martedì 13 aprile 2021

OSPEDALE UNICO - la discussione

Ieri sera nell’Assise comunale carottese, si è discusso il nostro ordine del giorno sull’ospedale unico della penisola sorrentina: nel video in calce il mio intervento.
Chi volesse seguire l’intera discussione può farlo su youtube attivando questo link.

Per chi preferisse la lettura, ne riporto di seguito il testo scritto.

La proposta di discutere nei Consigli comunali dei comuni interessati dalla realizzazione dell’Ospedale Unico della penisola sorrentina, scaturisce della necessità di informare i cittadini di tutte le fasi di studio, di progettazione e di edificazione, giacché le informazioni sono poche e ancor minori sono gli spazi di confronto e di ascolto, vuoi anche per la crisi pandemica che non incoraggia incontri pubblici, ma particolarmente per scelta sistemica che vede ogni qual volta ci sia da realizzare un’opera impattante, creare una coltre di disinformazione che mantiene la cittadinanza nel campo del sentito dire e subire scelte che magari non sono o saranno condivise.
Il 3 febbraio scorso è stato sottoscritto a Palazzo Santa Lucia, il contratto per l'avvio della progettazione dell'ospedale unico della Penisola Sorrentina. Nell’occasione, oltre al Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, erano presenti il direttore generale dell'Asl Napoli 3 Gennaro Sosto, il presidente del Gruppo MATE Raffaele Gerometta in rappresentanza della squadra di progettisti incaricati del lavoro, e i sindaci dei comuni interessati, ciò a particolare conferma che l’opera non riguardi unicamente il comune santanellese. L'Ospedale, finanziato dalla Regione Campania, costerà almeno 65 milioni di euro.
Scopo di questo mio intervento è porre in risalto alcune criticità sostanziali, che pare finora non siano state oggetto di particolari analisi.

Infatti nello studio di fattibilità del giugno 2018, non si citano problematiche di rilievo, tipo l’inevitabile incremento del transito veicolare dovuto non solo alle ambulanze, ma alla fruizione della struttura di pazienti e visitatori, all’accesso necessario di medici e paramedici, di informatori scientifici, fornitori e relativi mezzi di approvvigionamento di ogni genere, e che il tutto avverrebbe in pieno centro cittadino tramite l’unica strada di collegamento, già di per sé notoriamente caotica.
Il nostro Corso Italia, vuoi a Meta come a Sorrento, è la strada principale dove maggiormente si sviluppa l’economia dei nostri Comuni e l’unico collegamento stradale con il resto della provincia.
Mettendo un attimo da parte questa crisi pandemica, è un’arteria fortemente trafficata specialmente nei periodi estivi, quindi di maggior turismo, e nelle festività, religiose, nazionali e patronali; in quei giorni tutto si blocca rendendo già di per se difficile percorrere pochi chilometri, come già è difficoltoso raggiungere uno dei due pronto soccorso, ora dislocati a Sorrento e Vico Equense, per non parlare poi dello stabiese San Leonardo; è facilmente immaginabile cosa possa significare per un cittadino di Vico Equense o di Massa Lubrense (senza considerare i residenti nella vicina costiera amalfitana cui il nosocomio dovrà servire), raggiungere il centro di Sant’Agnello, considerato l’incremento e l’accentramento di veicoli, dovuti alla realizzazione di un polo ospedaliero così importante ed imponente.
Difficoltà quindi di viabilità già critiche giacché ereditate, in aggiunta a quelle derivate dalla realizzazione del dipartimento d'emergenza e accettazione, cui vanno sommati elementi di rischio provenienti dal far operare eliambulanze in prossimità di edifici privati; fattori che vanno anche ad incrementare il non sottovalutabile fenomeno dell’inquinamento acustico.
Per questi aspetti, sarebbe interessante sapere se c’è stato uno studio sul possibile deprezzamento delle proprietà immobiliari lì localizzate, e se i proprietari di immobili ben vedrebbero una simile operazione che potrebbe danneggiarli notevolmente.

Un altro aspetto è fornito dal campanello d’allarme del recente cedimento del suolo nel parcheggio dell’Ospedale del Mare a Ponticelli, fortunatamente senza vittime ma con gravi conseguenze circa l’attività medica; il parallelismo è palese in virtù del fatto che Viale dei Pini, strada sulla quale è posto l’ingresso all’ospedale, è più volte drammaticamente precipitata giacché edificata su una colmata di materiale di risulta sversato nel rivo a cominciare particolarmente dal piazzale Libertà, fino al mare del Golfo del Pecoriello, e quindi a grave rischio idrogeologico.
L’area descritta infatti ricade in zona rossa R4, che gli esperti sapranno corrispondere a rischio molto elevato.
Ma nello studio fattibilità del giugno 2018, a pag. 50, è presa in considerazione la sola area su cui poggeranno le fondamenta dell’Ospedale Unico, zona a rischio moderato e medio, ciò come se gli accessi alla struttura non dovessero essere contemplati, come se si potesse giungere in loco unicamente per via aerea.
Bisogna ricordare quante volte, anche nel recente, è sprofondata Viale dei Pini nei poco più di cinquant’anni dalla sua tracciatura, quante voragini più o meno gravi ne hanno interdetto l’uso anche per lunghissimi periodi, come negli anni ’70, negli anni ’80, ed anche recentemente verso la fine del primo decennio del 2000.

Appare alquanto strano che di questo non si sia trattato nello studio di fattibilità e non si sia tenuto conto dell’accesso alla struttura e di come fosse di primaria importanza.
Ma vi sono altre criticità trascurate dallo studio di fattibilità:
► Già accennato in precedenza, la chiusura dei due presidi ospedalieri di Vico Equense e Sorrento con tutte le difficoltà che avranno i mezzi di soccorso e i pazienti che necessitino di urgenti misure emergenziali, nel raggiungere quello che sarà un vero e proprio polo ospedaliero posto al centro della penisola.
Infatti il nuovo ospedale dovrà soddisfare le richieste non solo dei sei comuni della penisola sorrentina e gli 80.381 residenti, ma anche ai residenti dei comuni della costiera da Positano in poi, oltre alla presenza dei turisti, che ci si augura possa dare presto e nuovamente numeri importanti.
Se ci si volesse tenere in linea con la media nazionale, stando alle informazioni da chiunque facilmente reperibili, il numero di posti letto per cittadino è 3,14 ogni 1000, il che è già al di sotto della già scarsa media europea 4,9/1000, e 250 posti letto possono essere considerati a copertura dei residenti dei soli 6 comuni. Infatti, sempre dallo studio di fattibilità, si apprende che: «L’obiettivo generale dell’intervento è la realizzazione, dunque, di un nuovo Ospedale Unico per il territorio della Penisola Sorrentina, che dovrà avere le caratteristiche di base e specialistiche di un ospedale sede DEA di I livello, con circa 30.000 accessi all’anno al Pronto Soccorso e una potenzialità di 221 posti letto e 38 posti tecnici». Quindi dubbi anche sul dimensionamento dell’opera.

► Ma il dato più dolente, a nostro avviso, è l’enorme cambiamento urbanistico che subirà non unicamente, ma principalmente il Comune di Sant’Agnello, che dovrà essere ripensato da luogo turistico per antonomasia a comune Ospedaliero, viste le dimensioni del nuovo DEA di I livello che sarà edificato su un’area di circa m2 20.000, attualmente non unicamente di proprietà della Regione Campania, ma anche di privati.
Alberghi, giardini e bassi edifici, se si esclude il parco a via Mariano Lauro, fanno da cornice all’attuale struttura ASL, più giù a nord, verso il mare, ci sono due strutture sportive e un campeggio con bungalow.
Tutto ciò verrebbe stravolto e tutto questo pare non interessare a nessuno. Certo, gli alberghi potranno sempre esistere in funzione dell’ospedale, ma abbiamo chiesto agli operatori e soprattutto ai cittadini, se sono d’accordo? È stata loro prospettata questa ipotesi di stravolgimento cittadino, o lo subiranno, lo subiremo ancora una volta sulla nostra pelle?
Ecco allora che quando si parla di analisi costi benefici, non possono essere presi in considerazione solo gli aspetti meramente economici, ma si debbano studiare tutti i risvolti anche e soprattutto sociali.

► Un altro fattore non di poco conto è l’enorme impatto ambientale su un luogo già di per sé fragile, giacché l’edificazione avverrebbe su di un suolo costituito da roccia tufacea dalle ampie cavità sotterranee, oltre che in demolizione dell’esistente e relativi smaltimenti, con l’ampliamento del corpo cementizio e relativa distruzione di giardini attigui, che unitamente all’incremento del traffico, renderebbe ancora più inospitale e invivibile la zona e, paradossalmente, fornirebbe più pazienti al nosocomio.

D’altro canto non possiamo continuare a considerare a nostro piacimento e convenienza il territorio, a volte comunale, altre comprensoriale, e quindi far subire un tale traffico di un polo ospedaliero, ad un comune con appena 8.900 abitanti.
Vagliato che a ciò vanno aggiunte alcune riflessioni sulla sanità pubblica, non poste da parti politiche ma da addetti ai lavori, tra cui:
- la necessità di abbreviare i tempi per le visite specialistiche e la diagnostica “pubblica”,
- che il Nuovo Ospedale Unico non inciderebbe particolarmente sui posti letto, visto che verrebbero chiusi il “Santa Maria della Misericordia” e il “De Luca e Rossano”,
- che la recente pandemia da Covid-19 ha dimostrato l’insostenibilità del sistema centralizzato in un’unica grande struttura,
- che particolarmente i cittadini di Vico Equense, ma anche molti sorrentini, non gradiscono la chiusura dei due presidi.

Considerato infine l’enorme impiego di fondi pubblici, si tratta di oltre € 65.000.000,00, che potrebbero non essere finalizzati ad una risoluzione delle criticità bensì ad un incremento delle problematiche della vita cittadina non unicamente del comune di Sant’Agnello ma di tutto il comprensorio e se a ciò aggiungiamo che il nuovo studio di fattibilità è affidato alla stessa ditta che sarà poi, eventualmente, incaricata della progettazione, i dubbi fin qui espressi appaiono fondati e pregnanti.
In conclusione due aspetti politici su cui desidero porre l’accento è in primis che la scelta del sito su cui sorgerà il Polo Ospedaliero, è avvenuta senza informare i cittadini e senza il coinvolgimento costante dei consigli comunali, laddove è sempre stata idea del mio gruppo politico ampiamente sposata dal sottoscritto, che siffatte opere debbano avvenire dietro la consapevole consultazione popolare.
In secondo luogo è nostro parere che se si è arrivati a questa fase di studio e conseguente esborso di denaro pubblico per questo ulteriore studio di fattibilità dal costo di oltre € 300.000,00, sia stato per una carente istruttoria preliminare, giacché nello studio di fattibilità del 2018 non è emersa nemmeno una di queste palesi criticità.
Ecco quindi la proposta di discussione che mi auguro sia raccolta anche dagli altri consigli comunali che non hanno rappresentanze del mio gruppo politico, così come ad esempio è avvenuto per il Consigliere Antonio D’Aniello, cofirmatario di questo ordine del giorno, in modo che le rappresentanze politiche cittadine si esprimano in un contesto pubblico, in merito all’opportunità della realizzazione dell’ospedale unico della penisola sorrentina a Sant’Agnello.



𝗢𝗦𝗣𝗘𝗗𝗔𝗟𝗘 𝗨𝗡𝗜𝗖𝗢 - 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗰𝘂𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 Ieri sera nell’Assise comunale carottese, si è discusso il nostro ordine del giorno sull’ospedale unico della penisola sorrentina: nel video il mio intervento. ► Per chi preferisse la lettura può farlo sul mio bloG - https://tinyurl.com/5er96247 ► Chi invece volesse seguire l’intera discussione può farlo su youtube attivando questo link al minuto corrispondente https://youtu.be/FsBLB5DszQw?t=14603

Pubblicato da Salvatore Mare su Martedì 13 aprile 2021

venerdì 9 aprile 2021

COSA SI DICONO I SINDACI - 2

Già in passato ho esternato la necessità che le componenti politiche e la cittadinanza, dovessero avere accesso partecipativo alle riunioni dei Sindaci della penisola sorrentina; avvenne in particolare durante il doloroso periodo in cui fu presa la decisione di chiudere il Centro d’Igiene Mentale in via del Mare a Sorrento. Poi ultimamente in proposito della nota dell’Unità di Crisi sorrentina trasmessa dal Sindaco Coppola a tutti i suoi colleghi, e di cui tuttora non si sa se sia stata discussa e, nel caso, quale risultato abbia prodotto.
Non è la prima volta che pongo la questione all’attenzione: nel video uno dei miei ultimi interventi in merito in consiglio comunale. Le risposte finora sono state vaghe, quasi giustificando una sorta di informalità nelle riunioni. Gli incontri andrebbero istituzionalizzati e trasmessi in streaming, affinché stampa e cittadini sappiano sempre cosa si dicono i nostri Sindaci.

𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗦𝗜 𝗗𝗜𝗖𝗢𝗡𝗢 𝗜 𝗦𝗜𝗡𝗗𝗔𝗖𝗜 - 𝟮 Già in passato ho esternato la necessità che le componenti politiche e la cittadinanza, dovessero avere accesso partecipativo alle riunioni dei Sindaci della penisola sorrentina; avvenne in particolare durante il doloroso periodo in cui fu presa la decisione di chiudere il Centro d’Igiene Mentale in via del Mare a Sorrento. Poi ultimamente in proposito della nota dell’Unità di Crisi sorrentina trasmessa dal Sindaco Coppola a tutti i suoi colleghi (https://tinyurl.com/yfrzh3nq), e di cui tuttora non si sa se abbia prodotto una discussione e, nel caso, con quale esito. Non è la prima volta che pongo la questione all’attenzione del Consiglio Comunale: nel video uno dei miei ultimi interventi. Le risposte finora sono state vaghe, quasi giustificando una sorta di informalità nelle riunioni. Gli incontri andrebbero istituzionalizzati e trasmessi in streaming, affinché stampa e cittadini sappiano sempre «𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶 𝗱𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗦𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗶».

Pubblicato da Salvatore Mare su Venerdì 9 aprile 2021

giovedì 1 aprile 2021

PROROGA BILANCI COMUNALI

È del 20 marzo scorso, il post pubblicato sul sito dell’ANCI Campania, che con toni trionfalistici annunciava la «Vittoria sulla proroga dei bilanci: slittano al 30 aprile».
«Una grande gioia per il rinvio del termine di approvazione del Bilancio di previsione degli Enti Locali (nel Decreto Sostegni approvato dal CdM), inizialmente previsto per il 31 marzo, ora spostato al 30 aprile», affermava il Presidente di Anci Campania, Carlo Marino.
Intanto ieri, a Sant’Agnello, è stato prodotto lo sforzo ed in Assise Consiliare è stato approvato il bilancio previsionale.
Nel frattempo, a Piano di Sorrento regna l'incertezza, non risulta ancora pubblicata all’albo pretorio la proposta giuntale, segno che si desidera giungere come al solito all’ultimo giorno utile, se non addirittura ricevere la diffida prefettizia; non sarebbe la prima volta.
Oltre ciò, come usanza, la minoranza è esclusa da qualsiasi possibilità di dialogo, infatti sono alcuni anni che non si riunisce la 1^ Commissione Consiliare permanente (Finanze, Bilancio e Programmazione, Attività Produttive e Lavoro), che come da ultima mia proposta approvata dal Consiglio carottese prevede, così come per le altre tre Commissioni previste, la partecipazione delle rappresentanze di tutte le forze politiche componenti il Consiglio comunale.
È da rilevare che il comma 2 dell’art. 77 dello Statuto Comunale, prevede che il bilancio di previsione e gli altri documenti contabili siano redatti dalla Giunta Comunale, «la quale esamina e valuta previamente, con la Commissione consiliare competente, i criteri per la loro impostazione. In corso di elaborazione e prima della sua conclusione la Giunta e la Commissione Comunale, in riunione congiunta, definiscono i contenuti di maggior rilievo ed in particolare i programmi e gli obiettivi».
Infine, il comma 3 dell’art. 18 del Regolamento di Contabilità dell’Ente, dispone che il bilancio di previsione, prima di essere depositato agli atti del Consiglio Comunale, sia trasmesso alla Commissione Bilancio, la quale deve esprimere il proprio parere entro 10 giorni.
Pratiche partecipative e democratiche di cui non mi è data memoria.



domenica 28 marzo 2021

FENOMENO USURA

In Commissione trasparenza, l’unica che si riunisca regolarmente e che stia tracciando qualcosa di rilevante per la nostra città, ci siamo occupati a fondo del cosiddetto “Viaggio nella Povertà”, con numerose proposte, quasi tutte accolte dalla Giunta comunale.
La nostra attenzione e maggior fonte di preoccupazione è data dall’impoverimento anche delle classi medie, delle difficoltà che incontrano famiglie, piccoli imprenditori e titolari di attività commerciali, accentuate dalle restrizioni imposte in questo interminabile periodo pandemico.
Tutti noi Commissari avevamo chiesto di porre risalto con un’attività di propaganda, alla deliberazione con la quale il nostro Comune ha aderito al servizio di «FINANZA INCLUSIVA» dell’Onlus Finetica.
Il manifesto pubblicato è a nostro avviso poco comunicativo: a tal scopo la Commissione ha chiesto di ristampare il manifesto anti-usura e che sia affiancato dalla realizzazione di uno spot da inserire nel sito web istituzionale e nei circuiti di comunicazione.
Nel frattempo ciò accada, pubblico anche su questo blog il manifesto già affisso per le strade del paese, pregando di darne massima diffusione e condivisione.
Grazie per la collaborazione

venerdì 26 marzo 2021

SCUOLA VIA AMALFI

Auditorium, palestra e la scuola promessa...

Il Comune di Palma Campania fa ricorso al TAR contro Città metropolitana di Napoli, Comune di Piano di Sorrento e tutti gli altri comuni che si sono aggiudicati i fondi dell’avviso pubblico per l’adeguamento strutturale e tecnologico per le sale da spettacolo (D.D. 0009117 del 31-12-2020).
Alcuni dubbi li avevo già espressi il 7 febbraio 2019, dapprima con una richiesta di annullamento in autotutela (prot. 0003655/2019), rigettata il 6 marzo successivo dal Responsabile comunale arch. Francesco Saverio Cannavale (prot. 0006297/2019), e successivamente ad una serie di carteggi con Città metropolitana, con una dettagliata e documentata relazione al Procuratore Regionale della Corte dei Conti, dr. Antonio Ciaramella, e al Segretario Generale di CM Napoli, dr. Antonio Meola.
In questa mia ampia rappresentazione datata 29.10.2019, esprimevo le mie perplessità giacché la Giunta carottese intendeva tale intervento, rientrante nelle operazioni finanziabili con l’Avviso Pubblico di concessione di contributi ai comuni del territorio metropolitano, per la costruzione di sale da destinare ad attività di spettacolo, mentre a mio avviso tale operazione era compresa in un quadro urbanistico prettamente inerente all’edificazione di scuole primarie e quindi non compatibili con le funzioni e le competenze della Città Metropolitana. Palesavo inoltre che la risposta dell’arch. Cannavale non eliminava i dubbi posti, in particolare sull’effettiva realizzazione del II lotto (l’edificio scolastico vero e proprio), e che il programmato abbattimento del corpo aule faceva venire meno le condizioni di pertinenza dell’edificazione Palestra - Auditorium.
In parole povere, esulando le perplessità su chi gestirebbe l’auditorium visto che nemmeno il centro polifunzionale si è riusciti a mettere a regime, si sarebbero costruite prima le pertinenze e poi, eventualmente e con mille difficoltà sia burocratiche, sia economiche, la scuola vera e propria.
Ma il ricorso del Comune di Palma Campania verte su altro e palesa al Tribunale amministrativo una certa “approssimazione” da parte di Città metropolitana, giacché «dall’esame dei verbali della Commissione valutatrice n. 1 del 22/12/2020 e n. 2 del 29/12/2020, emerge in maniera inequivocabile che i criteri di specificazione dell’attribuzione del punteggio sono stati fissati dopo l’apertura delle buste in palese violazione dei princìpi di imparzialità e trasparenza».
Un bel casotto che i giudici del TAR dovranno sbrogliare facendo luce sull’intera operazione, che è apparsa immediatamente alquanto forzata.



martedì 23 marzo 2021

BOLLETTE GORI

IERI È STATA LA GIORNATA MODIALE DELL'ACQUA...

... e noi in Commissione Consiliare trasparenza a Piano di Sorrento, non ci siamo fatti mancare l’incontro con un rappresentante della GORI, nello specifico il dr. Giovanni Mastromanno.
Nel confronto, fra le altre, è stato posto rilievo sull’importanza di specificare il numero dei componenti del nucleo familiare, in particolare per le famiglie composte da quattro o più persone.
Infatti con la deliberazione 665/2017, l’ARERA ha emanato il testo integrato dei corrispettivi dei servizi idrici.
Per l’uso domestico residente è stato introdotto uno scaglione a tariffa agevolata, che tiene conto del quantitativo d’acqua minimo vitale, pari a m3 18.25 annui, per ciascun componente della famiglia.
In fase d’avvio e senza comunicazioni da parte degli utenti, sono calcolati di default tre membri, per cui l’aliquota agevolata di circa € 0,75 è applicata per m3 54.75.
Appare palese che occorra comunicare la composizione del proprio nucleo familiare, proprio per poter usufruire di questa agevolazione: si invitano i cittadini a farlo a questo link, dove sarà anche possibile acquisire maggiori informazioni.
Per quanto riguarda il caro bolletta, si invitano gli utenti a controllare che in fattura non vi sia la dicitura «recupero crediti precedenti». In questo caso la giustificazione della GORI è in un recupero di una somma impropriamente restituita nel 2019; questo errato rimborso riguarderebbe circa 3.200 utenze della penisola sorrentina.
Personalmente, a margine della riunione, non ho potuto non commentare negativamente che gli importi da versare alla GORI siano sempre più esosi e che le bollette siano praticamente raddoppiate nel giro di un paio d’anni.



sabato 6 marzo 2021

L’OSPEDALE UNICO APPRODA IN PARLAMENTO

Così come i consiglieri comunali di Sant’Agnello e Meta, anche la deputata Carmen di Lauro accoglie il mio appello e presenta un atto di sindacato ispettivo al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili e al titolare del dicastero della salute.

Manca alla chiama il riscontro regionale, oltre al confronto da anni richiesto sui temi sanitari dell’ASL NA3 SUD.
Quindi non solo nella prossima Adunanza Consiliare di Piano di Sorrento, ma anche in altri Consigli comunali e in Parlamento, si analizzeranno le criticità emerse dalle semplici considerazioni di chi vive il territorio, contrariamente a chi sceglie per altri rinchiuso nei palazzi decisionali, e che magari in penisola sono venuti con l’auto blu a gustare una frittura di pesce e un calice di falanghina.
La voce dei cittadini che abbiamo raccolto, a ragione ritiene che la costruzione dell’ospedale unico in zone centrali e fragilmente delicate del nostro comprensorio, inciderà gravemente nell’assetto urbanistico di luoghi storicamente turistici, rendendoli caotici e poco attrattivi, oltre a peggiorare la qualità della vita dei residenti con ulteriore cementificazione.
Non è unicamente mio il timore che, come dopo ogni catastrofe, la devastazione prodotta dalla pandemia sia foriera di una ricostruzione incontrollata che faccia scempio del territorio, fra l’altro arricchendo i soliti, è infatti notizia di ieri che 200 associazioni ambientaliste abbiano scritto a Draghi e Cingolani.
Nella lettera, fra l’altro, si evidenzia che il Ministero dell’Ambiente è gravemente inadempiente alle norme Europee legate alle procedure di valutazione ambientale.
65 milioni di euro fanno gola, e l’ultima grande opera pubblica realizzata, spacciata per panacea dei problemi della viabilità, dovrebbe allertarci perché dire ve l’avevamo detto, questa volta non sarà sufficiente; i danni potranno essere ancora peggiori di quelli prodotti dal buco di Pozzano.