domenica 3 marzo 2019

PERSONE CON DISABILITÀ: NOMINATO IL GARANTE DEI DIRITTI


Piano di Sorrento - Gli obiettivi sofferti e raggiunti con caparbietà, danno certamente maggiori motivi di soddisfazione personale, ma per la comunità non c'è nulla di gratificante.
Se penso che la proposta di dotare la città di Piano di Sorrento della figura del Garante per i diritti delle persone con disabilità, è stata inoltrata dal sottoscritto il 29 gennaio di due anni fa, se guardo al carteggio che c'è stato con la pubblica amministrazione comprendente mozioni, interrogazioni, note e solleciti, che mi hanno infine costretto a interpellare il 6 giugno 2018 addirittura il Prefetto di Napoli, mi viene da chiedere perché tanto ostracismo!
Alla fine ha prevalso il buon senso, quello mostrato in Commissione Regolamenti e in Consiglio Comunale; abbiamo impiegato 25 mesi dalla proposta, ma finalmente Piano di Sorrento si è dotata di una tangibile e riconosciuta figura a tutela dei diritti di coloro che portano disabilità.
Il ruolo del Garante è autonomo e a titolo completamente gratuito, chi si è presentato lo ha fatto con puro spirito di volontariato, al fine di mettere a disposizione della società le proprie competenze. Occorre quindi sensibilità oltre alla professionalità, e Piano di Sorrento tutto ciò lo ha trovato nell'avv. Andreina Esposito.
Il mio auspicio è che tutto questo lavoro, oltre alla tutela, possa essere indirizzato verso il piano dell'eliminazione delle barriere architettoniche; troppo poco se ne è parlato finora, e solo per l'interrogazione consiliare del M5S, con il risultato di produrre una risposta recante una mera relazione fotografica.
Per la sua attuazione occorrono risorse ma, come per tutte le altre realizzazioni, una buona amministrazione deve necessariamente giocare d'anticipo e avere una progettualità già predisposta al fine d'intercettare fondi eventualmente erogati, altrimenti si sarà sempre in affanno, perdendo inevitabilmente occasioni che un lavoro preventivo avrebbero portato a buon termine.
Il M5S è nato con: «Nessuno deve rimanere indietro»; coerentemente perseguo con la consapevolezza che il lavoro paga.

giovedì 28 febbraio 2019

MADICOSAPARLIAMO

Piano di Sorrento - Mai titolo più azzeccato per una rubrica, infatti a sentire il consigliere metropolitano Tito, l'esclamazione viene spontanea: «Ma di cosa parlate»!
E così lo spottone elettorale è servito, con l'assist del Megasindaco Metropolitano De Magistris, l'autore di tutte le deleghe.
Soldi a pioggia, come fossero bruscolini, ma per cosa?
Occorre fare un po' di ordine.
Si parla delle Zone Omogenee della Città Metropolitana disposte dalla legge Delrio, previste nell'articolo 1 comma 22, a patto «che il comune capoluogo abbia realizzato la ripartizione del proprio territorio in zone dotate di autonomia amministrativa».
Ciò si può così tradurre: «dotare di autonomia amministrativa le municipalità del comune di Napoli».
Questo per fare in modo di dare un senso alle zone omogenee e ripartirle con concetti che esulano dalla semplice territorialità, in favore delle attitudini commerciali, storiche, culturali, lavorative, con investimenti mirati allo sviluppo di una intera area: insomma, il cosiddetto Piano Strategico.
Piano strategico mai stilato, così come denunciava l'ex portavoce del M5S in Consiglio Metropolitano Danilo Cascone, comportando così che i fondi risultanti dall'avanzo di bilancio, siano destinati in modalità random, senza scopi precisi.
Così come casuale appare la ripartizione delle zone omogenee: vorrei capire quale genialità ha individuato affinità fra Secondigliano e Mergellina o fra la penisola sorrentina e San Giorgio a Cremano.
Ai più appaiono linee geografiche dettate da una concezione prettamente territoriale e non socio-economica.
Appena 5 zone in cui Napoli città, con i suoi oltre 950.000 abitanti, sarebbe la più rappresentativa, ed intercetterebbe sistematicamente la maggior parte dei fondi e delle attenzioni: per intenderci la città metropolitana di Torino, si è dotata di ben 11 zone omogenee.
Proprio mentre scrivo, con l'occhio e l'orecchio protesi sulla diretta streaming del Consiglio Metropolitano, l'Assise delibera la proposta, con il solo voto contrario e intervento significativo del consigliere Lebro.
Noi non staremo a guardare, abbiamo già in programma iniziative, ma questo a tempo debito; nel frattempo «Stay Tuned».

giovedì 7 febbraio 2019

UNA PEZZA SULL'ACQUA


Piano di Sorrento - Dopo l'ultima mia interrogazione, il comune corre ai ripari e mette una pezza su una fin qui lacunosa gestione delle analisi dell'acqua erogata dai tre distributori di Piano di Sorrento.
È di pochi giorni fa (31 gennaio) la nota inviata dal Funzionario responsabile del III settore alla Encon s.r.l. con la quale il geom. Michele Amodio pone in risalto la necessità da parte del Comune, di acquisire entro e non oltre cinque giorni lavorativi, gli esiti delle prove trimestrali previste dall'art.7 lettera h) del contratto sottoscritto il 29/12/2016 dall'amministratore unico della Encon s.r.l. ing. Raffaele Cesaro.
Ma la richiesta del Funzionario ribadisce quel che il M5S ha chiesto più volte, ossia la necessità di «attivare un nuovo sistema di controllo che coinvolga direttamente anche personale di questo comune».
In sostanza si chiede di supervisionare, etichettare e sigillare i campioni che andranno al laboratorio.
Oltre ciò, giusto per intenderci, evidenzio una tabella dalla quale è possibile evincere i notevoli ritardi registrati e di cui ho chiesto conto nell'ultimo Consiglio comunale; la risposta fornita è stata evasiva, si è narrato di miei errori di considerazione delle date, di ritardi contenuti, ma la realtà è che acquisizioni postume alla data effettiva di fine prove, hanno raggiunto nel primo caso in oggetto addirittura 310 giorni; se non è un anno, come da me affermato, poco ci manca.
Inoltre tutte le analisi sono state inviate al Comune solo dopo una mia prima interrogazione del 10/4/2018.
Questo a Piano di Sorrento: «Ma negli altri comuni costieri, la situazione qual è»?



domenica 20 gennaio 2019

L'E.I.C. FA ACQUA - SARÀ PUBBLICA?


Piano di Sorrento - La Legge regionale n.15 del 2 dicembre 2015 «Riordino del servizio idrico integrato ed istituzione dell'Ente Idrico Campano», meglio conosciuta come legge Bonavitacola, ha creato ad arte non poco caos fra i cittadini che ignorano, oppure assistono inconsapevoli, specie in merito a ciò che "adesso" sta accadendo.
Con l'introduzione voluta da De Luca-Bonavitacola, la rappresentanza comunale al consiglio di distretto del nostro ambito sarnese-vesuviano, è stata ridotta a soli trenta elementi.
Alle ultime elezioni del 2016, i nostri primi cittadini, hanno avuto la possibilità di scegliere i rappresentanti da due liste, una era sostanzialmente schierata in favore della GORI e della privatizzazione dell'acqua, l'altra invece contraria e quindi per la ripubblicizzazione.
Per quanto riguarda la penisola sorrentina, si scelse di puntare sul sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo, sostenuto sia dal metese e consigliere metropolitano Giuseppe Tito, sia dal carottese Vincenzo Iaccarino. La cosa fu mal vista dai comitati per l'acqua pubblica giacché Cuomo era iscritto (e fu eletto) nella lista pro GORI, e l'appoggio di Tito e Iaccarino fu considerato un vero e proprio tradimento, visto che entrambe i comuni facevano parte della rete dei sindaci per l'acqua pubblica; quando si dice sottoscrivere un protocollo per pura convenienza politica e per mettere a tacere i cittadini.
Dopo questa premessa veniamo all'attualità.
Lo scorso dicembre il sindaco di San Giorgio a Cremano Giorgio Zinno e l'assessore di Torre del Greco Giuliana Di Fiore, si dimettevano dal consiglio di distretto.
Secondo i comitati per l'acqua pubblica, con queste dimissioni si è voluta ostacolare l'elezione del Coordinatore del distretto sarnese-vesuviano, facendo di fatto commissariare l'organismo; tutto ciò al fine d'impedire la dismissione della gestione privata GORI, sempre più reale e fattibile, data anche la recente sentenza del TAR, che ha dichiarato illegittimo il recupero delle partite pregresse, ossia del buco da 122 milioni di euro, generato nel lustro a cavallo del 2010 e del quale GORI pretendeva di rientrare facendolo pagare agli utenti.
Tornando al consiglio di distretto, è previsto che qualora si dimettano o decadano 10 membri, si debba provvedere a indire nuove elezioni per sostituirli, ed è quanto ha fatto con la determinazione n.2 del 9 gennaio 2019, il direttore generale dell'E.I.C. Vincenzo Belgiorno.
Sono state presentate due liste, in quella denominata "Comuni per l'acqua pubblica" convergono le forze il cui impegno è teso per la liquidazione della GORI e per la ripubblicizzazione dell'acqua.
In lista vi sono rappresentati i comuni di Casalnuovo, Nocera Inferiore, Pagani, Somma Vesuviana, Angri, Nocera Superiore, Volla, Mercato San Severino, Cercola, Fisciano, Castel San Giorgio, Cicciano, Roccapiemonte, Roccarainola, San Vitaliano, Scisciano, Bracigliano.
Per quanto riguarda Piano di Sorrento, nei giorni scorsi ho parlato con il Sindaco Iaccarino, invitandolo a ricordare il proprio impegno per l'adesione alla rete dei sindaci quando era all'opposizione, e non al voltafaccia di quando appoggiò Cuomo.
Con sconforto devo riportare il dato che egli non sapesse ci fossero queste nuove elezioni, e ciò la dice lunga sulla sensibilità dei sindaci locali per il tema acqua pubblica.
Ho comunque provveduto a inviargli la determinazione n.2/2019 augurandomi che mosso da un impeto come ai tempi dell'opposizione, possa votare (e non il solo Iaccarino) la lista "Comuni per l'acqua pubblica", e finalmente dare una spallata alla GORI e sancire ciò che l'Italia intera ha affermato con la consultazione referendaria del 2011: l'acqua è un bene comune, e come tale dev'essere pubblica.

mercoledì 9 gennaio 2019

CENTRO CULTURALE IMPOSIMATO - LA PREFETTURA MOTIVA


Piano di Sorrento - La Prefettura ha così motivato l'intitolazione del Centro Culturale di Piano di Sorrento, al Presidente Ferdinando Imposimato.
Considerato che nella memoria collettiva locale il Giudice Ferdinando Imposimato è ricordato per aver profuso tutte le sue energie per migliorare le condizioni di vita dei cittadini, impegnandosi sempre, nello svolgimento del suo ruolo istituzionale, in difesa dei valori di giustizia, ed uguaglianza, nonché di contrasto alla criminalità organizzata nel pieno rispetto delle regole di trasparenza e legalità;
Considerato, che, a testimonianza della stima e della benemerenza goduta dalla predetta personalità sul territorio, va sottolineato che nell'ultimo periodo della sua vita la citata personalità si occupava della difesa dei diritti umani ed era impegnato nel sociale. È stato, inoltre, scelto quale "simbolo della giustizia" dall'ONU;
Rilevato, che l'amministrazione comunale di Piano di Sorrento, mediante la richiesta intitolazione del Centro Culturale Comunale, intende esprimere in modo tangibile la gratitudine di tutta la collettività locale per l'impegno profuso dal Giudice Imposimato nel campo della legalità ed onorarne la memoria quale esempio anche per le giovani generazioni, in ragione dei principi di onestà, rettitudine, legalità, che hanno uniformato il suo agire professionale e politico al servizio sempre degli altri. senza mai anteporre interessi personali o di parte;
Considerato, che in relazione della specificità del caso in esame che assume particolare valore simbolico per lo spessore della personalità anche a livello nazionale, può essere consentita la deroga al limite temporale nell'ambito delle previsioni normative di settore.



martedì 27 novembre 2018

CERCO UN CENTRO DI SANITÀ PERMANENTE...


Piano di Sorrento - Potrebbe cantare un inedito Battiato, ma per la sanità in penisola sorrentina c'è poco da suonare e stare allegri.
La situazione del centro di sanità mentale di via del Mare è stata scientemente ignorata, producendo quel che si è palesato immediatamente, la chiusura.
Nel tralasciare il pastrocchio Sebastiano Donnarumma, dirigente che firmò una determina con la quale venivano affidati lavori di manutenzione straordinaria dell'edificio per € 120.000,00, mentre non solo l'ASL NA3 SUD ne annunciava la dismissione, ma anche la legge vieta all'Azienda di adeguare strutture in fitto, citato così, giusto per dare un cenno e far comprendere com'è gestita la nostra azienda sanitaria locale, chiedo: «Qual è stata la produzione di atti delle forze politiche»?
A quanto mi risulta una missiva ricognitrice di Valeria Ciarambino, membro della Commissione Sanità in Regione Campania e in quota M5S, che se pur sollecitata, appare molto più "grintosa" per fatti riguardanti l'ASL NA1.
La risposta della dr.ssa Costantini presumibilmente l'ha soddisfatta, ma non chi ha letto in quella risposta il modo di trattare i pazienti, numeri sparsi qui e là, e di cui tratterò in chiusura. E nemmeno ha accontentato chi chiedeva una soluzione peninsulare che non prevedesse la "deportazione" degli ospiti.
Poi la lettera resa pubblica del consigliere regionale Alfonso Longobardi in quota PD, così per buttare fumo negli occhi, come se lui non potesse parlare direttamente con il Commissario Straordinario nonché Governatore Vincenzo De Luca.
Dicesse apertamente che in questo caso, è in contrasto con la politica in materia sanitaria adottata dal suo Presidente, altrimenti scrivere serve solo alla propaganda.
Poi i Sindaci dei comuni peninsulari; chiamati a rispondere ad una domanda che li ha visti impreparati, inermi, consentendo con il loro silenzio di lasciare sguarnita un'area vasta con più di 80.000 residenti.
Isolati, quasi rinchiusi a raccolta nelle stanze dell'ARIPS, mentre i cittadini riversati in via degli Aranci manifestavano contro la chiusura del centro.
Avevo chiesto di partecipare come uditore agli incontri, non che avessi potuto più di tanto, però avrei dato risposte a chi stando fuori, chiedeva conto, visto l'imbarazzante mutismo; non so chi abbia posto il veto visto che Iaccarino aveva in un primo momento acconsentito, salvo poi ignorarmi. Resteremo con i nostri dubbi e mai conosceremo la vastità delle proposte illuminate.
In chiusura torno sulla risposta della dr.ssa Antonietta Costantini al M5S:
«La problematica dell'UOCSM di Sorrento è precipuamente costituita dalla mancanza dei requisiti minimi previsti dalla normativa vigente per procedere all'ottenimento dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività sanitaria ed eventualmente accedere successivamente alle procedure di accreditamento, così come previsto dalla normativa nazionale e regionale. - e ancora - Gli uffici tecnici aziendali hanno, a più riprese, segnalato il mancato rispetto dei requisiti minimi strutturali necessari per l'espletamento dell'attività sanitaria. La struttura, peraltro in fitto, non è nemmeno facilmente adeguabile per le oggettive caratteristiche della stessa e d'altra parte l'Azienda non può procedere ad adeguare strutture in fitto...» (sic)
Ora, considerato che "l'enumerazione" dei residenti nella SIR fornita consta di 11 elementi, di cui uno in procinto di trasferimento in accordo con il sindaco di Massa Lubrense in alloggio comunale non da SIR, bensì da utente senza fissa dimora, appare lampante che gli "ospiti" siano 10, e che la richiesta dei requisiti minimi previsti dalla normativa vigente e quindi del "DPR del 1/11/1999", in Appendice 2 - REQUISITI STRUTTURALI E TECNOLOGICI PER LE STRUTTURE DEL DSM - Presidi di tutela della salute mentale - Struttura residenziale psichiatrica, indica i - Requisiti minimi strutturali:
«Per strutture fino a 10 posti letto caratteristiche delle civili abitazioni ed organizzazione interna che garantisca sia gli spazi e i ritmi della normale vita quotidiana, sia le specifiche attività sanitarie, con spazi dedicati per il personale, per i colloqui e per le riunioni».
Allora, di cosa parliamo? Chi ha soddisfatto questa risposta?


martedì 20 novembre 2018

LA VOCE DEL MARE


Piano di Sorrento: 16 novembre - Torre del Greco: 8 novembre 2018
Ai due incontri preposti a raccogliere suggerimenti dei marittimi sul come risollevare il comparto, è intervenuto il deputato Luigi Gallo presidente della Commissione Cultura alla Camera.
Da un luogo di grande cultura e tradizione marinara quale Piano di Sorrento, la proposta, a coronamento degli sforzi sostenuti dai marittimi provenienti anche da Viareggio, come ad accomunare le due città i cui istituti nautici sono stati gli ultimi a tenere in vita i progetti Orione, poi sciaguratamente aboliti anziché implementarli, dalla riforma Gelmini.
L'ha enunciata senza possibilità di equivoci il portavoce del M5S: 
«In sostanza bisogna riscrivere la legge del mare articolo per articolo, tutti insieme, con voi esperti del settore».
Personalmente, ho tenuto a sottolineare che non c'è guerra con gli armatori, anzi, il marittimo ha tutto l'interesse affinché le compagnie prosperino e possano aumentare addirittura l'offerta lavorativa, ma ciò non può e non deve corrispondere al nuovo schiavismo.
Quel che di significativo è emerso, particolarmente dall'incontro carottese, è stato ben esposto dai capitani marittimi intervenuti, rappresentanti in gran parte della locale Associazione Gente di Mare e della viareggina LMCT (Lavoratori Marittimi della Costa Tirrenica):
  • Applicazione del MLC (Maritime Labour Convention)
  • Applicazione pedissequa della traduzione ufficiale del codice STCW (Standard of Training, Certification and Watchkeeping for seafarers) 
  • Riunificazione delle divisioni fra le categorie naviganti della marina mercantile
  • Introduzione del reddito minimo europeo
  • Vincolo dei contratti di continuità di lavoro verso le compagnie armatrici.

Tutto ciò va ad inserirsi nell'impianto normativo che dovrà necessariamente prevedere l'attuazione dell'osservatorio nazionale del lavoro marittimo, la reintroduzione dei titoli professionali, la formazione scolastica statale sia tecnica sia professionale, la smilitarizzazione degli uffici della Gente di Mare, il welfare marittimo, e infine il diritto al voto.
La manifestazione è riuscita sotto tutti gli aspetti, se non per il ritiro della disponibilità della Casina dei Capitani di Meta dei propri locali, affidati in un primo tempo all'Associazione Gente di Mare per lo svolgimento della manifestazione; evidentemente si è già proiettati alla campagna elettorale delle amministrative metesi.
In chiusura di serata, da primo firmatario e promotore di una petizione popolare depositata insieme al senatore Sergio Puglia presso il Senato, ho dato la notizia che sarà prossimamente presentato, proprio ad iniziativa di Sergio Puglia, il disegno di legge sulle "Norme contenenti la disciplina dell'esercizio del diritto di voto da parte dei lavoratori marittimi imbarcati", affinché tutti i naviganti possano sentirsi pienamente cittadini italiani.