per chi ha memoria, per chi sa cos’è Viale dei Pini, su cosa poggia e com’è stata costruita la strada che sarà l’unico accesso all’Ospedale Unico della penisola sorrentina.
Non si è contrari ad un DEA di I livello in penisola e non lo si è a prescindere, ma solo chi è accecato può pensare di perpetrare nel perseguire un’idea improponibile.
Quel che è accaduto all’Ospedale del Mare a Napoli è un chiaro segno premonitore e non si può non tenerne conto; Sindaci, ripensateci e piuttosto battetevi per fare in modo che siano riattivati i servizi soppressi e che siano garantiti in tempi “civili” i servizi di diagnostica e le visite specialistiche.


Ospedale del Mare come il Mariano Lauro

OSPEDALE UNICO Quando le immagini valgono più di mille parole, in particolare per chi ha memoria, per chi sa cos’è Viale dei Pini, su cosa poggia e com’è stata costruita la strada che sarà l’unico accesso all’Ospedale Unico della penisola sorrentina. Non si è contrari ad un DEA di I livello in penisola e non lo si è a prescindere, ma solo chi è accecato può pensare di perpetrare nel perseguire un’idea improponibile. Quel che è accaduto all’Ospedale del Mare a Napoli è un chiaro segno premonitore e non si può non tenerne conto; Sindaci, ripensateci e piuttosto battetevi per fare in modo che siano riattivati i servizi soppressi e che siano garantiti in tempi “civili” i servizi di diagnostica e le visite specialistiche.

Pubblicato da Salvatore Mare su Venerdì 8 gennaio 2021

venerdì 18 dicembre 2020

MARITTIMI APOLIDI

La questione dei marittimi bloccati da oltre un anno a bordo di navi al largo delle coste della Cina, è argomento poco dibattuto in Italia, ciò a conferma dell'attenzione politica riservata al cluster marittimo, nonostante sia da sempre traino dell'economia nazionale.
Le navi Mba Giovanni e Antonella Lembo, sono da mesi in rada al largo dei porti cinesi rispettivamente di Huanghua e Tianjin. La prima non può effettuare l’avvicendamento dell’equipaggio giacché Huanghua non è adibito alla movimentazione equipaggio, alla seconda invece, è impedito l’attracco per scaricare il carbone australiano, per dispute fra i due stati.
È necessario che sostituiscano i rispettivi equipaggi che sono imbarcati ormai da oltre un anno e quindi ben oltre il limite stabilito dalla Convenzione sul Lavoro Marittimo e dalla Direttiva 2013/38/UE, che tutelano la salute dei naviganti.
Al momento la parte politica di cui si ha notizia, e che recentemente ha scritto al Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Giuseppe Conte e al Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, appartiene ai sindaci di Pozzallo, Monte di Procida, Messina, Napoli, Livorno, Crotone, Termoli, e i due nostri della penisola sorrentina, Vico Equense e Sant’Agnello.
Il più attivo è sicuramente Roberto Ammatuna, Sindaco di Pozzallo, che non ha risparmiato critiche circa la politica estera svolta dal nostro governo, ricordando i buoni rapporti e i recenti accordi che il Ministro Di Maio ha stretto con Xi Jinping.
Il panorama internazionale ha invece registrato il 14 dicembre scorso, la circolare inviata dal segretario generale dell'IMO, il sud coreano Kitack Lim, agli Stati membri dell'organizzazione marittima internazionale, affinché inseriscano la classe della Gente di Mare, fra i lavoratori chiave per l'economia mondiale.

Kitack Lim

Sarebbe la strada per bypassare le criticità delle restrizioni dovute alla pandemia da Covid-19, e così permettere ai marittimi di viaggiare verso i porti di avvicendamento, e rispettare i tempi dei contratti di arruolamento.
Kitack Lim ha preso l’iniziativa, unitamente all’aver registrato l’alta considerazione che hanno avuto 45 Stati membri*, che hanno già designato i marittimi quali lavoratori chiave per l'economia mondiale.
Al momento non ho riscontro di attività del nostro governo il quale, mi auguro, sia al lavoro al fine di risolvere queste crisi e impedirne altre. Confido nel buon senso e invito ad adoperarsi affinché anche il MIT possa essere più partecipe, consapevole anche del fatto che così come si è scorporato il MIUR in un giorno, altrettanto si possa operare affinché si ripristini al più presto un Ministero che possa essere rappresentativo per l’intero settore marittimo.


*Azerbaigian, Bahamas, Bangladesh, Barbados, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cipro, Danimarca, Francia, Gabon, Georgia, Germania, Ghana, Grecia, Indonesia, Iran, Giamaica, Giappone, Kenya , Kiribati, Liberia, Isole Marshall, Moldova, Montenegro, Myanmar, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Nigeria, Norvegia, Panama, Filippine, Repubblica di Corea, Romania, Arabia Saudita, Singapore, Sud Africa, Spagna, Svezia, Thailandia, Emirati Arabi Uniti , Regno Unito, Stati Uniti, Yemen più Hong Kong quale stato associato.


martedì 15 dicembre 2020

PRIVACY vs TRASPARENZA

IL COMUNE DI PIANO DI SORRENTO ABOLISCE L’ARCHIVIO STORICO ON LINE

È un duro colpo alla trasparenza dell’azione amministrativa: in sostanza non si potranno più scaricare né consultare gli atti, una volta defissi dall’Albo Pretorio.
La tutela della privacy appare pretestuosa, giacché l’Agenzia per l’Italia Digitale dispone che i documenti da pubblicare debbano già essere predisposti per la protezione dei dati personali, e questo deve avvenire a cura dell’ente richiedente o del responsabile del procedimento amministrativo.
Con la soppressione dell’archivio storico, chiunque partecipi alla vita amministrativa e politica della città, o che abbia necessità di consultare una determina o una delibera, dovrà necessariamente fare un accesso agli atti: questo oltre a dilatare nei tempi quel che finora era risolvibile con pochi semplici click da un qualunque pc, tablet o smartphone, impiegherà gli addetti comunali in enormi perdite di tempo per evadere le richieste, e questo è reso ancora più oneroso per la carenza di personale. A tal proposito e a beneficio, si rammenta che l’Ente da tempo, deve ancora provvedere a 17 assunzioni.
Qui potete leggere la nota che ho inviato unitamente al Consigliere Antonio D’Aniello. 



lunedì 14 dicembre 2020

ACQUA PUBBLICA - a.d. 2020

L’ultimo Consiglio del distretto sarnese vesuviano non si è ancora concluso, infatti è stato prolungato in seconda convocazione a domani 15 dicembre, per trattare di alcune richieste del gruppo dei Comuni per l’acqua pubblica.
Nel dettaglio:
- la limitazione delle ingiunzioni fiscali da parte di GORI,
- una regolamentazione più “umana” e condivisa con i servizi sociali delle procedure di distacco, e
- il monitoraggio delle misure adottate per l’emergenza Covid-19, visto l'esiguo numero di utenti che hanno effettivamente usufruito delle agevolazioni previste.
Oltre a chiedere al presidente dell'EIC, Luca Mascolo, chiarimenti sul protocollo d’intesa relativo agli interventi fognari e depurativi nel bacino del Sarno, si vuole fare il punto sulle cosiddette “partite pregresse”.
Si tratta in sostanza degli aumenti tariffari sui quali il TAR Campania già si pronunciò negativamente, e sono relativi al periodo 2006-2011. Ammonta ad oltre 120 milioni di euro la somma che la GORI intende “recuperare”, facendola pagare agli ignari e incolpevoli utenti attuali.
Ricordando il vecchio impegno a favore dei comitati per l’acqua pubblica relativo al periodo in cui l’attuale Sindaco Iaccarino era seduto nei banchi dell’opposizione, così come il collega di Meta Giuseppe Tito aderì immediatamente alla Rete dei Sindaci per l’acqua pubblica, cosa che evidentemente non gli ha impedito di essere eletto quale consigliere di distretto attuale, ma in maniera sbalorditiva non in quota alla lista «Comuni per l’Acqua Pubblica», bensì per quella contrapposta «Acqua: tutela di tutti», gli ho chiesto di confrontarsi con i Sindaci Consiglieri, affinché siano votati positivamente i punti espressi.
Questa la nota inviata.