S’era stretto un patto con i cittadini della penisola sorrentina, stanchi di essere sempre amministrati dai soliti politici, cui magari cambia il nome ma non il cognome, perpetrando dinastie che si ripetono dai tempi dei tempi.
Infatti non si è girato per le case a chiedere voti, non si è fermato nessuno per strada e non si è promesso nulla che non fosse impegno civico e tutela dei beni comuni, in opposizione a chi comanda i nostri feudi da decenni.
A Sant’Agnello l’azione si è svaporata quasi subito in atti consiliari fini a sé stessi, mai realmente seguiti fino all’iter finale.
Un’azione consiliare che non ha mai appassionato giacché sempre troppo disattenti alle reali dinamiche, sia a quel che si diceva in assise, sia alle esigenze della cittadinanza; per usare un eufemismo, erano distratti.
A conferma, la maggior parte dei bilanci sono passati nel silenzio assordante rotto nemmeno da una dichiarazione di voto.
Apatia e mancata comunicazione fra gli stessi portavoce e anche con gli attivisti, visto che un consigliere ha addirittura accettato autonomamente la delega alla gentilezza. E così, "gentilmente", hanno dismesso il loro naturale ruolo di opposizione dettato oltre che dalle dichiarazioni, dall’esito minoritario delle consultazioni amministrative.
A Meta invece, a detta degli attivisti, dove per lunghi periodi si è cercato di interloquire con il consigliere pentastellato, il riscontro è stato minimo così come la sua comunicazione.
Chi non ha seguito gli streaming consiliari poco sa di quello che si è detto, per chi ha assistito invece, la delusione per un cambio di marcia mai avvenuto e di una ferma politica di opposizione promessa in campagna elettorale ma mai realmente attuata, è stata cocente.
A riprova che si aveva bene inteso l’andazzo, la conferma odierna in un articolo del settimanale Agorà della penisola sorrentina, con cui si chiedono al consigliere le motivazioni che lo hanno indotto ad accettare la delega alla transizione ecologica e quindi a passare in maggioranza.
E allora vi chiedo scusa delle mie parole in campagna elettorale, ero convinto che si facessero le barricate viste le distanze politiche-ideologiche che “avevamo” rispetto l’amministrazione Tito.
Forse però non dovrei essere il solo a chiedere scusa, ma anche tutti i consiglieri del M5S che hanno tradito il patto con quella porzione di elettorato che ci vedeva quale novità, quali volti nuovi che agivano per un interesse comune, un po’ rivoluzionari che desideravano cambiare il modo di fare politica.
Per quanto mi riguarda, con altri consiglieri abbiamo combattuto il potere di Giggino il magnifico da prima della sua elezione per acclamazione a capo politico, con il risultato di essere posti ai margini da coloro che solo ora gli danno del traditore; la storia si ripete, ma chi si avvede, se ne accorge sempre troppo tardi e, soprattutto, non chiede mai scusa.
sabato 6 agosto 2022
IL TEMPO DELLE SCUSE
martedì 2 agosto 2022
GARANTE DISABILITÀ - PER LA DELEGATA OPPORTUNO MA NON NECESSARIO
Piano di Sorrento - Nuovo garante dei diritti delle persone con disabilità
Attendevo dal febbraio scorso, il 3 per tristi motivi, il 24 per naturale scadenza, la nomina di questa figura che ritengo estremo baluardo di garanzia dei diritti delle persone con disabilità, che rammento, può essere condizione anche temporanea; d’altro canto per ottenerne l’ufficializzazione ne feci una battaglia personale.
Registro però lo scivolone della delegata consiliare Esposito, la quale ha esordito nel suo breve e impacciato discorso scritto: «Preso atto dell’assoluta opportunità ma non necessità della figura del garante delle persone con disabilità…».
Che dire, con questi presupposti, non posso far altro che augurare al dr. Filiberto Pollio, che fra l’altro non ho il piacere di conoscere, “buon lavoro” e nel contempo esortare l’amministrazione a pubblicizzare questa figura di garanzia, fornendo recapiti telematici e orari di ricevimento dei cittadini, facendo in modo che le "necessità" siano "opportunità" di crescita, per tutti.
sabato 18 giugno 2022
SE AVESSI VINTO LE ELEZIONI...
Sapevo che nel 2016 non avrei potuto fare il Sindaco di Piano di Sorrento, anche se avessi vinto le elezioni. E che a negarmelo fossero i miei stessi “promotori”, nel nome e nel segno del loro concetto personalissimo di “honestà”.
Il 31 maggio del 2016 mi recai a Napoli, in pieno svolgimento la campagna elettorale di Matteo Brambilla contro De Magistris, c’erano tutti (o quasi) i portavoce della Campania a sostegno, soprattutto c’era Roberto Fico. A lui chiesi come mai ancora dovessi ricevere l’autorizzazione all’utilizzo del simbolo, mentre tutti gli altri candidati erano nel pieno della campagna elettorale.
Mi rispose che lo staff era impegnatissimo nelle valutazioni delle domande e che comunque avrei avuto una risposta. Per inciso, chi veniva estromesso per un qualsiasi motivo, non riceveva comunicazioni.
Il giorno successivo, a quattro giorni dalla scadenza della presentazione delle liste, ricevetti la mail dello staff con l’autorizzazione. Eravamo tutti strafelici, d’altro canto già ci avevamo messo la faccia; ma quello che accadde la sera del 2 maggio fu surreale.
Infatti nel corso di una riunione organizzativa con i candidati, quando ormai già avevamo dato l’annuncio della nostra partecipazione e della mia candidatura a Sindaco, giunse sul mio smartphone una seconda inaspettata e “sgrammaticata” mail del cosiddetto staff, con la quale incomprensibilmente si intimava ad otto dei miei candidati consiglieri, di firmare le proprie dimissioni in bianco con la motivazione di non essere residenti a Piano di Sorrento (nello specifico nelle confinanti Meta e Sant’Agnello). Insomma, se avessi vinto le elezioni, non avrei avuto i consiglieri per poter amministrare.
Ma la cosa ancora più inverosimile è che la liberatoria di Beppe che mi fu spedita successivamente per la documentazione necessaria, era datata 23 aprile 2016, quindi antecedente entrambi le mail dello staff.
Il tutto appariva surreale giacché oltre all’assurdità della partecipazione per non vincere e “piazzare” quindi solo il consigliere, rilevavo che appena l’anno precedente nella lista 5 stelle di Sorrento c’era un solo sorrentino, e che lo stesso candidato sindaco era ed è di Sant’Agnello. Inoltre, successivamente alla mia esperienza, anche il feudo santanellese nella medesima situazione del sorrentino con candidato sindaco non residente, non furono richiesti né adottati provvedimenti “particolari”.
Tornando ai fatti carottesi, la mail produsse il risultato che la maggioranza dei candidati attuasse una campagna elettorale con il freno a mano tirato, cercando di prendere voti ma non troppi, in modo da non essere eletti e quindi costretti alle dimissioni.
Tutti fecero di tutto per farmi eleggere, e ci riuscimmo, ma questa cosa mi aprì gli occhi e mi fece distaccare non poco da quello che poi sarebbe diventato un vero e proprio cerchio magico che tirava le fila del movimento, spesso con decisioni che apparivano incomprensibili ma che a ben vedere, erano indirizzate affinché nessuno avesse troppo spazio o rilievo sul territorio.
Senza intenzione di paragonarmi, ma Favia, Pizzarotti, Fucci e così via, fornivano piene prove e alimentavano questa tesi: tutto appariva ben lontano da quel modo nuovo di fare politica che si lasciava intendere.
giovedì 16 giugno 2022
LA RESA DEI CONTI O LA RESA DI CONTE
Litigano, si sbattono, giocano a chi mette sul tavolo il carico più grosso, una sorta di tressette sulla pelle degli italiani, in palio la proprietà non intellettuale ma fisica di un logo, di un simbolo ormai rappresentativo del nulla cosmico giacché svuotato di ogni contenuto, con la mera illusione di voler prolungare quello che ormai è già scritto e sancito inequivocabilmente anche dalle ultime amministrative.
Il M5S non c'è più: Di Maio rappresenta unicamente il suo potere acquisito che prima o poi svanirà e lo relegherà nel nulla delle sue innumerevoli contraddizioni.
Conte è leader "esterno" di un partito costruito a tavolino e monocraticamente, sulle ceneri di un movimento distrutto da beghe interne e lotte per la supremazia, come galli su cumuli di pattume. Tanto valeva mostrare coraggio, togliere le stelle e formare la sua squadra (che poi alla fine è così, considerato che saranno tutti nominati da lui stesso).
La realtà è che tutto ciò alcuni di noi già l'avevano capito da tempo e denunciato, e chi ora sbraita contro questo abbrivio inarrestabile, dovrebbe recitare il mea culpa, magari cospargersi il capo di cenere per non aver saputo né leggere, né ascoltare, preferendo acclamare il "pupo d'oro" che nel loro immaginario, come re Mida, trasformava in oro tutto ciò che toccava.
Prima o poi tutto verrà fuori ed i sentimenti che ne scaturiranno potranno essere molteplici, dal divertento all'intossicazione; per quanto mi riguarda sono ormai fuori e sono convinto che qualsiasi operazione atta a riesumazioni sarà un fallimento perché, se è vero che noi italiani siamo dei creduloni e che l'elettorato del fu M5S è incurabilmente idealista, altrettanto vero è che non siamo stupidi.
Qui l'articolo del Corriere del Mezzogiorno sulla lettera premonitrice di alcuni consiglieri comunali a Beppe Grillo del settembre 2017: fra i promotori c'ero anch'io, sottoscrittore del documento.
venerdì 10 giugno 2022
GARANTE DIRITTI DISABILITÀ - TANTA FATICA PER NULLA?
Credo come a tutti, spesso mi capita di pensare alle persone care che ci mancano, in particolare quelle che ci hanno lasciato di recente. Manco a farlo apposta mi cadeva l’occhio su un mio vecchio post sulle liste d’attesa AIAS e sull’intervento dell’amica ancor prima che avvocato, Andreina Esposito.
Ora potrei scrivere di uno dei suoi tanti ricordi, una delle molteplici volte in cui mi è venuta in soccorso o in cui si prodigò in maniera del tutto disinteressata per la risoluzione di una qualche criticità; il ruolo del Garante dei diritti delle persone con disabilità pareva esserle cucito addosso.
Ma in questo momento desidero invece abbandonare il lato emozionale e descrivere il fatto politico, raccontandovi brevemente quanto è stato lungo e laborioso l’iter per riuscire a far approvare questa figura istituzionale al Comune di Piano di Sorrento.
Tutto cominciò con una mia proposta dettagliata e completa di regolamento, agli atti del giorno 29 gennaio 2017. Proposta ignorata che trasformai in mozione il 15 marzo successivo e che la maggioranza consiliare decideva di dover approfondire in commissione regolamenti.
Dopo mie insistenti pressioni, la commissione ne approvava il testo così come proposto senza modifiche, quindi il 12 aprile ripresentavo la mozione che finalmente, il 25 maggio era approvata all’unanimità dei consiglieri presenti.
Ora non voglio annoiarvi, ma se vi va di sapere nel dettaglio potete leggere oltre che dal mio blog, l’articolo del Talepiano «Salvatore Mare attacca: “incapaci, farebbero bene a dimettersi”».
Così fra un’interrogazione e un mio interpello al Prefetto di Napoli, finalmente dopo 25 mesi Piano di Sorrento nominò il suo primo Garante dei Diritti della Persona con Disabilità.
Fu una battaglia di civiltà per ottenere un qualcosa che dovrebbe essere nell’interesse di tutti, ma che parrebbe anche a questa amministrazione non importare più di tanto, al punto da ignorarne la figura anche istituzionalmente nel triste giorno in cui l’avv. Esposito, l’amica Andreina, ci lasciò.
Non un comunicato, non una presenza con fascia tricolore nemmeno di un delegato; ricordo ai funerali il solo Mario Russo (Presidente del Consiglio nella trascorsa amministrazione ed attuale Consigliere d’opposizione) e Vincenzo Califano (già portavoce dell’ex sindaco Vincenzo Iaccarino).
Quindi non sorprende che Piano di Sorrento non solo non abbia nominato il Garante ma che al momento non abbia prodotto nessun atto propedeutico teso all’individuazione di questa importantissima figura posta a tutela dei diritti di chi vive una disabilità, anche temporanea.
Ci vorrebbe poco, basterebbe copiare l’avviso di gara, e se risultasse troppo faticoso trovarlo sul sito del comune, questo è il link, è in formato word, basterebbe sostituirne le datazioni e qualche nome…
sabato 2 aprile 2022
BENVENUTA GENTILEZZA
Accade un fatto per me inconcepibile: a Sant’Agnello un consigliere comunale di minoranza accetta la “delega alla gentilezza” dal primo cittadino Piergiorgio Sagristani.
Qui, in questo angolo di penisola interessato da uno dei più controversi episodi urbanistici che la storia locale ricordi, la vicenda Social Housing di via Monsignor Bonaventura Gargiulo, con decine di famiglie incolpevoli in procinto di essere sgomberate per i provvedimenti adottati dall’Autorità Giudiziaria, da alloggi che hanno in buona parte già pagato. La Magistratura inquirente ha infatti valutato le scelte adottate dall’amministrazione pubblica santanellese, almeno in questa prima fase,
non conformi alla legge.
Le famiglie coinvolte quindi avrebbero il solo torto, ove le accuse dovessero trovare conferma nel proseguimento del procedimento giudiziario, di aver confidato nella giustezza delle decisioni dell'amministrazione comunale.
Sarebbe il caso di occuparsi prima di queste questioni e poi, perché no, anche della gentilezza di cui abitualmente dovrebbero dare sfoggio i dipendenti nei confronti dei cittadini, loro reali datori di lavoro.
Valutando invece il dato politico, se tutto ciò fosse accaduto in altri tempi sarebbe successo il finimondo al palazzo di città, invece con questo nuovo modo di (non) fare politica, silente e assertivo, tutto passa e scorre in maniera abnormemente normale.
Le opposizioni in penisola, per l’ennesima volta, si palesano con tutte le loro falle e contraddizioni e prendo atto che il M5S, quello in cui in un recente passato avevo creduto e dato fiducia, di fatto passa ufficialmente in maggioranza.
Il sindaco è abile politico e troppo intelligente per non capire cosa significhi realmente questa nomina, non può non comprendere o sapere la differenza che c’è fra un incarico “consiliare” e uno “giuntale”.
Finora avevo preso atto della mancanza di supporto del M5S, in particolar modo dai portavoce regionali, per la latitanza su tutte le questioni ASL NA3 Sud, a cominciare dalle problematiche del centro oncologico e di quello trasfusionale, dalla chiusura del centro di sanità mentale in via del mare e del pronto soccorso vicano, dall’accettazione pacifica, quasi dogmatica, dell’edificazione dell’Ospedale Unico, nonostante tutte le criticità ampiamente esposte dal sottoscritto e verbalizzate in dibattimento del Consiglio Comunale carottese del 12 aprile 2021. E ne prendevo ancor più coscienza dall’inconsistenza dell’azione politica locale di opposizione, troppo timorosa e mai realmente ficcante, con timide interrogazioni emesse quasi sottovoce cui nessun seguito è stato dato.
Credevo fosse possibile creare una comunità di persone disinteressate che lottassero unicamente per la tutela del bene comune, ma da quando si era 4 amici al bar, così si è rimasti, e non ci si prende nemmeno più il caffè.
mercoledì 16 marzo 2022
UNA VERITÀ PER TUTTI
Assistiamo all’inverosimile farsa dell’inconcepibile.
Onore, parola, dovere, non hanno più posti pregnanti nei valori, per tutto c’è una giustificazione, ogni notizia è propaganda e sempre più spesso lascia spazio alla mistificazione dei fatti.
Rassegniamoci, non sappiamo nulla, la verità non esiste, è oscurata dal tifo indotto per simpatia, vuoi per i rossi, vuoi per i neri, vuoi per gli azzurri, e poco importa se vengono calpestati diritti sacrosanti acquisiti con lotte anche sanguinose nel corso dei secoli della cosiddetta evoluzione umana.
Penso al discriminatorio “green book” che tanto scandalizza “ora” ma normalissimo negli anni ’60, e per assonanza non solo per mancanza di fantasia nel titolo, al pass di stato necessario per lavorare e, di riflesso, per sopravvivere.
Però c’è Jorit (si, quello del murales di Lucio Dalla a Sorrento) che dipinge Dostoevskij sulla facciata dell’istituto Righi accompagnando l’opera con un testo di Pasolini, in contrapposizione ad altri luoghi di cultura che cancellano corsi o bandiscono testi russi. La dirigente scolastica Giovanna Marciano dirà: «Sento la responsabilità di questo lavoro, siamo il contrario della Bicocca, per noi la cultura è universale».
Questa è la rappresentazione della Napoli capitale che ci distingue e che amo, non quella dello spettacolo farsesco di città metropolitana che ci costringe, dopo la legge Delrio, ad assistere quali spettatori impotenti alle elezioni dell’ex provincia, alle spartizioni di incarichi con accordi fra poteri che abbiamo nostro malgrado contribuito a consolidare, con il nostro voto e la nostra delega in bianco.
Il potere logora chi non ce l’ha, nel senso che usura il popolo con una finta democrazia, che si palesa nella sua inefficacia in modo evidente con le elezioni di secondo livello: sarebbe interessante sapere quanti cittadini di Napoli e provincia ne hanno una conoscenza consapevole.
Permettetemi di non partecipare, di esternare questo mio sentimento di nausea non per quanto accaduto a Josi Della Ragione, che conosco così come tanti altri interpreti a causa dei miei trascorsi nel fu M5S, da attivista prima e consigliere comunale poi, ma per i comportamenti tenuti da nostro malgrado rappresentanti, i quali hanno la capacità di sconfessare le loro stesse idee; credibilità zero, ma che sarà purtroppo resettata dalla memoria degli elettori alle prossime politiche.
La coerenza dovrebbe essere il vessillo da sbandierare, ma la politica, questa politica ormai ha sempre meno credibilità e si nutre della dissociazione dalla vita reale; siamo ormai giunti alla fase dell’abbandono?
«Bisogna cambiarlo questo mondo.
Fra’ Ciccillo è questo che non avete capito. Un giorno verrà un uomo dagli occhi azzurri e dirà: "Sappiamo che la giustizia è progressiva e sappiamo che man mano che progredisce la società, si sveglia la coscienza della sua imperfetta composizione e vengono alla luce le disuguaglianze stridenti e imploranti che affliggono l’umanità".
Non è forse questa avvertenza, della disuguaglianza fra classe e classe, fra nazione e nazione, la più grave minaccia della pace»? – Pier Paolo Pasolini





