mercoledì 20 marzo 2019

INTERROGATA L'AMMINISTRAZIONE CAROTTESE, RISPONDE: «VI FAREMO SAPERE»


Piano di Sorrento - Il 1 giugno 2017 il M5S presentò un'interrogazione al Senato, prima firma Sergio Puglia, atta ad accertare irregolarità circa i parcheggi costruiti a Sorrento in virtù della L.R. 19/2001.
Risultava agli interroganti: «Che né il dirigente dell'ufficio edilizia privata e abusivismo edilizio, ingegner Alfonso Donadio, né il suo predecessore, architetto Francesco Saverio Cannavale (n.d.r. attualmente in forza al comune di Piano di Sorrento), e neanche il suo successore, dottor Antonino Giammarino, abbiano adottato i previsti provvedimenti sanzionatori a carico dei proprietari che, ad ultimazione dei lavori, non abbiano provveduto a stipulare un idoneo atto di cessione a favore del Comune di Sorrento delle aree di copertura da adibire ad uso pubblico, come stabilito nei permessi...».
L'interrogazione, molto articolata e che tirava in ballo in prima persona il Sindaco Cuomo, otteneva una risposta stupefacente per precisione, tanto da meravigliarci: nemmeno fosse stata fornita da un nostro governo.
La risposta fu lapidaria: «Si può affermare che il mancato rispetto della condizione speciale di servitù di uso pubblico possa configurarsi come abuso edilizio da sanzionare - e ancora - obbligando i proprietari al rispetto della condizione speciale adottando il blocco della compravendita dei box interrati ovvero la diretta acquisizione gratuita del costruito al patrimonio del Comune».
Il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Nencini, rincarava la dose: «La Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha attivato due procedimenti penali, delegando le relative indagini, tuttora coperte da segreto, al nucleo operativo dei Carabinieri di Sorrento - inoltre - non risulta che l'amministrazione comunale di Sorrento abbia attivato le procedure per la loro acquisizione al patrimonio pubblico o comminato sanzioni ai sensi della legge regionale n. 19 del 2001».
Infine per quanto riguardava il Sindaco: «L'amministrazione ha soggiunto, infine, che il sindaco di Sorrento è stato socio della Gieffe costruzioni srl (proprietaria dei box pertinenziali realizzati in via Marziale), attualmente denominata Cuomo Marine di cui il citato amministratore locale è parimenti socio».
A questo punto aspettiamo, cos'altro fare? Ci sono indagini coperte da segreto istruttorio!
Ma a Piano di Sorrento, come stanno le cose?
Il 25 gennaio scorso presento interrogazione discussa nella successiva assise consiliare del giorno 30. L'assessore Ponticorvo nell'occasione affermò che si sarebbero fatti accertamenti per tutte le situazioni pregresse a quello che appariva l'unico caso in via dei Platani.
Chiaramente dichiarai che avrei atteso la risposta scritta e l'esito dell'accertamento.
Il 12 febbraio inoltrai un sollecito, il 26 successivo, essendo trascorsi i canonici 30 giorni, ne chiesi risposta.
Ieri ho scritto al Prefetto chiedendo l'intervento, appena oggi, guarda caso, mi giunge la PEC del funzionario in risposta: «Stante la complessità degli accertamenti di che trattasi e dei notevoli carichi di lavoro cui far fronte, si rappresenta che gli stessi sono attualmente in corso e che, alla conclusione di dette operazioni, si procederà a fornire i chiarimenti richiesti».
Una volta tanto non lo stavano già facendo.

martedì 12 marzo 2019

CITTÀ METROPOLITANA FOR DUMMIES - LE ZONE OMOGENEE

Piano di Sorrento - Impresa ardua spiegare quel che sta accadendo in Città Metropolitana di Napoli, in primo luogo perché è materia molto tecnica, secondo perché è erronea credenza che le provincie non esistano più, infine perché si desidera non si sappia troppo.
Qui entra in gioco uno degli scopi per cui si avvertì la necessità di avere un MoVimento di cittadini, che operasse sui territori all'interno delle istituzioni: vi ricordate la scatoletta di tonno? Forse sarà sgombro, o forse sardine, o forse una semplice insalatina, ma io l'apriscatole voglio usarlo.
Alla fine di questo articolo vi chiederete chi sono gli imbranati (dummies), chi lo è e chi ci fa, e questo è il motivo per il quale desidero che le cose siano estremamente chiare.
Comincerò quindi con delle brevi e semplici definizioni di termini contenuti nella Legge n.56 del 7 aprile 2014, detta Delrio, la quale impartisce «Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni».
·La Città Metropolitana di Napoli ha l'estensione territoriale della ex Provincia di Napoli.
·Il Sindaco della Città Metropolitana è di diritto il Sindaco della città capoluogo (Napoli); attualmente è Luigi de Magistris. In seguito vedremo altre modalità contemplate dalla legge Delrio.
·Il Consiglio Metropolitano è eletto fra e dagli stessi Consiglieri comunali con voto ponderato, ossia la preferenza dell'elettore appartenente a una città più popolosa vale più di quella del Consigliere del piccolo paesino; per intenderci il voto del consigliere di Carbonara di Nola vale 6, mentre quello del collega di Napoli vale 823. Il voto del consigliere di Giugliano 115, quello di Sorrento o Piano di Sorrento vale 36.
·La Conferenza Metropolitana è composta dal Sindaco Metropolitano e da tutti i Sindaci dei comuni afferenti.
·La zona omogenea è individuata in un'area composta da più comuni confinanti dell'area metropolitana, aventi affinità (storico-culturali, socio-economiche ecc.).
·La zona di autonomia amministrativa è assimilabile ad una o più municipalità della città di Napoli, che una volta suddivise, possono essere considerate come comuni a se stanti ai fini della realizzazione delle zone omogenee.
·Il piano strategico per le Città metropolitane è un obbligo e non un atto volontario. Si tratta di uno strumento che deve individuare emergenze e criticità, dove, come e quando fare interventi, destinare fondi, il tutto intendendo l'area metropolitana più insiemi di comuni.
«Il percorso avviato è tutt'ora in itinere, il processo partecipativo vedrà sempre più coinvolgere istituzioni, enti ed associazioni, e porterà in tempi brevi all'approvazione del primo Piano Strategico della Città Metropolitana di Napoli. Il nostro è un processo, un progetto in divenire. Siamo solo all'inizio. Luigi de Magistris»; tutto questo per dire, a Napoli stiamo ancora a zero.
Una volta assimilata questa terminologia, possiamo proseguire.
In precedenza (secondo punto) scrivevo dell'elezione del Sindaco Metropolitano: in effetti la legge Delrio, prevede per le Città metropolitane con oltre 3 milioni di abitanti (Roma, Milano, Napoli), la possibilità di eleggerlo con suffragio universale (direttamente dai cittadini elettori), a patto che si soddisfi la condizione disciplinata dal comma 22 dell'articolo 1, ossia che si preveda la costituzione di zone omogenee, e che il comune capoluogo realizzi la ripartizione del proprio territorio in zone dotate di autonomia amministrativa.
In sostanza, se il capoluogo (Napoli) non suddivide il proprio territorio in zone amministrativamente autonome, è da considerarsi come comune unico e non può essere scomposto in altre zone omogenee.
Con deliberazione sindacale n. 49 del 13 febbraio scorso (e questa già è una cosa atipica giacché la delibera per antonomasia è atto collegiale e non monocratico), De Magistris individua le zone omogenee, e il seguente 28 febbraio, con un solo voto contrario, il Consiglio metropolitano ne delibera l'approvazione.
Nelle 5 aree proposte di omogeneo non traspare nulla, considerando i luoghi delineati in modalità alquanto casuale e dovuti solo a contiguità territoriali, senza studi specifici delle caratteristiche dei territori, delle affinità, degli scambi merceologici e delle radici storiche.
Il dato che lascia perplessi è la mancata applicazione della legge Delrio nella suddivisione del comune capoluogo in zone amministrativamente autonome, in modo da poter considerare territori realmente omogenei, quali ad esempio San Giorgio a Cremano con Napoli est, e non con Capri e la penisola sorrentina (sic).
Napoli, con i suoi oltre 950.000 abitanti, sarà sempre il territorio che riceverà le maggiori attenzioni e, per rendere il più uniformi possibili le zone, costringe ad adottare aree vastissime, con popolazioni cospicue e quindi poca affinità socio-economiche fra di loro; alla fine ne saranno solo 5, mentre città come Torino ne ha adottato ben 11.
Del ruolo predominante di Napoli e l'inevitabile destinazione dei fondi a pioggia, dato che non c'è un progetto di specifica territorialità, dovrebbe interessare tutti i cittadini, e specialmente i Sindaci dei nostri comuni che sono nella quasi totalità dei casi assenti alle Conferenze Metropolitane, demandando al politico amico di turno sia la ripartizione delle zone omogenee, sia il piano strategico; nel caso della penisola sorrentina al Sindaco di Meta Giuseppe Tito, consigliere Metropolitano con delega al Piano Strategico "che non c'è".
Questa cosa già l'ho pubblicamente denunciata unitamente a molti consiglieri comunali del M5S; inoltrai anche un'interrogazione cui ebbi risposta, chi lo desiderasse potrà approfondire consultando i link in calce.
Ma non è il solo, in pratica tutti i Sindaci si disinteressano delle vicende della Città Metropolitana; personalmente mi sono fatto l'idea che non comprendano l'importanza del ruolo della Conferenza Metropolitana, e demandino come consuetudine, ricevendo il favore in cambio di un finanziamento che possa "abbellirli" agli occhi dei propri concittadini.
Eppure ci sono ben € 420.000.000,00 di fondi provenienti da avanzo di bilancio. Come al solito per i nostri amministratori sarà importante spenderli visto che si è perennemente in campagna elettorale per qualcosa, e non finalizzarli per scopi specifici.
Ma in chiusura, dove voglio porre l'accento e dove non potrò transigere, riguarda la circostanza che quanto deliberato dal consiglio metropolitano di Napoli, non è in applicazione della L.56/2014, non avendo ripartito il capoluogo in zone amministrativamente autonome, confinando tutto quello a cui stiamo assistendo, a mero teatrino politico di un consiglio composto da sola maggioranza, senza opposizione (se escludiamo il consigliere Lebro), che raccontano storie e pretendono di farcele piacere.

domenica 3 marzo 2019

PERSONE CON DISABILITÀ: NOMINATO IL GARANTE DEI DIRITTI


Piano di Sorrento - Gli obiettivi sofferti e raggiunti con caparbietà, danno certamente maggiori motivi di soddisfazione personale, ma per la comunità non c'è nulla di gratificante.
Se penso che la proposta di dotare la città di Piano di Sorrento della figura del Garante per i diritti delle persone con disabilità, è stata inoltrata dal sottoscritto il 29 gennaio di due anni fa, se guardo al carteggio che c'è stato con la pubblica amministrazione comprendente mozioni, interrogazioni, note e solleciti, che mi hanno infine costretto a interpellare il 6 giugno 2018 addirittura il Prefetto di Napoli, mi viene da chiedere perché tanto ostracismo!
Alla fine ha prevalso il buon senso, quello mostrato in Commissione Regolamenti e in Consiglio Comunale; abbiamo impiegato 25 mesi dalla proposta, ma finalmente Piano di Sorrento si è dotata di una tangibile e riconosciuta figura a tutela dei diritti di coloro che portano disabilità.
Il ruolo del Garante è autonomo e a titolo completamente gratuito, chi si è presentato lo ha fatto con puro spirito di volontariato, al fine di mettere a disposizione della società le proprie competenze. Occorre quindi sensibilità oltre alla professionalità, e Piano di Sorrento tutto ciò lo ha trovato nell'avv. Andreina Esposito.
Il mio auspicio è che tutto questo lavoro, oltre alla tutela, possa essere indirizzato verso il piano dell'eliminazione delle barriere architettoniche; troppo poco se ne è parlato finora, e solo per l'interrogazione consiliare del M5S, con il risultato di produrre una risposta recante una mera relazione fotografica.
Per la sua attuazione occorrono risorse ma, come per tutte le altre realizzazioni, una buona amministrazione deve necessariamente giocare d'anticipo e avere una progettualità già predisposta al fine d'intercettare fondi eventualmente erogati, altrimenti si sarà sempre in affanno, perdendo inevitabilmente occasioni che un lavoro preventivo avrebbero portato a buon termine.
Il M5S è nato con: «Nessuno deve rimanere indietro»; coerentemente perseguo con la consapevolezza che il lavoro paga.

giovedì 28 febbraio 2019

MADICOSAPARLIAMO

Piano di Sorrento - Mai titolo più azzeccato per una rubrica, infatti a sentire il consigliere metropolitano Tito, l'esclamazione viene spontanea: «Ma di cosa parlate»!
E così lo spottone elettorale è servito, con l'assist del Megasindaco Metropolitano De Magistris, l'autore di tutte le deleghe.
Soldi a pioggia, come fossero bruscolini, ma per cosa?
Occorre fare un po' di ordine.
Si parla delle Zone Omogenee della Città Metropolitana disposte dalla legge Delrio, previste nell'articolo 1 comma 22, a patto «che il comune capoluogo abbia realizzato la ripartizione del proprio territorio in zone dotate di autonomia amministrativa».
Ciò si può così tradurre: «dotare di autonomia amministrativa le municipalità del comune di Napoli».
Questo per fare in modo di dare un senso alle zone omogenee e ripartirle con concetti che esulano dalla semplice territorialità, in favore delle attitudini commerciali, storiche, culturali, lavorative, con investimenti mirati allo sviluppo di una intera area: insomma, il cosiddetto Piano Strategico.
Piano strategico mai stilato, così come denunciava l'ex portavoce del M5S in Consiglio Metropolitano Danilo Cascone, comportando così che i fondi risultanti dall'avanzo di bilancio, siano destinati in modalità random, senza scopi precisi.
Così come casuale appare la ripartizione delle zone omogenee: vorrei capire quale genialità ha individuato affinità fra Secondigliano e Mergellina o fra la penisola sorrentina e San Giorgio a Cremano.
Ai più appaiono linee geografiche dettate da una concezione prettamente territoriale e non socio-economica.
Appena 5 zone in cui Napoli città, con i suoi oltre 950.000 abitanti, sarebbe la più rappresentativa, ed intercetterebbe sistematicamente la maggior parte dei fondi e delle attenzioni: per intenderci la città metropolitana di Torino, si è dotata di ben 11 zone omogenee.
Proprio mentre scrivo, con l'occhio e l'orecchio protesi sulla diretta streaming del Consiglio Metropolitano, l'Assise delibera la proposta, con il solo voto contrario e intervento significativo del consigliere Lebro.
Noi non staremo a guardare, abbiamo già in programma iniziative, ma questo a tempo debito; nel frattempo «Stay Tuned».

giovedì 7 febbraio 2019

UNA PEZZA SULL'ACQUA


Piano di Sorrento - Dopo l'ultima mia interrogazione, il comune corre ai ripari e mette una pezza su una fin qui lacunosa gestione delle analisi dell'acqua erogata dai tre distributori di Piano di Sorrento.
È di pochi giorni fa (31 gennaio) la nota inviata dal Funzionario responsabile del III settore alla Encon s.r.l. con la quale il geom. Michele Amodio pone in risalto la necessità da parte del Comune, di acquisire entro e non oltre cinque giorni lavorativi, gli esiti delle prove trimestrali previste dall'art.7 lettera h) del contratto sottoscritto il 29/12/2016 dall'amministratore unico della Encon s.r.l. ing. Raffaele Cesaro.
Ma la richiesta del Funzionario ribadisce quel che il M5S ha chiesto più volte, ossia la necessità di «attivare un nuovo sistema di controllo che coinvolga direttamente anche personale di questo comune».
In sostanza si chiede di supervisionare, etichettare e sigillare i campioni che andranno al laboratorio.
Oltre ciò, giusto per intenderci, evidenzio una tabella dalla quale è possibile evincere i notevoli ritardi registrati e di cui ho chiesto conto nell'ultimo Consiglio comunale; la risposta fornita è stata evasiva, si è narrato di miei errori di considerazione delle date, di ritardi contenuti, ma la realtà è che acquisizioni postume alla data effettiva di fine prove, hanno raggiunto nel primo caso in oggetto addirittura 310 giorni; se non è un anno, come da me affermato, poco ci manca.
Inoltre tutte le analisi sono state inviate al Comune solo dopo una mia prima interrogazione del 10/4/2018.
Questo a Piano di Sorrento: «Ma negli altri comuni costieri, la situazione qual è»?



domenica 20 gennaio 2019

L'E.I.C. FA ACQUA - SARÀ PUBBLICA?


Piano di Sorrento - La Legge regionale n.15 del 2 dicembre 2015 «Riordino del servizio idrico integrato ed istituzione dell'Ente Idrico Campano», meglio conosciuta come legge Bonavitacola, ha creato ad arte non poco caos fra i cittadini che ignorano, oppure assistono inconsapevoli, specie in merito a ciò che "adesso" sta accadendo.
Con l'introduzione voluta da De Luca-Bonavitacola, la rappresentanza comunale al consiglio di distretto del nostro ambito sarnese-vesuviano, è stata ridotta a soli trenta elementi.
Alle ultime elezioni del 2016, i nostri primi cittadini, hanno avuto la possibilità di scegliere i rappresentanti da due liste, una era sostanzialmente schierata in favore della GORI e della privatizzazione dell'acqua, l'altra invece contraria e quindi per la ripubblicizzazione.
Per quanto riguarda la penisola sorrentina, si scelse di puntare sul sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo, sostenuto sia dal metese e consigliere metropolitano Giuseppe Tito, sia dal carottese Vincenzo Iaccarino. La cosa fu mal vista dai comitati per l'acqua pubblica giacché Cuomo era iscritto (e fu eletto) nella lista pro GORI, e l'appoggio di Tito e Iaccarino fu considerato un vero e proprio tradimento, visto che entrambe i comuni facevano parte della rete dei sindaci per l'acqua pubblica; quando si dice sottoscrivere un protocollo per pura convenienza politica e per mettere a tacere i cittadini.
Dopo questa premessa veniamo all'attualità.
Lo scorso dicembre il sindaco di San Giorgio a Cremano Giorgio Zinno e l'assessore di Torre del Greco Giuliana Di Fiore, si dimettevano dal consiglio di distretto.
Secondo i comitati per l'acqua pubblica, con queste dimissioni si è voluta ostacolare l'elezione del Coordinatore del distretto sarnese-vesuviano, facendo di fatto commissariare l'organismo; tutto ciò al fine d'impedire la dismissione della gestione privata GORI, sempre più reale e fattibile, data anche la recente sentenza del TAR, che ha dichiarato illegittimo il recupero delle partite pregresse, ossia del buco da 122 milioni di euro, generato nel lustro a cavallo del 2010 e del quale GORI pretendeva di rientrare facendolo pagare agli utenti.
Tornando al consiglio di distretto, è previsto che qualora si dimettano o decadano 10 membri, si debba provvedere a indire nuove elezioni per sostituirli, ed è quanto ha fatto con la determinazione n.2 del 9 gennaio 2019, il direttore generale dell'E.I.C. Vincenzo Belgiorno.
Sono state presentate due liste, in quella denominata "Comuni per l'acqua pubblica" convergono le forze il cui impegno è teso per la liquidazione della GORI e per la ripubblicizzazione dell'acqua.
In lista vi sono rappresentati i comuni di Casalnuovo, Nocera Inferiore, Pagani, Somma Vesuviana, Angri, Nocera Superiore, Volla, Mercato San Severino, Cercola, Fisciano, Castel San Giorgio, Cicciano, Roccapiemonte, Roccarainola, San Vitaliano, Scisciano, Bracigliano.
Per quanto riguarda Piano di Sorrento, nei giorni scorsi ho parlato con il Sindaco Iaccarino, invitandolo a ricordare il proprio impegno per l'adesione alla rete dei sindaci quando era all'opposizione, e non al voltafaccia di quando appoggiò Cuomo.
Con sconforto devo riportare il dato che egli non sapesse ci fossero queste nuove elezioni, e ciò la dice lunga sulla sensibilità dei sindaci locali per il tema acqua pubblica.
Ho comunque provveduto a inviargli la determinazione n.2/2019 augurandomi che mosso da un impeto come ai tempi dell'opposizione, possa votare (e non il solo Iaccarino) la lista "Comuni per l'acqua pubblica", e finalmente dare una spallata alla GORI e sancire ciò che l'Italia intera ha affermato con la consultazione referendaria del 2011: l'acqua è un bene comune, e come tale dev'essere pubblica.

mercoledì 9 gennaio 2019

CENTRO CULTURALE IMPOSIMATO - LA PREFETTURA MOTIVA


Piano di Sorrento - La Prefettura ha così motivato l'intitolazione del Centro Culturale di Piano di Sorrento, al Presidente Ferdinando Imposimato.
Considerato che nella memoria collettiva locale il Giudice Ferdinando Imposimato è ricordato per aver profuso tutte le sue energie per migliorare le condizioni di vita dei cittadini, impegnandosi sempre, nello svolgimento del suo ruolo istituzionale, in difesa dei valori di giustizia, ed uguaglianza, nonché di contrasto alla criminalità organizzata nel pieno rispetto delle regole di trasparenza e legalità;
Considerato, che, a testimonianza della stima e della benemerenza goduta dalla predetta personalità sul territorio, va sottolineato che nell'ultimo periodo della sua vita la citata personalità si occupava della difesa dei diritti umani ed era impegnato nel sociale. È stato, inoltre, scelto quale "simbolo della giustizia" dall'ONU;
Rilevato, che l'amministrazione comunale di Piano di Sorrento, mediante la richiesta intitolazione del Centro Culturale Comunale, intende esprimere in modo tangibile la gratitudine di tutta la collettività locale per l'impegno profuso dal Giudice Imposimato nel campo della legalità ed onorarne la memoria quale esempio anche per le giovani generazioni, in ragione dei principi di onestà, rettitudine, legalità, che hanno uniformato il suo agire professionale e politico al servizio sempre degli altri. senza mai anteporre interessi personali o di parte;
Considerato, che in relazione della specificità del caso in esame che assume particolare valore simbolico per lo spessore della personalità anche a livello nazionale, può essere consentita la deroga al limite temporale nell'ambito delle previsioni normative di settore.