lunedì 15 febbraio 2016

C'È TRAFFICO IN CITTÀ

Il panorama era da mozzafiato, la natura era verde e viva fra i due rivi di tufo che arrivavano dalle vicine colline fino al mare, portando odori antichi, tanti, che se ne confondevano i profumi.
L'odor di zagare, prevaleva durante la fioritura degli aranci che come una tavolozza di un pittore astrattista, coloravano le macchie verdi di arancione, mescolandosi al giallo dei limoni.
In quell'esplosione di colori e di vita, si sentivano forti i cinguettii degli uccelli che sembrava si rincorressero per scherzo e per amore, contribuendo all'aria apparentemente festosa.
Lì scorreva l'acqua cristallina del torrente, a tratti rumorosamente silenziosa, in altri fragorosa e vitale, e in quel punto da generazioni, la famiglia di Peppiniello 'a sciora, aveva costruito il mulino.

venerdì 29 gennaio 2016

COME NELL'EBOOK

Ho pubblicato un mio racconto noir su Amazon da leggere tutto d’un fiato; è ambientato a Vico
Copertina di Enzo Russo
Equense nel cuore della costiera sorrentina. 

La trama si svolge fra due storie, una frutto della mia fantasia, l’altra virtuale scritta dal mio avatar Marco Nava, le quali si intrecciano in modo parallelo dando un senso vicendevole. 
Fatti e personaggi sono puramente di fantasia tranne uno, un cammeo inserito in ricordo di una persona particolare e amata; agli abitanti della penisola sorrentina il compito d'individuarlo.
Il libro è in vendita ad un prezzo simbolico ed è prestabile nel circuito Amazon.

Per leggerne l'estratto Cliccate qui
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venerdì 12 giugno 2015

UNA TEORIA INFINITESIMA

Potrei essere il cancro del buco del culo di una gallina cosmica

La mia curiosità mi ha sempre spinto a filosofeggiare in metafore inesplorate e pensieri irraggiungibili.
Con affetto ricordo la mia maestra delle elementari; una signorina esile, alta e mora, con delle timide acconciature che le gonfiavano i capelli, con gli occhialoni tipici di fine anni sessanta, molto compita, sobria anche nei rimproveri, perfettamente in linea con l'insegnamento filo-cattolico trasmesso dall'istituto parificato, cui i miei genitori avevano concesso la mia prima preparazione scolastica.

martedì 22 luglio 2014

TANGIBILE INCONSAPEVOLEZZA

Non riesco a scindere, non ho più percezione: qual è la realtà.
Proprietario d’incubi che mi coinvolgono in modo sempre più imbarazzante.
Mi sveglio ma non ne sono certo,
mi addormento ma non ne ho consapevolezza.
Vivo cosi, abbandonandomi all'oblio dei sogni e della realtà,
e confondendone le trame,
mi perdo in orizzonti inenarrabili.


giovedì 24 aprile 2014

E NAUFRAGAR M'È DOLCE!

Mi sono perso e non voglio ritrovarmi.
È vero, ti ho cercato tanto, credevo fossi lo scopo della mia esistenza, ma mi sono dato troppa importanza.
A cosa serve ch'io mi affanni,  mi dimeni, cresca, accumuli, se poi il mio domani non sarà più giorno?
È certamente più proficuo investire nella propria coscienza, in modo che le proprie azioni, il proprio modo di essere e porsi, possano essere la vera eredità.
È vero, ti ho cercato tanto, ma non eri lo scopo della mia vita, eri la scintilla delle mie idee, eri l’acqua del mio orto, eri fonte d’ispirazione, nulla più; anche tu un mezzo come me, un veicolo di pensieri, di emozioni.

domenica 2 febbraio 2014

IL TEMPO RUBATO

ai Bocconiani moderni...

Sono profondamente ignorante in materia e quel che so dell'economia, l'ho appreso da ciò che mio padre, laureato presso la nostra facoltà partenopea, ripeteva nei momenti di crisi.
Era appena dopo il boom economico, ma anche gli anni dell'austerity, di quelle bellissime domeniche a piedi degli anni '70, tanta gente per strada, festa di pattini e biciclette, di gioventù spensierata e di bambini chiassosi e divertiti.
Allora lui, rivolgendosi a mia madre, vero potere gestionale e governativo della famiglia, ammoniva: "Bisogna fare economia".
Da allora, la mia percezione dell'economia è sempre stata risparmiare e non spendere.

martedì 14 gennaio 2014

SI VIAGGIARE

evitando le buche più dure...

L’automobile, microcosmo egocentrico in cui chi ruota il volante detiene il potere ed ha sempre ragione; un piccolo mondo in cui colui che guida ha la inconfessabile e presuntuosa possibilità di modificare le leggi a proprio piacimento, di decidere più o meno consapevolmente della sorte altrui, giudice di vita o di morte.
All'interno dell’abitacolo se si è soli, pensieri volano altrove liberando la mente dalla monotonia della gestualità degli arti, incrociando sovente i propri occhi nello specchietto, incapaci di sostenere il proprio sguardo occupato nello scrutare territori altresì inaccessibili.
Se invece si è in compagnia, ci si coinvolge in conversazioni disparate, passatempi più o meno interessanti, di temi futili o esistenziali, di torti o di ripicche, di lavoro o di disoccupazione, dell’amore o dell’odio.