Sia chiaro che non desidero criticare le buone e lodevoli intenzioni, e so anche che la maggior parte non sarà d'accordo con questo mio post, ma sarà il mio spirito di contraddizione, sarà il mio essere controcorrente, controtendenza, insomma contro, ma questa amatriciana solidale proprio non la digerisco, e non è colpa della cipolla.
sabato 10 settembre 2016
lunedì 15 febbraio 2016
C'È TRAFFICO IN CITTÀ
Il panorama era da mozzafiato, la natura era verde e viva fra i due rivi di tufo che arrivavano dalle vicine colline fino al mare, portando odori antichi, tanti, che se ne confondevano i profumi.
L'odor di zagare, prevaleva durante la fioritura degli aranci che come una tavolozza di un pittore astrattista, coloravano le macchie verdi di arancione, mescolandosi al giallo dei limoni.
In quell'esplosione di colori e di vita, si sentivano forti i cinguettii degli uccelli che sembrava si rincorressero per scherzo e per amore, contribuendo all'aria apparentemente festosa.
Lì scorreva l'acqua cristallina del torrente, a tratti rumorosamente silenziosa, in altri fragorosa e vitale, e in quel punto da generazioni, la famiglia di Peppiniello 'a sciora, aveva costruito il mulino.
venerdì 29 gennaio 2016
COME NELL'EBOOK
Ho pubblicato un mio racconto noir su Amazon da leggere tutto d’un fiato; è ambientato a Vico
Equense nel cuore della costiera sorrentina.
La trama si svolge fra due storie, una frutto della mia fantasia, l’altra virtuale scritta dal mio avatar Marco Nava, le quali si intrecciano in modo parallelo dando un senso vicendevole.
Fatti e personaggi sono puramente di fantasia tranne uno, un cammeo inserito in ricordo di una persona particolare e amata; agli abitanti della penisola sorrentina il compito d'individuarlo.
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| Copertina di Enzo Russo |
La trama si svolge fra due storie, una frutto della mia fantasia, l’altra virtuale scritta dal mio avatar Marco Nava, le quali si intrecciano in modo parallelo dando un senso vicendevole.
Fatti e personaggi sono puramente di fantasia tranne uno, un cammeo inserito in ricordo di una persona particolare e amata; agli abitanti della penisola sorrentina il compito d'individuarlo.
Il libro è in vendita ad un prezzo simbolico ed è prestabile nel circuito Amazon.
Per leggerne l'estratto Cliccate qui
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venerdì 12 giugno 2015
UNA TEORIA INFINITESIMA
Potrei essere il cancro del
buco del culo di una gallina cosmica
La mia curiosità mi ha sempre spinto a filosofeggiare
in metafore inesplorate e pensieri irraggiungibili.
Con affetto ricordo la mia maestra delle elementari; una
signorina esile, alta e mora, con delle timide acconciature che le gonfiavano i
capelli, con gli occhialoni tipici di fine anni sessanta, molto compita, sobria
anche nei rimproveri, perfettamente in linea con l'insegnamento filo-cattolico trasmesso dall'istituto parificato, cui i miei genitori avevano concesso la mia prima
preparazione scolastica.
martedì 22 luglio 2014
TANGIBILE INCONSAPEVOLEZZA
Non riesco a scindere,
non ho più percezione: qual è la realtà.
Proprietario d’incubi che
mi coinvolgono in modo sempre più imbarazzante.
Mi sveglio ma non ne sono
certo,
mi addormento ma non ne
ho consapevolezza.
Vivo cosi, abbandonandomi
all'oblio dei sogni e della realtà,
mi perdo in orizzonti
inenarrabili.
giovedì 24 aprile 2014
E NAUFRAGAR M'È DOLCE!
Mi sono perso e non voglio ritrovarmi.
È vero, ti ho cercato tanto, credevo fossi lo scopo della
mia esistenza, ma mi sono dato troppa importanza.
A cosa serve ch'io mi affanni, mi dimeni, cresca, accumuli, se poi il mio domani non sarà più giorno?
È certamente più proficuo investire nella propria coscienza, in modo che le proprie azioni, il proprio modo di essere e porsi, possano essere la vera eredità.
È vero, ti ho cercato tanto, ma non eri lo scopo della mia
vita, eri la scintilla delle mie idee, eri l’acqua del mio orto, eri fonte
d’ispirazione, nulla più; anche tu un mezzo come me, un veicolo di pensieri, di
emozioni.
domenica 2 febbraio 2014
IL TEMPO RUBATO
ai Bocconiani moderni...
Sono profondamente ignorante in materia e quel che so dell'economia, l'ho appreso da ciò che mio padre, laureato presso la nostra facoltà partenopea, ripeteva nei momenti di crisi.
Era
appena dopo il boom economico, ma anche gli anni dell'austerity, di quelle bellissime
domeniche a piedi degli anni '70, tanta gente per strada, festa di pattini e biciclette,
di gioventù spensierata e di bambini chiassosi e divertiti.
Allora
lui, rivolgendosi a mia madre, vero potere gestionale e governativo della famiglia,
ammoniva: "Bisogna fare economia".
Da
allora, la mia percezione dell'economia è sempre stata risparmiare e non
spendere.
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