Dopo la sconcertante risposta del servizio clienti dell’ANAS al Com.te della Polizia Municipale di Piano di Sorrento, dr. Michele Galano, e soprattutto dopo che il sottoscritto ha reso di pubblico dominio la vicenda, mi sarei aspettato una qualche reazione dall’amministrazione Iaccarino, invece si è registrato il nulla assoluto.
Ho atteso inutilmente e, immaginando che l’intervento del servizio clienti fosse dovuto ad un malinteso tecnico da evidenziare, con questa idea ho chiesto al MISM e al deputato Luigi Gallo (M5S) di intervenire affinché si aprisse un canale di comunicazione fra l’Azienda Nazionale Autonoma Strade Statali e il dr. Galano.
È di ieri la conferma, a seguito dell'intervento del M5S, che un responsabile d’area dell’ANAS verrà a fare un sopralluogo mercoledì prossimo, così come da richiesta del Comandante della Polizia Municipale.
Quando si dice portavoce al servizio dei cittadini.
sabato 17 luglio 2021
SS 163 - META AMALFI
lunedì 28 giugno 2021
SICUREZZA PEDONI SS163 - IL COMANDANTE SCRIVE ALL’ANAS: GLI RISPONDE IL SERVIZIO CLIENTI
Piano di Sorrento - «La ringraziamo per aver contattato il Servizio Clienti di Anas S.p.A.
Le ricordiamo che la sua opinione è per noi importante per migliorare il livello del servizio offerto.
La invitiamo, pertanto, ad esprimere il suo giudizio sul servizio ricevuto compilando il questionario di soddisfazione al link https://form.jotform.com/201171472008343».
Questo si legge in chiusura della scandalosa mail anonima, con la quale il “servizio clienti” ANAS risponde ad una richiesta ufficiale del comandante della Polizia Municipale di Piano di Sorrento, dr. Michele Galano, il quale aveva inviato una nota in seguito alla nostra (Antonio D’Aniello ed io) ultima interrogazione consiliare.
Nella missiva del Comandante del 22 giugno si leggeva: «durante i lavori del Consiglio Comunale, lo scrivente è stato più volte compulsato sulla tematica “viabilità e sicurezza” sui tratti di strada relativi al Comune di Piano di Sorrento ma di competenza di codesto Ente - e ancora - oltre ad intensificare i controlli da parte del personale di questo Comando si chiede di valutare la possibilità di realizzare interventi mirati alla tutela dei pedoni, soprattutto in quelle aree particolarmente frequentate, anche mediante realizzazione di passaggi pedonali e/o rallentatori di velocità qualora ve ne siano le condizioni».
La risposta dell’ANAS è fuori da ogni grazia di Dio, principalmente perché a rispondere non è un dirigente della società, così come l’ufficialità imporrebbe, ma il servizio clienti, come se un Comandante della Polizia Locale ed un Consiglio Comunale intero, maggioranza e opposizione, telefonassero ad un anonimo numero verde, magari con preselezione sul tastierino e “attendere prego per non perdere la priorità acquisita”.
Oltre ciò, è il corpo del messaggio a lasciare esterrefatti, giacché non è auspicata alcuna soluzione anzi, lascia tutte le implicazioni dell’attraversamento della strada ai pedoni, rimandando al comma 2 dell’articolo 190 del codice della strada.
Però l’ANAS tiene alla viabilità e sicurezza, infatti «provvede alla verifica e all’efficienza della segnaletica verticale mediante integrazioni e controlli periodici con strumenti atti a verificarne l’efficienza. Inoltre effettua ripassi periodici per il mantenimento in efficienza della segnaletica orizzontale tramite appositi appalti prestazionali».
L’atteggiamento di questa azienda che è al servizio dei cittadini, e che dovrebbe innanzitutto tutelare la sicurezza sulle strade di sua competenza, è in questa occasione vergognoso e superficiale.
Auspichiamo che l’incidente possa chiudersi in tempi brevi, e che un dirigente prenda immediatamente in carico la richiesta di sopralluogo del Comandante Galano al fine di trovare soluzioni ragionevoli in loco, giacché derivante da espresse richieste non solo dai proponenti dell’interrogazione, ma da tutto l’arco del Consiglio Comunale carottese.
In chiusura no, proprio non possiamo dichiararci soddisfatti del servizio clienti ANAS.
domenica 6 giugno 2021
CAROTTESI AFFUMICATI ®
Non è una nuova specialità gastronomica IGT, ma la diretta conseguenza dell’usanza non tollerata da molti cittadini non genuflessi, i quali intendono il fenomeno dell’abbruciamento una forma di sopruso e un attentato alla salute pubblica.
I fumi prodotti dall’accensione di roghi e sterpaglie, costringono a tenere le finestre serrate d’estate e comunque nell’essere pronti a chiuderle durante i cambi d’aria delle nostre abitazioni, ricambi che oltre ad essere necessari, si sono resi indispensabili durante la pandemia.
Quello di cui però sono stato testimone il 3 giugno scorso alle 7:31’46”, ora dello scatto qui proposto, è un qualcosa che, non solo visivamente, ha eguagliato le nebbie di zone altamente inquinate; e non è terminata giacché alcuni stanno reiterando quotidianamente la pratica in tutto l’arco delle 24 ore, così come documentato anche da diversi video nel gruppo facebook «Stop ai Roghi».
Ho sentivo di dover lasciare traccia, così al mio rientro serale a casa, mi sono messo al PC ed ho inviato un’altra denuncia contro ignoti ai Comandi dei Carabinieri e della Polizia Municipale, e per conoscenza al Sindaco.
Ma non ci si può fermare a questo, allora ho scritto una pec al Primo cittadino, all’Assessore all’Ambiente, ai Presidenti del Consiglio e della 3^ Commissione, ed ai Capigruppo Consiliari, con la quale ho chiesto all’Assessore di far sua la mia mozione per l’acquisto di bio-cippatori sul modello del comune di Tramonti, e al Presidente di Commissione di convocare una riunione urgente per redigere il regolamento comunale “anti-abbruciamento”, così come richiesto dal Comitato Promotore, in modo da portarlo in tempi brevi all’approvazione in Consiglio.
Non bisogna inventare nulla, le esperienze già ci sono, basta guardarsi intorno e raccogliere le idee migliori.
Seguiamo gli esempi e buona aria a tutti.
sabato 5 giugno 2021
ACCESSO AL MARE NEGATO
Tutto comincia con questa mia denuncia.
Non che desideri fare propaganda alla mia azione di opposizione, ma ritengo sia giusto raccontare le cose come sono andate realmente, visto che appaiono lievemente differenti da quelle raccontate stamattina, perlomeno negli interpreti, da una nota testata giornalistica locale.
Non è la sola Marinella di Sant’Agnello ad aver il suo bel cancello, un altro era stato da anni eretto in località Lamaro, versante sud di Piano di Sorrento, nel Golfo di Salerno, luogo ameno e magicamente panoramico con vista sugli isolotti de Li Galli.
Nessuno se ne era accorto, me compreso che manco via terra da quei luoghi, da quando ero poco più di un adolescente, e si andava a pesca subacquea; risultava infatti un’ordinanza di demolizione del 29 marzo 2002, la n.174, emessa all’esito di un accertamento edilizio eseguito in data 13 febbraio 2002, dai carabinieri di Piano di Sorrento e dall’UTC comunale.
E proprio casualmente il 29 marzo di diciannove anni dopo, un cittadino mi invia su messenger una richiesta: «Volevo chiederti una cosa riguardo un cancello in via Lamaro…».
Inviatogli il mio recapito telefonico e la mia disponibilità, in breve mi riferisce che alcune persone gli avevano impedito l’accesso pedonale al mare chiudendo la cancellata, affermando che il luogo fosse proprietà privata.
domenica 30 maggio 2021
OSPEDALI RIUNITI
Ieri ho partecipato al presidio e al comizio per gli Ospedali De Luca e Rossano, e per il Santa Maria della Misericordia, indetto da CUB, Movimento civico Conta anche tu, i Cittadini contro le mafie, VAS e CISAL.
A parte il Sindaco di Meta Giuseppe Tito e il Presidente del Consiglio massese Lello Acone, credo di essere stato l’unico consigliere comunale che abbia partecipato, anche se ho tenuto a precisare che la mia presenza non era da intendersi quale rappresentanza politica, prendendo quindi le dovute distanze dalla palese latitanza di tutte le forze politiche soprattutto regionali, nessuna esclusa.
Nell’intervista (qui il video) ho espresso il mio pensiero in maniera concisa, credendo mi fossero rivolte altre domande, per cui qui approfondisco brevemente.
Facile individuare nello smembramento della sanità nazionale, quella pubblica e finanziata dalle tasse, il problema principale giacché lasciando la materia alle Regioni, si è palesata ovunque una conduzione geo-referenziata, mostrando tutti i limiti e la pochezza della politica, in genere troppo impegnata a creare proselitismo e affiliazione, e per nulla o quasi a fornire i servizi indispensabili ai cittadini.
Credo che additare i problemi della sanità sorrentina alla responsabilità di un solo attore, nello specifico nella figura della dr.ssa De Falco, sia una semplicistica deduzione, laddove i segnali negativi già partirono in principio blandamente con lo spostamento della sala del centro trasfusionale di Sant’Agnello. Continuarono poi in crescendo, dapprima con le difficoltà di personale paramedico del centro oncologico, poi con la chiusura del centro di igiene mentale di via del Mare, sofferta per noi e per gli ospiti della struttura, che già fragili furono “deportati” altrove ben lontani dalle proprie deboli sicurezze; successivamente ancora con il pretesto covid dei trasferimenti dei medici dal nosocomio vicano e relativa chiusura del Pronto Soccorso, infine i recenti accadimenti trascinati da tempo del reparto anestesia-rianimazione sorrentino.
Mi appare come un quadro delineato che tenga a preparare il terreno, a conquistare il consenso dell’opinione pubblica, teso a conclamare la necessità della mega opera santanellese da 65 milioni di euro, ed individuarla quale panacea di tutti i mali della sanità. Tutto ciò però senza tenere conto della realtà, che oltre a quella dell’organizzazione e delle strutture, è anche quella delle lungaggini per un esame diagnostico o per una visita specialistica ambulatoriale, tanto da costringere chi necessita e non ha santi in paradiso, a rivolgersi al convenzionato e sempre più spesso al privato.
A questo punto mi auguro che i cittadini non cadano in questo inganno e “pretendano” risposte immediate, quali la fornitura di apparecchiature moderne ed efficienti, e investimenti in risorse umane professionali e coscienziose, così come la stragrande maggioranza dei medici sappiamo siano, ligi al dovere e al giuramento di Ippocrate.
venerdì 21 maggio 2021
VIETATO L'ACCESSO AI MARITTIMI
Come non bastasse l’assurdità dei refresh dei corsi da effettuare entro la scadenza, pena la ripetizione dell’intero programma e relativo costo a carico del lavoratore, la mancata attesa proroga dei CeC per mancanza del periodo di navigazione richiesta e per tanti impossibile da svolgere per la crisi pandemica, il blocco delle prove di nuoto e voga per il rilascio del libretto di navigazione e le relative scadenze delle documentazioni prodotte, tutte cose di cui ci siamo occupati, scrivendo note, appelli e finanche suggerimenti al MIMS.
A certificare il disinteresse del governo, dello Stato, della nazione Italia verso i lavoratori marittimi, è l’impossibilità registrata di prenotare “regolarmente” la vaccinazione anticovid, da parte del personale in continuità di rapporto di lavoro o a turno particolare.
Infatti, questi lavoratori, non sono iscritti al sistema sanitario regionale, ma sono in carico al SASN (Servizi Assistenza Sanitaria Naviganti) e quindi la piattaforma regionale non li individua.
Il 12 maggio, con Luigi Gallo, abbiamo scritto al Ministero e ci hanno risposto che avrebbero a breve varato una procedura, con la quale il marittimo poteva richiedere un numero di tessera provvisorio al SASN, con il quale successivamente accedere al portale di prenotazione regionale.
Ma quanto descritto non funziona, anche il numero della tessera sanitaria provvisoria non risulta nell’elenco del sistema sanitario regionale.
Numerose le telefonate che ho ricevuto in questi giorni di marittimi che vogliono, o meglio, che “devono” vaccinarsi, tanto che l’altro ieri abbiamo nuovamente scritto al Ministro Speranza.
Eppure l’IMO (International Maritime Organizzation) il 2 maggio 2020 tuonava: «I marittimi devono essere dichiarati “key workers”», tanto che il ministro Paola De Micheli nel gennaio scorso, con una lettera indirizzata all’Organizzazione, ne ha riconosciuto l’essenzialità del lavoro.
D’altro canto non potrebbe essere diversamente giacché a nessun essere senziente abitante il pianeta terra, è mai venuta la scellerata idea di fermare il traffico marittimo durante la pandemia.
Ma il riconoscimento appare evidente sia solo questione formale, nella realtà le liste della Gente di Mare è come se non esistessero, i lavoratori sono sostanzialmente schiacciati fra interessi maggiori e prevaricazioni, in un settore cui non è mai stato dato il giusto riguardo, lasciando all’improvvisazione e alle interpretazioni pindariche dei codici internazionali non solo delle varie Capitanerie, ma anche dei funzionari, visto che non è nemmeno mai stata redatta una “traduzione ufficiale” del codice STCW.
In tutto ciò, Sindaci, Governatori e tutti coloro che dovrebbero essere portatori d’interessi dei cittadini e terminali dei territori, non risultano pervenuti.
venerdì 7 maggio 2021
DOV'È L'IPOCRISIA?
«Questa storia ha anche fatto vedere una grande ipocrisia, la maggior parte di coloro che hanno fatto titoli di giornali, interrogazioni parlamentari e cose, poi oggi sono preoccupati per la sorte di queste persone; ipocrisia perché magari in questa storia i carnefici vogliono aiutare le vittime».
Pressappoco così il Sindaco in Consiglio comunale, esprimeva solidarietà alle famiglie acquirenti di un appartamento dell’ormai noto Housing Sociale di via Monsignor Bonaventura Gargiulo.
Con queste parole, il primo cittadino, sostanzialmente colpevolizza coloro che coraggiosamente denunciano quello che a loro avviso potrebbe configurarsi in un reato, poiché responsabili di arrecare un danno a terzi inconsapevolmente coinvolti: occhio che non vede, cuore che non duole. Cala invece il silenzio sulle rassicurazioni fornite dalla politica, giacché il cittadino, se non si fida dell’amministrazione pubblica, di chi dovrebbe?
Sono preoccupato per quanto avviene a Sant’Agnello, è impensabile che un qualcosa che accada a poche centinaia di metri di distanza, possa non “toccarci” per il semplice motivo che la politica ha tracciato una linea immaginaria detta confine. Quale cittadino impegnato e rappresentante di un gruppo politico che chiaramente tiene alle sorti del territorio, sento di dover partecipare al dibattito, certamente non entrando nel merito “giustizia” che non mi compete, né tantomeno giustizialista giacché in Italia vige la legge garantista (n.d.r. che mi trova concorde) per la quale un indagato è colpevole solo se riconosciuto tale alla fine dei tre stadi giudiziali.
Altrettanto chiaro è che il tribunale popolare emetta i suoi verdetti: per alcuni emotivamente sono di condanna, per altri invece confidenzialmente sono di assoluzione, ma non possiamo farci influenzare, dobbiamo conferire rilevanza al solo dato politico, chiedendoci se un’intera Giunta Comunale su cui pendono accuse significative, possa continuare a guidare serenamente una città per il resto della consiliatura.
I cittadini non possono essere considerati ostaggi politici, sarebbe il caso di farsi da parte, di liberare la gestione di Sant’Agnello dalle ombre e dare modo agli elettori di incaricare una nuova amministrazione che sappia fornire risposte scevre da trascorsi, passati condizionamenti e coinvolgimenti più o meno rilevanti, lavorando per la risoluzione di questa crisi che non riguarda solo gli acquirenti, ma l’intera comunità, giacché nessuno gode delle disgrazie altrui. La solidarietà non può essere solo dichiarata con le belle parole, deve trovare riscontro nei fatti.




