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martedì 17 settembre 2019

LUCIO DALLA ED IO


Un gran talento naturale che non doveva sforzarsi più di tanto per fare quel in cui meglio riusciva: scrivere, cantare e suonare.
Una belva da palcoscenico che poi di animale aveva solo l’istintività e la capacità di adattamento alle situazioni.
Conoscevo Lucio da tempo, un po’ perché amico di amici, un po’ per il mio lavoro che mi diede una chance di lavorare per lui, finché le invidie sorrentine non posero veto.
Spesso vicini di barca nella darsena di Capri nel periodo in cui Angelo gli raccontò la storia di Caruso a Sorrento e lui ne fece la canzone che tutti conosciamo; appena venduto il “Catarro” e acquistato il “Dance”, un passaggio importante dalla vela al motore, dal sudore al relax, un po' come il proletario che si imborghesisce.
Poi ancora spesso incrociati con il suo “Brilla e Billy” quando lavoravo per Diego Della Valle sul Marlin, ma mai gli avevo detto che suonavo e scrivevo canzoni.
Poi un giorno fui invitato insieme a Cristofaro al suo concerto al Delle Palme a Napoli; in camerino, lì gli rivelai che scrivevo canzoni e suonavo. Lui incuriosito, mi chiese di dargli del materiale.
Pochi giorni dopo mi chiamò e mi disse che “Io non mi chiamo” gli era piaciuto in maniera particolare e voleva inserirlo nel suo prossimo disco.
Mi spiace per lui, a prescindere dalla mia eventuale svolta musicale che evidentemente non c’è stata, era una gran bella persona e un grande artista.
Non so nemmeno perché racconto tutto ciò, perché dopo tanto tempo; è un ricordo, un frammento di Lucio Dalla e me, nel mio piccolo.



domenica 3 dicembre 2017

UNA GUERRA INVINCIBILE


Nel tempo l'uomo ha perso ogni contatto con gli elementi, chiuso nella climatizzazione dei propri uffici, dei propri svaghi e delle proprie abitazioni. Ciò ha comportato anche una perdita di memoria storica per cui l’ultimo caldo è sempre il più torrido, l'ultimo freddo è stato quello più vicino alla glaciazione e l'ultima pioggia da giudizio universale.
Il fatto è che, se da un lato ci sono cambiamenti climatici sia ciclici, sia dovuti al nostro intervento tecnologico (?), è altrettanto vero che ha sempre piovuto, più o meno, ma l'acqua per fortuna è sempre caduta dal cielo.
Anzi oggi abbiamo modelli meteorologici che ci indicano con largo anticipo l'evolversi del tempo, annunciando con giorni e giorni di anticipo piogge copiose, nevicate, gelate, burrasche e quant'altro, in maniera tale da non poter dire che l’evento ci ha colti impreparati.
Da uomo di mare, abituato a sentire sulla pelle gli umori del tempo e a subirne la volubilità, so che è meglio assecondare gli elementi, il moto ondoso, il vento, le correnti, senza volergli imporre la propria andatura. 
Quando c'è cattivo tempo, il comandante modifica la rotta, mette la nave alla cappa, riduce la velocità o la velatura, mascona.
Il mare, il vento, l’acqua, gli elementi, sono più forti di noi, ci possono spazzare via in ogni momento, per cui, analogamente al comandante, quando costruiamo una casa, tagliamo un albero, bruciamo un terreno, deviamo un corso acqueo, o qualsiasi altro intervento possibile, pensiamo sempre se lo stiamo facendo assecondando il volere della natura, o se vogliamo imporle un qualcosa d'intollerabile.
Se vogliamo vivere sereni ed in armonia, proteggere la nostra vita e quella dei nostri cari, questa è la strada da percorrere; con la natura non si fa il braccio di ferro, siamo sconfitti in partenza.

La natura si asseconda, non la si combatte.

venerdì 7 ottobre 2016

HA RAGIONE MAMMÀ

Mi riecheggiano parole arcaiche, la voce di mia madre:
«Salvatore, vai un attimo dal Parente e fatti dare un pezzo di pane, un litro di latte e 100 grammi di prosciutto cotto; mi raccomando digli 100 e non di più che certamente ne affetta 150»!
«Va bene mamma».
Quanti di noi ...antenni siamo scesi di casa con la raccomandazione: «E attento a quando attraversi» anche se all'epoca un'auto, se e quando transitava, si sentiva arrivare 'a 'nmiezo 'o mulino.
Prima, in ogni quartiere c'era il salumiere, il casadduoglio di famiglia, quello del poi passa mamma a pagare.

domenica 18 settembre 2016

LA TROPPA INFORMAZIONE È L'ARTE DELLA DISINFORMAZIONE

Immagine da Idir.it
L'appiattimento dell'informazione in Italia è partita dall'era Carosello e, transitando per quella tetteculi, è approdata a quella attuale del telodicoioebasta.
Negli anni berlusconiani, man mano che progrediva il fenomeno del falso liberismo della casa delle libertà, in cui ciascuno faceva (e fa) "quel cazzo gli pare", avvertivo il bisogno di spegnere la tivvù e ancor maggiormente l'esigenza di disinformarmi, non tanto per la proposta gradevole ai miei occhi, quanto per la pochezza concettuale di cui abbisogna l'homo sapiens.

sabato 10 settembre 2016

AMATRICIANA SOLIDALE, CON CHI?

Sia chiaro che non desidero criticare le buone e lodevoli intenzioni, e so anche che la maggior parte non sarà d'accordo con questo mio post, ma sarà il mio spirito di contraddizione, sarà il mio essere controcorrente, controtendenza, insomma contro, ma questa amatriciana solidale proprio non la digerisco, e non è colpa della cipolla.

lunedì 15 febbraio 2016

C'È TRAFFICO IN CITTÀ

Il panorama era da mozzafiato, la natura era verde e viva fra i due rivi di tufo che arrivavano dalle vicine colline fino al mare, portando odori antichi, tanti, che se ne confondevano i profumi.
L'odor di zagare, prevaleva durante la fioritura degli aranci che come una tavolozza di un pittore astrattista, coloravano le macchie verdi di arancione, mescolandosi al giallo dei limoni.
In quell'esplosione di colori e di vita, si sentivano forti i cinguettii degli uccelli che sembrava si rincorressero per scherzo e per amore, contribuendo all'aria apparentemente festosa.
Lì scorreva l'acqua cristallina del torrente, a tratti rumorosamente silenziosa, in altri fragorosa e vitale, e in quel punto da generazioni, la famiglia di Peppiniello 'a sciora, aveva costruito il mulino.

venerdì 29 gennaio 2016

COME NELL'EBOOK

Ho pubblicato un mio racconto noir su Amazon da leggere tutto d’un fiato; è ambientato a Vico
Copertina di Enzo Russo
Equense nel cuore della costiera sorrentina. 

La trama si svolge fra due storie, una frutto della mia fantasia, l’altra virtuale scritta dal mio avatar Marco Nava, le quali si intrecciano in modo parallelo dando un senso vicendevole. 
Fatti e personaggi sono puramente di fantasia tranne uno, un cammeo inserito in ricordo di una persona particolare e amata; agli abitanti della penisola sorrentina il compito d'individuarlo.
Il libro è in vendita ad un prezzo simbolico ed è prestabile nel circuito Amazon.

Per leggerne l'estratto Cliccate qui
Per acquistarlo Selezionate qui

venerdì 12 giugno 2015

UNA TEORIA INFINITESIMA

Potrei essere il cancro del buco del culo di una gallina cosmica

La mia curiosità mi ha sempre spinto a filosofeggiare in metafore inesplorate e pensieri irraggiungibili.
Con affetto ricordo la mia maestra delle elementari; una signorina esile, alta e mora, con delle timide acconciature che le gonfiavano i capelli, con gli occhialoni tipici di fine anni sessanta, molto compita, sobria anche nei rimproveri, perfettamente in linea con l'insegnamento filo-cattolico trasmesso dall'istituto parificato, cui i miei genitori avevano concesso la mia prima preparazione scolastica.

martedì 22 luglio 2014

TANGIBILE INCONSAPEVOLEZZA

Non riesco a scindere, non ho più percezione: qual è la realtà.
Proprietario d’incubi che mi coinvolgono in modo sempre più imbarazzante.
Mi sveglio ma non ne sono certo,
mi addormento ma non ne ho consapevolezza.
Vivo cosi, abbandonandomi all'oblio dei sogni e della realtà,
e confondendone le trame,
mi perdo in orizzonti inenarrabili.


giovedì 24 aprile 2014

E NAUFRAGAR M'È DOLCE!

Mi sono perso e non voglio ritrovarmi.
È vero, ti ho cercato tanto, credevo fossi lo scopo della mia esistenza, ma mi sono dato troppa importanza.
A cosa serve ch'io mi affanni,  mi dimeni, cresca, accumuli, se poi il mio domani non sarà più giorno?
È certamente più proficuo investire nella propria coscienza, in modo che le proprie azioni, il proprio modo di essere e porsi, possano essere la vera eredità.
È vero, ti ho cercato tanto, ma non eri lo scopo della mia vita, eri la scintilla delle mie idee, eri l’acqua del mio orto, eri fonte d’ispirazione, nulla più; anche tu un mezzo come me, un veicolo di pensieri, di emozioni.

domenica 2 febbraio 2014

IL TEMPO RUBATO

ai Bocconiani moderni...

Sono profondamente ignorante in materia e quel che so dell'economia, l'ho appreso da ciò che mio padre, laureato presso la nostra facoltà partenopea, ripeteva nei momenti di crisi.
Era appena dopo il boom economico, ma anche gli anni dell'austerity, di quelle bellissime domeniche a piedi degli anni '70, tanta gente per strada, festa di pattini e biciclette, di gioventù spensierata e di bambini chiassosi e divertiti.
Allora lui, rivolgendosi a mia madre, vero potere gestionale e governativo della famiglia, ammoniva: "Bisogna fare economia".
Da allora, la mia percezione dell'economia è sempre stata risparmiare e non spendere.

martedì 14 gennaio 2014

SI VIAGGIARE

evitando le buche più dure...

L’automobile, microcosmo egocentrico in cui chi ruota il volante detiene il potere ed ha sempre ragione; un piccolo mondo in cui colui che guida ha la inconfessabile e presuntuosa possibilità di modificare le leggi a proprio piacimento, di decidere più o meno consapevolmente della sorte altrui, giudice di vita o di morte.
All'interno dell’abitacolo se si è soli, pensieri volano altrove liberando la mente dalla monotonia della gestualità degli arti, incrociando sovente i propri occhi nello specchietto, incapaci di sostenere il proprio sguardo occupato nello scrutare territori altresì inaccessibili.
Se invece si è in compagnia, ci si coinvolge in conversazioni disparate, passatempi più o meno interessanti, di temi futili o esistenziali, di torti o di ripicche, di lavoro o di disoccupazione, dell’amore o dell’odio.