martedì 6 settembre 2022

AL VOTO: CON INTRANSIGENTE INSOFFERENZA

Coloro che possono ballare e cantare, andare in ferie, permettersi il piccolo lusso di cambiare la vecchia auto o comprarsi lo scooter a rate, che se la bolletta è più cara “pazienza”, beh costoro non potranno capire lo stato di frustrazione, della sensazione di assoluta inadeguatezza a questa società iniqua che prova chi vive in ristrettezze o addirittura in assoluta povertà, o di chi empaticamente soffre impotente nel constatare queste evidenti disparità.
E non mi riferisco a coloro che possiedono la barca, lo yacht o le ville al mare o in montagna, parlo dei piccoli borghesi, di quelli cui piace apparire e ostentare anche ciò che non possiedono.
A quel punto è anche normale che aumenti l'insofferenza verso gli uni o gli altri, e capisco chi ancora non ha deciso, chi non sa a quale "santo leader politico" votarsi.
Il "paradosso del gelataio" si è rivelato in tutte le sue forme laddove ormai destra e sinistra sono concetti annacquati, vista la coincidenza dell’azione politica fra centrodestra e centrosinistra.
Onestamente, all’attualità non avverto il pericolo di una deriva oltranzista se non nei desideri di chi mostra certezze: il centro che si autodefinisce sinistra, ha realizzato principalmente cose liberali, mentre quello che si autoproclama centrodestra, ha fatto eguale, in una finta alternanza e altrettanto falsa competizione.
La parentesi dei "né di qua né di là, ma oltre", è stata un buco nell'acqua considerato che si è perpetrato nel "liberalismo"; basti pensare che in cinque anni non si è messo mano al riordino degli enti locali (la legge Delrio ha prodotto un obbrobrio metro-provinciale per giunta a suffragio indiretto), e nemmeno ad una revisione totale della legge elettorale che avrebbe realmente permesso agli elettori di esprimere il proprio parere. Sono invece stati promulgati provvedimenti quali il decreto sicurezza bis, o limitativi delle libertà personali. Senza dimenticare i farseschi banchi a rotelle, dapprima difesi a oltranza e ora vituperati dopo la transumanza della Azzolina a impegno civico; ancora ricordo agli smemorati che sono state più che triplicate le soglie per gli affidi diretti da parte degli enti locali e che si è conferito il potere ai consigli comunali e quindi ai sindaci, di scegliersi il presidente dell'organo di revisione economico-finanziario. Eppure circa cinque anni fa, rammento che ci spellavamo le mani durante l'esaltante discorso di insediamento di Roberto Fico alla presidenza della Camera dei Deputati, tutto imperniato principalmente sulla volontà di ridare centralità al Parlamento; purtroppo solo chiacchiere diffuse, sprecate in un unico fotografatissimo giro in bus per recarsi a Montecitorio, intenzioni rinnegate e vanificate dal continuo ricorso alla fiducia.
Allora cosa conta il voto di chi vorrebbe cambiare le cose?
Si è visto, "Franza o Spagna purché se magna" è il leit motiv di chi dovrebbe governarci, è la sindrome dei palazzi romani che trasforma la maggior parte di coloro che vi accedono in conigli mannari, capaci di mutare e rinnegare se stessi, pur di apparire e sentirsi parte del gioco.
Potrei votare l'unica forza che "parrebbe" di sinistra, ma equivarrebbe a premiare De Magistris, al quale potrei anche perdonare la gestione Napoli comune (è una parola...), ma mai potrei per Napoli Città Metropolitana e il fallimentare piano strategico con cui ha elargito oltre 400 milioni di euro alla bisogna dei sindaci, ripartendo i fondi per numero di abitanti, nel silenzio generale di tutte le forze politiche componenti il Consiglio metropolitano (n.d.r. ma di questo ne ho trattato ampiamente quando ero consigliere comunale di Piano di Sorrento).
A questo punto potrebbero anche non farle le votazioni, spartirsi già da ora incarichi e poltrone, tanto è stato tutto deciso nelle segreterie di partito e già si sa come andrà: tutti vinceranno e si diranno soddisfatti del risultato elettorale, anche se l'astensionismo assumerà proporzioni enormi e il sentimento di avversione, di repulsione verso la casta politica sarà sempre maggiore.
Allora fate vobis e "che vinca il meno peggio" ma, riflettendoci, cosa significa, che noi italiani non ci meritiamo i... migliori?



sabato 6 agosto 2022

IL TEMPO DELLE SCUSE

S’era stretto un patto con i cittadini della penisola sorrentina, stanchi di essere sempre amministrati dai soliti politici, cui magari cambia il nome ma non il cognome, perpetrando dinastie che si ripetono dai tempi dei tempi.
Infatti non si è girato per le case a chiedere voti, non si è fermato nessuno per strada e non si è promesso nulla che non fosse impegno civico e tutela dei beni comuni, in opposizione a chi comanda i nostri feudi da decenni.
A Sant’Agnello l’azione si è svaporata quasi subito in atti consiliari fini a sé stessi, mai realmente seguiti fino all’iter finale.
Un’azione consiliare che non ha mai appassionato giacché sempre troppo disattenti alle reali dinamiche, sia a quel che si diceva in assise, sia alle esigenze della cittadinanza; per usare un eufemismo, erano distratti.
A conferma, la maggior parte dei bilanci sono passati nel silenzio assordante rotto nemmeno da una dichiarazione di voto.
Apatia e mancata comunicazione fra gli stessi portavoce e anche con gli attivisti, visto che un consigliere ha addirittura accettato autonomamente la delega alla gentilezza. E così, "gentilmente", hanno dismesso il loro naturale ruolo di opposizione dettato oltre che dalle dichiarazioni, dall’esito minoritario delle consultazioni amministrative.
A Meta invece, a detta degli attivisti, dove per lunghi periodi si è cercato di interloquire con il consigliere pentastellato, il riscontro è stato minimo così come la sua comunicazione.
Chi non ha seguito gli streaming consiliari poco sa di quello che si è detto, per chi ha assistito invece, la delusione per un cambio di marcia mai avvenuto e di una ferma politica di opposizione promessa in campagna elettorale ma mai realmente attuata, è stata cocente.
A riprova che si aveva bene inteso l’andazzo, la conferma odierna in un articolo del settimanale Agorà della penisola sorrentina, con cui si chiedono al consigliere le motivazioni che lo hanno indotto ad accettare la delega alla transizione ecologica e quindi a passare in maggioranza.
E allora vi chiedo scusa delle mie parole in campagna elettorale, ero convinto che si facessero le barricate viste le distanze politiche-ideologiche che “avevamo” rispetto l’amministrazione Tito.
Forse però non dovrei essere il solo a chiedere scusa, ma anche tutti i consiglieri del M5S che hanno tradito il patto con quella porzione di elettorato che ci vedeva quale novità, quali volti nuovi che agivano per un interesse comune, un po’ rivoluzionari che desideravano cambiare il modo di fare politica.
Per quanto mi riguarda, con altri consiglieri abbiamo combattuto il potere di Giggino il magnifico da prima della sua elezione per acclamazione a capo politico, con il risultato di essere posti ai margini da coloro che solo ora gli danno del traditore; la storia si ripete, ma chi si avvede, se ne accorge sempre troppo tardi e, soprattutto, non chiede mai scusa.



martedì 2 agosto 2022

GARANTE DISABILITÀ - PER LA DELEGATA OPPORTUNO MA NON NECESSARIO

Piano di Sorrento - Nuovo garante dei diritti delle persone con disabilità
Attendevo dal febbraio scorso, il 3 per tristi motivi, il 24 per naturale scadenza, la nomina di questa figura che ritengo estremo baluardo di garanzia dei diritti delle persone con disabilità, che rammento, può essere condizione anche temporanea; d’altro canto per ottenerne l’ufficializzazione ne feci una battaglia personale.
Registro però lo scivolone della delegata consiliare Esposito, la quale ha esordito nel suo breve e impacciato discorso scritto: «Preso atto dell’assoluta opportunità ma non necessità della figura del garante delle persone con disabilità…».
Che dire, con questi presupposti, non posso far altro che augurare al dr. Filiberto Pollio, che fra l’altro non ho il piacere di conoscere, “buon lavoro” e nel contempo esortare l’amministrazione a pubblicizzare questa figura di garanzia, fornendo recapiti telematici e orari di ricevimento dei cittadini, facendo in modo che le "necessità" siano "opportunità" di crescita, per tutti.



sabato 18 giugno 2022

SE AVESSI VINTO LE ELEZIONI...

Sapevo che nel 2016 non avrei potuto fare il Sindaco di Piano di Sorrento, anche se avessi vinto le elezioni. E che a negarmelo fossero i miei stessi “promotori”, nel nome e nel segno del loro concetto personalissimo di “honestà”.
Il 31 maggio del 2016 mi recai a Napoli, in pieno svolgimento la campagna elettorale di Matteo Brambilla contro De Magistris, c’erano tutti (o quasi) i portavoce della Campania a sostegno, soprattutto c’era Roberto Fico. A lui chiesi come mai ancora dovessi ricevere l’autorizzazione all’utilizzo del simbolo, mentre tutti gli altri candidati erano nel pieno della campagna elettorale.
Mi rispose che lo staff era impegnatissimo nelle valutazioni delle domande e che comunque avrei avuto una risposta. Per inciso, chi veniva estromesso per un qualsiasi motivo, non riceveva comunicazioni.
Il giorno successivo, a quattro giorni dalla scadenza della presentazione delle liste, ricevetti la mail dello staff con l’autorizzazione. Eravamo tutti strafelici, d’altro canto già ci avevamo messo la faccia; ma quello che accadde la sera del 2 maggio fu surreale. Infatti nel corso di una riunione organizzativa con i candidati, quando ormai già avevamo dato l’annuncio della nostra partecipazione e della mia candidatura a Sindaco, giunse sul mio smartphone una seconda inaspettata e “sgrammaticata” mail del cosiddetto staff, con la quale incomprensibilmente si intimava ad otto dei miei candidati consiglieri, di firmare le proprie dimissioni in bianco con la motivazione di non essere residenti a Piano di Sorrento (nello specifico nelle confinanti Meta e Sant’Agnello). Insomma, se avessi vinto le elezioni, non avrei avuto i consiglieri per poter amministrare.
Ma la cosa ancora più inverosimile è che la liberatoria di Beppe che mi fu spedita successivamente per la documentazione necessaria, era datata 23 aprile 2016, quindi antecedente entrambi le mail dello staff.
Il tutto appariva surreale giacché oltre all’assurdità della partecipazione per non vincere e “piazzare” quindi solo il consigliere, rilevavo che appena l’anno precedente nella lista 5 stelle di Sorrento c’era un solo sorrentino, e che lo stesso candidato sindaco era ed è di Sant’Agnello. Inoltre, successivamente alla mia esperienza, anche il feudo santanellese nella medesima situazione del sorrentino con candidato sindaco non residente, non furono richiesti né adottati provvedimenti “particolari”.
Tornando ai fatti carottesi, la mail produsse il risultato che la maggioranza dei candidati attuasse una campagna elettorale con il freno a mano tirato, cercando di prendere voti ma non troppi, in modo da non essere eletti e quindi costretti alle dimissioni.
Tutti fecero di tutto per farmi eleggere, e ci riuscimmo, ma questa cosa mi aprì gli occhi e mi fece distaccare non poco da quello che poi sarebbe diventato un vero e proprio cerchio magico che tirava le fila del movimento, spesso con decisioni che apparivano incomprensibili ma che a ben vedere, erano indirizzate affinché nessuno avesse troppo spazio o rilievo sul territorio.
Senza intenzione di paragonarmi, ma Favia, Pizzarotti, Fucci e così via, fornivano piene prove e alimentavano questa tesi: tutto appariva ben lontano da quel modo nuovo di fare politica che si lasciava intendere.



giovedì 16 giugno 2022

LA RESA DEI CONTI O LA RESA DI CONTE

Litigano, si sbattono, giocano a chi mette sul tavolo il carico più grosso, una sorta di tressette sulla pelle degli italiani, in palio la proprietà non intellettuale ma fisica di un logo, di un simbolo ormai rappresentativo del nulla cosmico giacché svuotato di ogni contenuto, con la mera illusione di voler prolungare quello che ormai è già scritto e sancito inequivocabilmente anche dalle ultime amministrative.
Il M5S non c'è più: Di Maio rappresenta unicamente il suo potere acquisito che prima o poi svanirà e lo relegherà nel nulla delle sue innumerevoli contraddizioni.
Conte è leader "esterno" di un partito costruito a tavolino e monocraticamente, sulle ceneri di un movimento distrutto da beghe interne e lotte per la supremazia, come galli su cumuli di pattume. Tanto valeva mostrare coraggio, togliere le stelle e formare la sua squadra (che poi alla fine è così, considerato che saranno tutti nominati da lui stesso).
La realtà è che tutto ciò alcuni di noi già l'avevano capito da tempo e denunciato, e chi ora sbraita contro questo abbrivio inarrestabile, dovrebbe recitare il mea culpa, magari cospargersi il capo di cenere per non aver saputo né leggere, né ascoltare, preferendo acclamare il "pupo d'oro" che nel loro immaginario, come re Mida, trasformava in oro tutto ciò che toccava.
Prima o poi tutto verrà fuori ed i sentimenti che ne scaturiranno potranno essere molteplici, dal divertento all'intossicazione; per quanto mi riguarda sono ormai fuori e sono convinto che qualsiasi operazione atta a riesumazioni sarà un fallimento perché, se è vero che noi italiani siamo dei creduloni e che l'elettorato del fu M5S è incurabilmente idealista, altrettanto vero è che non siamo stupidi.
Qui l'articolo del Corriere del Mezzogiorno sulla lettera premonitrice di alcuni consiglieri comunali a Beppe Grillo del settembre 2017: fra i promotori c'ero anch'io, sottoscrittore del documento.



venerdì 10 giugno 2022

GARANTE DIRITTI DISABILITÀ - TANTA FATICA PER NULLA?

Credo come a tutti, spesso mi capita di pensare alle persone care che ci mancano, in particolare quelle che ci hanno lasciato di recente. Manco a farlo apposta mi cadeva l’occhio su un mio vecchio post sulle liste d’attesa AIAS e sull’intervento dell’amica ancor prima che avvocato, Andreina Esposito.
Ora potrei scrivere di uno dei suoi tanti ricordi, una delle molteplici volte in cui mi è venuta in soccorso o in cui si prodigò in maniera del tutto disinteressata per la risoluzione di una qualche criticità; il ruolo del Garante dei diritti delle persone con disabilità pareva esserle cucito addosso.
Ma in questo momento desidero invece abbandonare il lato emozionale e descrivere il fatto politico, raccontandovi brevemente quanto è stato lungo e laborioso l’iter per riuscire a far approvare questa figura istituzionale al Comune di Piano di Sorrento.
Tutto cominciò con una mia proposta dettagliata e completa di regolamento, agli atti del giorno 29 gennaio 2017. Proposta ignorata che trasformai in mozione il 15 marzo successivo e che la maggioranza consiliare decideva di dover approfondire in commissione regolamenti.
Dopo mie insistenti pressioni, la commissione ne approvava il testo così come proposto senza modifiche, quindi il 12 aprile ripresentavo la mozione che finalmente, il 25 maggio era approvata all’unanimità dei consiglieri presenti.
Ora non voglio annoiarvi, ma se vi va di sapere nel dettaglio potete leggere oltre che dal mio blog, l’articolo del Talepiano «Salvatore Mare attacca: “incapaci, farebbero bene a dimettersi”».
Così fra un’interrogazione e un mio interpello al Prefetto di Napoli, finalmente dopo 25 mesi Piano di Sorrento nominò il suo primo Garante dei Diritti della Persona con Disabilità.
Fu una battaglia di civiltà per ottenere un qualcosa che dovrebbe essere nell’interesse di tutti, ma che parrebbe anche a questa amministrazione non importare più di tanto, al punto da ignorarne la figura anche istituzionalmente nel triste giorno in cui l’avv. Esposito, l’amica Andreina, ci lasciò.
Non un comunicato, non una presenza con fascia tricolore nemmeno di un delegato; ricordo ai funerali il solo Mario Russo (Presidente del Consiglio nella trascorsa amministrazione ed attuale Consigliere d’opposizione) e Vincenzo Califano (già portavoce dell’ex sindaco Vincenzo Iaccarino).
Quindi non sorprende che Piano di Sorrento non solo non abbia nominato il Garante ma che al momento non abbia prodotto nessun atto propedeutico teso all’individuazione di questa importantissima figura posta a tutela dei diritti di chi vive una disabilità, anche temporanea.
Ci vorrebbe poco, basterebbe copiare l’avviso di gara, e se risultasse troppo faticoso trovarlo sul sito del comune, questo è il link, è in formato word, basterebbe sostituirne le datazioni e qualche nome… 



sabato 2 aprile 2022

BENVENUTA GENTILEZZA

Accade un fatto per me inconcepibile: a Sant’Agnello un consigliere comunale di minoranza accetta la “delega alla gentilezza” dal primo cittadino Piergiorgio Sagristani.
Qui, in questo angolo di penisola interessato da uno dei più controversi episodi urbanistici che la storia locale ricordi, la vicenda Social Housing di via Monsignor Bonaventura Gargiulo, con decine di famiglie incolpevoli in procinto di essere sgomberate per i provvedimenti adottati dall’Autorità Giudiziaria, da alloggi che hanno in buona parte già pagato. La Magistratura inquirente ha infatti valutato le scelte adottate dall’amministrazione pubblica santanellese, almeno in questa prima fase, non conformi alla legge.
Le famiglie coinvolte quindi avrebbero il solo torto, ove le accuse dovessero trovare conferma nel proseguimento del procedimento giudiziario, di aver confidato nella giustezza delle decisioni dell'amministrazione comunale.
Sarebbe il caso di occuparsi prima di queste questioni e poi, perché no, anche della gentilezza di cui abitualmente dovrebbero dare sfoggio i dipendenti nei confronti dei cittadini, loro reali datori di lavoro.
Valutando invece il dato politico, se tutto ciò fosse accaduto in altri tempi sarebbe successo il finimondo al palazzo di città, invece con questo nuovo modo di (non) fare politica, silente e assertivo, tutto passa e scorre in maniera abnormemente normale.
Le opposizioni in penisola, per l’ennesima volta, si palesano con tutte le loro falle e contraddizioni e prendo atto che il M5S, quello in cui in un recente passato avevo creduto e dato fiducia, di fatto passa ufficialmente in maggioranza.
Il sindaco è abile politico e troppo intelligente per non capire cosa significhi realmente questa nomina, non può non comprendere o sapere la differenza che c’è fra un incarico “consiliare” e uno “giuntale”. Finora avevo preso atto della mancanza di supporto del M5S, in particolar modo dai portavoce regionali, per la latitanza su tutte le questioni ASL NA3 Sud, a cominciare dalle problematiche del centro oncologico e di quello trasfusionale, dalla chiusura del centro di sanità mentale in via del mare e del pronto soccorso vicano, dall’accettazione pacifica, quasi dogmatica, dell’edificazione dell’Ospedale Unico, nonostante tutte le criticità ampiamente esposte dal sottoscritto e verbalizzate in dibattimento del Consiglio Comunale carottese del 12 aprile 2021. E ne prendevo ancor più coscienza dall’inconsistenza dell’azione politica locale di opposizione, troppo timorosa e mai realmente ficcante, con timide interrogazioni emesse quasi sottovoce cui nessun seguito è stato dato.
Credevo fosse possibile creare una comunità di persone disinteressate che lottassero unicamente per la tutela del bene comune, ma da quando si era 4 amici al bar, così si è rimasti, e non ci si prende nemmeno più il caffè.