giovedì 12 marzo 2026

Il porto che non c'è (ancora)

Piano di Sorrento, Sant'Agnello e il progetto Aponte

errori già commessi e opportunità che il silenzio delle istituzioni rischia di far naufragare

Nella mia vita professionale ho visto grandi porti, porti piccoli, opere riuscite e disastri annunciati. Ho imparato, nel tempo, che il mare non perdona le decisioni affrettate né quelle rinviate all'infinito. Ed è con questo bagaglio che mi trovo oggi a ragionare con sentimenti contrastanti, su una proposta che agita le acque della penisola sorrentina: il progetto del porto di Marina di Cassano, promosso e finanziato interamente dalla famiglia Aponte.

Il progetto: cosa prevede

Gli Aponte, armatori e figure storiche dell'imprenditoria marittima campana che certamente non sta a me presentare giacché ai più arcinoti, hanno presentato ai due comuni interessati dall’area un progetto ambizioso: un unico porto turistico che unifichi le marine di Piano di Sorrento e Sant'Agnello, con un aumento fino al 15% dei posti barca disponibili, un molo dedicato ai grandi yacht, spazi pubblici affacciati sul mare, percorsi pedonali, aree verdi e, elemento tutt'altro che secondario, un ascensore che colleghi il “marina” con i giardini di Villa Fondi, ricucendo quel legame tra il borgo marinaro e il centro urbano che da decenni si è via via sfilacciato.
L'investimento è di oltre 40 milioni di euro, totalmente privato. Nessun onere per le casse comunali. Gli Aponte, come ha dichiarato il CEO Maurizio Aponte, vogliono lasciare qualcosa di concreto alla terra delle loro origini, in memoria degli antenati che proprio dalla Marina di Cassano mossero i primi passi nell'armamento. Un gesto che ha una sua nobiltà, indipendentemente da come lo si valuti sul piano urbanistico.

Una posizione che si è evoluta: perché ero contrario, e perché oggi non lo sono più del tutto

Devo essere onesto: sono sempre stato contrario alla costruzione di grandi opere portuali in contesti costieri sensibili come quello della penisola sorrentina. E lo ero in modo particolare quando si discusse della realizzazione dapprima del porto consorziale e poi del porticciolo, che oggi insiste assieme allo “scoglierone” del Pizzo santanellese, su quella che fu per generazioni la spiaggia storica di Marina di Cassano. Ero contrario allora, e lo ribadisco: quella scelta ha sottratto alla comunità una risorsa pubblica, la spiaggia, senza restituire in cambio un'infrastruttura davvero funzionale.
Oggi, però, il quadro è diverso. Il danno è già fatto. Quei due porticcioli esistono: sono esteticamente poveri, nauticamente insufficienti, privi di una visione strategica. La spiaggia è già perduta. Opporsi a questo nuovo progetto in nome della conservazione di uno status quo che non merita di essere conservato sarebbe, a mio avviso, un errore di metodo oltre che di sostanza.

Le domande che occorre porsi

Detto questo, l'esperienza insegna che ogni opera portuale va valutata con strumenti tecnici seri, non con entusiasmi né con pregiudizi. Alcune domande restano aperte e meritano risposte prima di qualsiasi decisione definitiva.
Sul piano nautico e ambientale: come si modificherà la circolazione delle correnti? Qual è l'impatto previsto sulla sedimentazione nelle anse adiacenti? Sono stati condotti e resi pubblici studi idrodinamici?
Un porto di queste dimensioni su una costa già fragile non può essere approvato sulla fiducia.
Sul piano della fruizione pubblica: gli spazi promessi quali piazze, percorsi pedonali, aree di balneazione, sono vincolati contrattualmente o restano promesse?
Chi gestirà gli ormeggi, e a quali condizioni?
Un porto privato mal regolamentato rischia di trasformarsi in un'enclave esclusiva, accessibile solo a chi può permettersi ormeggi di lusso, escludendo i pescatori locali e la comunità. Le concessioni demaniali, in particolare, devono essere trasparenti nelle durate e nei canoni.

Il silenzio assordante delle istituzioni

Quel che colpisce, in questa vicenda, non è tanto il progetto in sé quanto la risposta che ha ricevuto: nessuna. Cinque mesi dopo il deposito ufficiale della proposta ai due comuni, dopo riunioni tecniche preliminari che sembravano promettenti, non è arrivata alcuna risposta formale. Nessun sì, nessun no, nessuna richiesta di approfondimento. Il nulla. Tanto che Maurizio Aponte è stato costretto a inviare una lettera-ultimatum ai sindaci, nella quale si legge tutta la delusione di chi aveva investito tempo, risorse e aspettative in un progetto che sembrava trovare terreno fertile.
Questo silenzio non è neutro. È una forma di decisione che non si vuole assumere, un rinvio che in politica ha spesso il sapore della resa. Ed è tanto più grave in un territorio che, sul piano portuale e turistico-marittimo, ha storicamente sofferto l'assenza di una visione strategica, accontentandosi di interventi frammentari e mal coordinati.

La decisione non può appartenere solo al palazzo

Per impatto paesaggistico, per ricadute economiche e per il rapporto che disegna tra la comunità e il proprio mare, un progetto di questa portata non può e non deve essere lasciato alla decisione silenziosa di qualche ufficio tecnico comunale o, peggio, all'inerzia di chi preferisce non decidere per non esporsi. Occorre aprire un dibattito pubblico, serio, partecipato, informato.
I cittadini di Piano di Sorrento e di Sant'Agnello hanno il diritto di sapere cosa si sta progettando sul loro litorale, di leggere gli studi ambientali, di conoscere i dettagli delle concessioni, di esprimere una posizione. Le associazioni di categoria, pescatori, operatori turistici, diportisti, devono essere coinvolte. La comunità scientifica locale e le soprintendenze devono essere ascoltate.
Non mi schiero né “per” né “contro” il progetto Aponte e non per pavidità: non è questo il punto. Mi schiero per il metodo. Più di quarant'anni di vita vissuta in mare mi hanno insegnato che le decisioni prese frettolosamente, senza conoscere la rotta, portano alla deriva. E che il silenzio, in mare come in politica, non è mai una risposta sicura.

Il Nautico Nino Bixio: una risorsa dimenticata che il mare ha davanti agli occhi

C'è un elemento che in questo dibattito viene stranamente ignorato, eppure è di grande rilevanza: a Piano di Sorrento ha sede il Nino Bixio, uno degli istituti tecnici nautici storicamente più significativi del Mezzogiorno. Una scuola che ha formato generazioni di ufficiali di coperta e di macchina, e che oggi — come tanti istituti del settore — porta i segni profondi della riforma Gelmini, con la drastica riduzione delle ore dedicate alle materie tecniche e alle discipline strettamente nautiche.
Quella riforma ha sottratto agli allievi ore preziose di formazione, materie che non si imparano solo sui libri, ma che si sviluppano attraverso l'esperienza diretta, il contatto con le imbarcazioni, la pratica sul campo. Ed è qui che la discussione sul porto smette di essere meramente urbanistica o economica, per diventare una questione culturale e educativa di primaria importanza.
Qualunque sia l'esito del progetto Aponte, il Nino Bixio deve essere coinvolto. Non in una logica di alternanza scuola-lavoro, formula spesso ridotta a parcheggio formativo senza vera sostanza didattica, ma in un progetto costruttivo strutturato: laboratori nautici a bordo, esercitazioni di manovra, gestione delle operazioni portuali, sicurezza marittima, ecologia del mare. Le strutture portuali già esistenti, riferendomi ai due porticcioli tanto criticati, e a ragione, potrebbero già oggi  essere messe a disposizione dell'istituto per attività pratiche a costo zero. Che lo si faccia, indipendentemente da qualunque decisione sul nuovo porto.
Il fatto che nessuna amministrazione carottese abbia mai seriamente perseguito questa sinergia, una scuola nautica storica a pochi passi dal mare, senza un progetto formativo legato al porto, è di per sé una misura dell'inadeguatezza politica che ha caratterizzato la gestione del territorio.

Le opere pagate e mai usate: il simbolo di una classe dirigente inadeguata

Per comprendere fino in fondo il livello di inadeguatezza istituzionale che ha caratterizzato la gestione portuale a Piano di Sorrento, basta guardare un fatto concreto, imbarazzante nella sua concretezza: nei porticcioli esistenti sono stati installati e regolarmente pagati con denaro pubblico, impianti per il recupero delle acque di sentina, degli oli esausti e delle acque chiare e scure prodotte dalle imbarcazioni. Sistemi fondamentali per la protezione del mare, imposti dalla normativa europea in materia ambientale. Sistemi che non sono mai entrati in funzione.
Non per mancanza di risorse, quelle c'erano, e sono state spese. Non per assenza di normativa, anch’essa esiste ed è chiara. Ma per quella combinazione tipicamente italiana di incuria gestionale, assenza di controllo e indifferenza politica che trasforma opere pubbliche in monumenti all'inefficienza. Nel frattempo, quelle sostanze inquinanti continuano a finire in mare, quel mare di un litorale che vorrebbe presentarsi come meta turistica di qualità.
È di fronte a questa realtà che il progetto Aponte va letto anche in chiave politica: non come alternativa a uno status quo accettabile, ma come possibile rottura con una gestione del territorio che ha prodotto spiagge perdute, impianti inutilizzati, scuole nautiche senza porto e porti senza cultura marinara.

Conclusione: un'occasione che non va affondata nel silenzio

La penisola sorrentina merita un porto degno di questo nome, inserito in una visione complessiva, comprensoriale del territorio. Se il progetto Aponte, opportunamente valutato, corretto dove necessario, vincolato nelle sue promesse pubbliche, può essere quella risposta, sarebbe un errore storico lasciarlo naufragare per mancanza di coraggio istituzionale.
Ma la comunità deve poter scegliere. Con consapevolezza, con dati in mano, con la voce in capitolo che le spetta. Non trovandosi davanti a decisioni già prese o, peggio ancora già non prese da un palazzo che preferisce il silenzio alla responsabilità.

Salvatore Mare



martedì 6 febbraio 2024

SINDACI MARINARI

Quando chiedevo la formazione di una Rete dei Sindaci delle Città Marinare...

Il sindaco di Torre del Greco Luigi Mennella, scrive a venticinque sindaci d’Italia, al fine di sollecitare «i rispettivi Consigli comunali all’approvazione di un ordine del giorno comune, da sottoporre all’attenzione del Consiglio dei Ministri e ai ministri competenti, al fine di aprire un serio dibattito sul futuro occupazionale della categoria marittima, che rappresenta uno dei traini della nostra economia, per le nostre città e la nazione tutta».
Tema principale, la riduzione dell’indennizzo di malattia della cosiddetta cassa marittima.
I miei più sinceri complimenti al primo cittadino di Torre del Greco, e un po’ di rammarico sugli anni sprecati, giacché era il primo febbraio del 2017, esattamente sette anni fa, che scrivevo al sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, mio ex compagno di movimento e rappresentante di una delle principali città di mare, chiedendogli di farsi portavoce per la formazione della “Rete dei Sindaci delle località marinare”, ossia una organizzazione che potesse muoversi in maniera accreditata e competente presso le sedi istituzionali.
Nogarin mi diede il contatto del suo assessore Andrea Morini, ma evidentemente la cosa non interessava.
La rete dei Sindaci “marinari” era ed è un mio pallino, tanto che nel 2016 l’inserii anche nel programma elettorale della mia città, al primo dei tre punti cardine per il rilancio economico di Piano di Sorrento:
«Per il settore del lavoro marittimo il M5S ed in particolar modo gli attivisti locali, si stanno già adoperando da tempo per trovare una soluzione politica e ridiscutere i termini con proposte concrete già depositate nelle varie Commissioni, tramite i nostri portavoce al Senato, alla Camera dei Deputati e al Parlamento Europeo; ci impegniamo inoltre formalmente di farci promotori della costituzione di una rete dei sindaci dei comuni marinari d’Italia, e di rafforzare in questo modo le istanze dei lavoratori marittimi».
Purtroppo riuscimmo solo ad andare all’opposizione e il M5S sappiamo che fine ha fatto scendendo a patti con tutti, finanche con Draghi cosa per me intollerabile, pur di stare al governo.
Ora, personalmente, non posso che rallegrarmi per questo tentativo del Sindaco Mennella, augurandogli che l'iniziativa abbia successo e non sia limitata nel tempo, o solo per la riduzione dell'indennità di malattia: i problemi del cluster sono atavici e innumerevoli.
Nel frattempo auspico che il nostro sindaco Salvatore Cappiello avvii immediatamente tutti i contatti per far si che si possa finalmente colmare il vuoto rappresentativo della nostra “invisibile” categoria, con l'autorevole voce unisona dei nostri primi cittadini.



lunedì 15 gennaio 2024

MARITTIMI AL CENTRO DELLE ATTENZIONI DEL GOVERNO

Così parrebbe ad occhi profani, infatti nei titoli dei giorni scorsi è apparso un roboante: «Assegnati i contributi per la formazione dei marittimi del Decreto Lavoro».
Ma “l’attenzione” è di tutt’altro tipo infatti, se felice si ritiene chi si è fermato al titolone, non lo è chi ha letto l’intero provvedimento in quanto ha potuto apprendere che i maggiori beneficiari non saranno i lavoratori, ma le compagnie di navigazione.
È palese che questo ennesimo provvedimento non sia in favore dei marittimi, in particolare per coloro che non hanno una compagnia armatrice di riferimento, bensì dei centri d’addestramento e degli armatori, poiché i denari destinati ai primi, transiteranno per le casse dei secondi.
Sommo gaudio per € 1.000.000,00 interamente assegnati per il 2023, che saranno così suddivisi:
Grimaldi Euromed € 332.000,00
Caronte & Tourist € 140.000,00
GNV € 130.000,00.
Onorato Armatori otterrà € 125.000,00 per Moby, € 37.500,00 per CIN, 25.000,00 per Toremar.
Altri contributi attribuiti ad Alilauro, Marnavi, Alilauro Gruson, NLG, Alicost, Delcomar, Caremar, Servizi Marittimi Giuffrè e Lauro, che vanno dai € 35.000,00 concessi a Visemar, agli € 8.500,00 di Capitan Morgan.
Nel prossimo biennio il contributo previsto sarà di € 2.000.000,00.
Nel frattempo con minor enfasi comunicativa, ironicamente sempre a maggior tutela dei marittimi, con l’ultima legge di bilancio, il governo Meloni ha tagliato l’indennità giornaliera di malattia, portandola dal 75% al 60% della retribuzione, lasciando però inalterati tutti i balzelli a carico del lavoratore.
Dapprincipio fu la riduzione della NASPI, poi l’abolizione del reddito di cittadinanza, ora il ridimensionamento della cosiddetta cassa malattia marittima, con la scusante che ci sono (e sempre ci saranno) i furbetti; è quindi lecito attendersi in un prossimo imminente futuro anche l'abolizione delle pensioni di invalidità?
Ed è così che lo Stato, anziché individuare condotte disdicevoli oltre che scorrette, colpisce tutta una categoria, in questo caso i marittimi.
È questa l’ennesima innegabile conferma che chi governa, lo faccia in maniera auto rappresentativa giacché queste figure istituzionali, una volta elette e a qualsiasi schieramento appartengano, badano solo a far quadrare i conti per alimentare un carrozzone traballante, più o meno spontaneamente consegnatosi alle lobbi, cui sono veramente destinati i denari pubblici sottratti alle necessità e al benessere della popolazione.

domenica 23 aprile 2023

CONVEGNO BURLANDO

Genova, anche dello spostamento dei depositi chimici a Ponte Somalia si è parlato al convegno. Nel merito, dopo le critiche degli armatori, si registra la dichiarazione del sindaco del capoluogo ligure Bucci: «Non perderemo Grimaldi. Il più grande armatore italiano resterà nel più grande porto italiano».
Nel contempo, lo stesso Grimaldi lancia il monito: «Noi, volendo, possiamo mandare le navi a fare un lavoro più remunerativo altrove», rilevando le diverse criticità. In primis la perdita di 300 posti di lavoro a terra, oltre a quelli sulle linee dedicate, poi la concorrenza e i costi maggiori per i fruitori delle linee liguri, rispetto le toscane e campane, inoltre la rilevanza della continuità territoriale. Infatti, sottolinea il presidente Grimaldi, le nostre isole Sicilia e Sardegna sono importanti quanto alcuni stati europei.
In chiusura una nota anche per quanto riguarda l’aspetto security e autostrade del mare.
Temi complessi che vanno affrontati nella loro interezza, ascoltando le varie parti, e non imponendo dictat senza avere una visione.
Va dato atto all’ex ministro Burlando di aver creato un'occasione di confronto ad ampio respiro; nel merito registriamo l’assenza ingiustificata e ingiustificabile della sinistra, che perde l’ennesima occasione fornendo ormai il quadro inconcludente della propria “inattività” politica.
Da marittimi e in quanto tali, vorremmo ci fosse maggiore attenzione e un convegno anche sulle annose criticità riscontrate nello svolgere la nostra professione, ma si pone un grosso problema: chi ci rappresenterebbe?



lunedì 17 aprile 2023

OSPEDALE UNICO penisola sorrentina - il 2030 può attendere

Nel merito dell’Ospedale Unico della penisola sorrentina, oltre tutte le considerazioni già fatte, verbalizzate e inviate a tutti gli organi decisori, propongo alcuni spunti sul consumo di suolo tratti anche da documentazione prodotta dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
Le ultime piogge, al di là dell’evidente insufficienza dell’impianto di raccolta delle acque meteoriche, peraltro coincidente con quello fognario, non possono non farci riflettere sul fenomeno dell’impermeabilizzazione del suolo che fa assumere alle nostre strade, specie quelle in pendenza e provenienti dalle zone collinari, le sembianze di veri e propri torrenti in piena.
In controtendenza a Sant’Agnello invece, si è consumato e quindi impermeabilizzato terreno in più edificazioni: parcheggio via San Sergio, Social Housing, Casa Albergo degli Anziani, Canile, giusto per citarne alcune finite sotto i riflettori giudiziari o oggetto di interessi parlamentari.
L’affermazione dell’ISPRA che nel 2021 si è raggiunto il valore più alto degli ultimi 10 anni, sembra non sortisca preoccupazioni.
Mi sorprende che la campagna elettorale cittadina si stia svolgendo in maniera molto “soft”, nonostante i temi siano scottanti; forse non si è ancora entrati nel vivo, ma l’impressione che ne traggo è come se una parte in competizione si dichiarasse già sconfitta.
Tornando alla lettura dei dati, il cittadino non può non impressionarsi, infatti la cementificazione di suolo nazionale è ormai di oltre km2 21.500, il consumo medio giornaliero è di 19 ettari, con una velocità di oltre 2 metri quadrati al secondo, e le nuove coperture artificiali hanno sfiorato i km2 70 nel solo 2021.
Eppure l’obiettivo dell’azzeramento del consumo di suolo è stato definito a livello europeo già nel 2006 con la Strategia tematica per la protezione del suolo, evidenziando la necessità di porre in essere buone pratiche e, in particolare, dell’impermeabilizzazione, forma più evidente e irreversibile.
Per il 2020 le politiche comunitarie prevedevano di tenere conto dei loro impatti diretti e indiretti sull’uso del territorio e ci si proponeva il traguardo di un incremento dell’occupazione netta di terreno pari a zero da raggiungere entro il 2050.
L’approccio indicato per il contenimento del consumo del suolo e dei suoi impatti è quello di attuare politiche e azioni finalizzate, nell’ordine, a limitare, mitigare e compensarne l’impermeabilizzazione.
Tutta l’Italia è a rischio idrogeologico, ma quella zona di Sant’Agnello lo è particolarmente, infatti l’area ricade in zona rossa R4, che corrisponde a rischio molto elevato.
Ma nello studio di fattibilità del giugno 2018, a pag. 50 è presa in considerazione la sola area su cui poggeranno le fondamenta dell’Ospedale Unico, zona a rischio moderato e medio (e comunque non esente), ciò come se gli accessi alla struttura non dovessero essere contemplati.
Quindi, mentre si attendono dispositivi atti a finalizzare il consumo netto pari a zero entro il 2030, si continuano a perpetrare sconvolgimenti urbanistici nella nostra già resa fragile penisola sorrentina. Mai detto più appropriato: «mentre ‘o miedico sturèa, ‘o malato more».





giovedì 2 marzo 2023

ODISSEA TASSA D'ESAME

Italia, Anno Salutis 2022. - Uno schiaffo alla tecnologia, alla digitalizzazione, alla telematica, ma soprattutto alla civiltà. Costringere le persone a spostarsi per futilità vincolanti, a spendere soldi e tempo in mobilità, al fine di versare una tassa dall’importo irrisorio e che potrebbe essere assorbita da un bollo o, se proprio necessaria, prevista in pagamento telematico. Ecco la storia, premettendo che nonostante la caldissima giornata afosa e soleggiata, ho utilizzato i mezzi pubblici e la sana buona camminata.
Un marittimo (il sottoscritto) decide di presentare una domanda per partecipare a un bando d’esami per titoli minori emanato della Capitaneria di Porto di Torre del Greco ma, per la cronaca, potrebbe essere un qualsiasi altro luogo italiano.
Affinché l’istanza risulti completa e quindi si possa essere ammessi agli esami, oltre al bollo di € 16,00 e alla documentazione richiesta, necessita allegare la ricevuta di avvenuto pagamento della tassa d’esame dell’importo di 97 centesimi di euro.
Per sapere se nel corso degli anni le cose fossero cambiate, chiedo informazioni in merito al sottufficiale dell'ufficio Gente di Mare corallino, il quale mi dice di recarmi direttamente all’ufficio doganale di Torre Annunziata.
Il giorno successivo, di buon mattino, prendo la circumvesuviana per la stazione di Torre Annunziata e da lì a piedi fino alla dogana che so essere vicino alla capitaneria di porto, almeno così risulta sia dal sito ufficiale, sia da google map, ma giunto sul posto scopro che l’ufficio è stato spostato e che devo tornare indietro di mezzo chilometro.
Poco male, con l’aiuto di un agente della Guardia di Finanza riesco a trovare l’edificio giacché privo di una qualsivoglia indicazione, salgo le scale al piano, e chiedo come pagare la tassa.
La funzionaria mi spiega che c’è bisogno dell’ordine di introito che deve essere emesso dalla capitaneria di porto. Evidenzio che provengo direttamente da Compamare Torre del Greco, ma lei afferma sicura che devo rivolgermi in quel di Torre Annunziata.
Stranito, ritorno sui miei passi recandomi all’ufficio circondariale marittimo oplontino, e lì un gentilissimo sottufficiale mi svela l’arcano. In sostanza Torre del Greco non è registrata presso le Dogane e non può emettere ordini di introito, per cui bisogna rivolgersi o alla Capitaneria di Napoli, o a quella di Torre Annunziata.
Anch’egli non si capacita della farraginosità della procedura, comunque mi compila l’ordine a mano in modo ch’io possa tornare alla dogana. Qui trascorro un altro quarto d’ora al fine di registrare il documento, mi consegnano un altro stampato per l’incasso e con quello vado ad un altro sportello per il pagamento. Finalmente mi danno la ricevuta ma non è finita qui, devo ritornare in capitaneria a Torre Annunziata per registrare l’avvenuto pagamento. Rifaccio la coda, lo stesso militare di prima con estrema disponibilità, annota i riferimenti su un registro timbrandomi la ricevuta. Nel frattempo giungono altri due marittimi che devono versare una tassa simile per sostenere gli esami da ufficiali di coperta.
Sono passate le 11:00, tre ore e mezza in viaggi, camminate, attese e discussioni, per pagare 97 centesimi; posso finalmente andare a prendere la vesuviana per Torre del Greco e consegnare l’istanza… e sui mezzi pubblici, sull’EAV in particolare, si apre un altro capitolo…


sabato 21 gennaio 2023

QUESTION TIME - affinché tutti i cittadini abbiano una voce

Piano di Sorrento - Costituito il Comitato Promotore del Question Time.
Nei nostri comuni le opposizioni latitano, a mio avviso la motivazione è dovuta al fatto che spesso sono confluenti non essendo espressione di un’altra visione politica, cambiando solo nei nomi e cognomi degli interpreti.
I cittadini sono costretti a subire decisioni avendo come unica arma la matita copiativa, utilizzabile normalmente ogni cinque anni e comunque di scarsa memoria. Per questo motivo ho fatto del mio faro la partecipazione popolare, considerandolo l’unico strumento realmente democratico ed efficace.
Nel silenzio “istituzionale” è infatti passato il fatto che a Piano di Sorrento, su mia proposta e dopo quasi due anni di battaglia in commissione consiliare e consiglio comunale, sia stato deliberato il “Regolamento attuativo degli strumenti di partecipazione popolare”, colmando quindi il vuoto e normando le forme associative, le consulte, le proposte e le petizioni popolari, e infine i referendum.
Parlo di silenzio istituzionale giacché il regolamento non è nemmeno pubblicato nella sezione del sito dell’ente, seppur deliberato in consiglio il 30 marzo 2018 (DCC n.23), è quindi palese che tale controllo cittadino dia fastidio al “conducente”, il quale desidera perpetuare nel paradosso del controllato che controlla il controllore.
Facendo un breve salto indietro, alla vigilia delle amministrative, quando si parlò di costituire Fortemente Piano, la lista civica che ora governa e di cui facevo parte, era chiaro per tutti che il nostro patto era il “programma”, e nel programma sottoscrivemmo chiaramente: «Referendum consultivi, question time aperti ai cittadini, consigli comunali itineranti, bilanci partecipati, devono finalmente trovare reale ospitalità nella nostra concezione di intendere la vita pubblica».
Di tutto ciò finora non si è visto nulla, nemmeno pubblicati i bilanci semplificati per i cittadini, figuriamoci il bilancio partecipato.
Chi dovrebbe allora presentare una mozione per l’istituzione del question time? Questa opposizione? La stessa che durante l’ultima consiliatura, quando era maggioranza, bocciò la mia mozione?
Ecco allora l’importanza degli strumenti partecipativi e perché è quindi fondamentale che si istituiscano confronti pubblici con la cittadinanza.
Con queste motivazioni abbiamo costituito il Comitato Promotore per il Question Time a Piano di Sorrento.
Ci auguriamo che questo Comitato possa essere solo una provocazione e che l’amministrazione Cappiello istituisca come da programma, i “Question time aperti ai cittadini”, ma se ciò non dovesse avvenire siamo determinati, ci vedremo nelle strade di Caruotto e chiederemo la vostra firma con un unico scopo, fare in modo che tutti i cittadini possano avere una voce.

Esempi di question time:
Comune di Chieri 
Comune di Jesi 
Comune di Sesto San Giovanni 



martedì 10 gennaio 2023

BILANCIO SEMPLIFICATO PER IL CITTADINO - RISPONDE L’ASSESSORE ANNA IACCARINO

L’opposizione consiliare è garanzia non solo del cittadino ma dell’amministrazione stessa.
Un’amministrazione senza controllo da parte della minoranza, non può né definirsi né ritenersi sana e democratica.
Ma se l’opposizione è semplicemente una diversa fazione in lotta per il potere dove cambiano solo i nomi degli interpreti, e quindi non rappresenta una espressione di un’altra visione politico-amministrativa, ecco che allora si palesa il vuoto politico, la crisi ideologica e dei partiti, la confluenza delle cosiddette destre e sinistre in un centro incolore che non accontenta nessuno.
A Piano di Sorrento, ancor più che negli altri comuni del comprensorio dove il fenomeno è evidente, l’opposizione annega. La spiegazione è semplice e già l’accennai con un precedente articolo sul mio bloG, in occasione della “non discussione” del bilancio previsionale e ancor maggiormente durante quella dell’adeguamento statutario dell’ASPS (ndr: già Piano Sociale di Zona).
Ecco un’altra prova: durante la scorsa amministrazione, quando sedevo nei banchi dell’opposizione all’amministrazione Iaccarino, ho fatto il possibile per cercare di coinvolgere una popolazione sempre più distratta e distaccata dalle vicende di palazzo di piazza Cota. Riuscii a far approvare i regolamenti attuativi per gli istituti di partecipazione popolare, proposi senza successo i question time consiliari auspicando una successiva apertura a sessioni cittadine, ma soprattutto chiesi che venisse rispettato il T.U.E.L. con la pubblicazione dei bilanci semplificati per i cittadini.
Questi documenti, previsti dalla legge e obbligatori, sono a mio avviso fondamentali affinché qualsiasi cittadino possa rendersi conto in maniera più semplice e intuitiva, della reale situazione economica e patrimoniale dell’Ente comunale.
Ma se l’opposizione attuale è composta per 4/5 dalla passata amministrazione la quale mai ha realmente risposto alla lecita richiesta, a chi bisogna rivolgersi?
L’art. 5 comma 1 del D.Lgs. 33/2013, modificato dall’art. 6 del D.Lgs. 97/2016, fra l’altro specifica che l'obbligo previsto in capo alle pubbliche amministrazioni di pubblicare documenti, informazioni o dati, comporta il diritto di chiunque di richiedere i medesimi, nei casi in cui sia stata omessa la loro pubblicazione. Al fine di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico, chiunque ha diritto di accesso e l’esercizio di tale diritto non è sottoposto ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente. L'istanza di accesso civico identifica i dati, le informazioni o i documenti richiesti e non richiede motivazione.
Il 18 ottobre scorso chiesi con una PEC la pubblicazione dei bilanci semplificati per il cittadino e il 12 dicembre, da rappresentante politico locale del Movimento Free, ho firmato il mio primo atto ufficiale reiterando la richiesta. In conclusione, riporto la risposta odierna dell’Assessore avv. Anna Iaccarino che ci soddisfa e che prendiamo in parola, non senza constatare e evidenziare che purtroppo avevo ragione, e che la concessione da parte dell’ex Sindaco Iaccarino della mobilità al ragioniere capo dell’Ente sguarnì inevitabilmente un settore fondamentale, frettolosamente e senza una benché minima programmazione.

Egr. cap. Mare Salvatore,
in riferimento alla sua nota datata 12 dicembre 2022, con la quale chiedeva la pubblicazione del rendiconto semplificato per il cittadino da divulgare sul sito internet istituzionale dell'Ente, in qualità di Assessore al ramo, faccio presente che il Comune di Piano di Sorrento - come peraltro da Lei evidenziato - non ha mai effettuato la cennata pubblicazione; tuttavia, dall'attribuzione alla scrivente della delega in materia di bilancio, ho inserito l'adempimento in parola tra quelli a cui assolvere. Il delicato periodo che si è trovato a vivere l'Ufficio, a causa dell'assenza di un Funzionario a tempo pieno e dell'organico fortemente sottodimensionato, ha portato dall'ultimo scorcio del 2021 e fino all'ottobre 2022, a ragionare unicamente in termini di adempimenti prioritari per il buon andamento dell'Ente, attesa la cruciale funzione assolta dal settore e le conseguenze connesse al ritardato o omesso adempimento di specifiche attività a questo imposte dall'Ordinamento.
Con l'assestamento dell'Ufficio si è provveduto, dunque, a dar seguito anche ad adempimenti, senza dubbio importanti - specie, come nel caso in questione, per la partecipazione del cittadino alla vita amministrativa - ma non fondamentali, come appunto quello da Lei invocato.
Nei prossimi giorni, quindi, sarà pubblicato il rendiconto semplificato per l'anno 2021, con l'auspicio di riuscire, poi, in tempi sufficienti, rispetto all'approvazione del principale documento contabile, a pubblicare anche quello relativo all'esercizio 2022. Tanto a conferma della volontà non solo di soddisfare una previsione normativa, ma anche di agevolare il processo di avvicinamento dei cittadini alla macchina amministrativa.
Confidando di aver soddisfatto l'istanza porgo,
cordiali saluti
l'Assessore al Bilancio e ai Tributi
avv. Anna Iaccarino


Sintesi della discussione dell'interrogazione del 12.04.2021 


venerdì 16 dicembre 2022

TITOLI O CERTIFICATI

30 novembre 2007 - 16 dicembre 2022
Più di 15 anni trascorsi a "cercare" di far comprendere a dei politici svogliati e incompetenti quel che appare logico e scontato.
Prima con le associazioni, poi con i 5 stelle, ho ingoiato rospi, fatto lunghe trasferte in tutta Italia, parlato con i massimi funzionari ministeriali, con ammiragli e comandanti di compartimenti marittimi, con ministri, viceministri e sottosegretari, partecipato a commissioni e incontri parlamentari, lavorato a testi, emendamenti, atti ispettivi, proposte di legge, presentato petizioni popolari, ottenendo come risultato lo zero assoluto. Nemmeno il semplice emendamento per la concessione in contanti di piccoli anticipi sullo stipendio per i marittimi in franchigia in luoghi disagiati. La presidente di commissione bilancio, Carla Ruocco (M5S), dichiarò inammissibile il testo senza motivare, un testo che fra l'altro aveva i pareri favorevoli del MEF, delle CP e voluto anche da Confitarma.
Ci avevano fatto credere che una volta al governo il M5S, tutto sarebbe cambiato; invece sono cambiati loro.
All'attualità e con un esecutivo di destra, registro che nonostante tutto, anziché ammettere il fallimento decretato da un altro governo, di un altro colore, in altra epoca, anziché abolire l'abominio e tornare al precedente dispositivo, si vuole riscrivere il tutto.
Ora chiaramente attendiamo il testo, visto che non potremo lavorarci vuoi perché l'occasione di essere protagonisti del cambiamento è stata persa, vuoi perché una volta va bene, ma la reiterazione sarebbe solo puro masochismo.
Non possiamo fare altro che incrociare le dita e sperare che a 60 anni suonati, si possa rientrare appieno nel mercato del lavoro, quel lavoro che ci è stato negato improvvidamente dal decreto del 30 novembre 2007; un decreto vergognoso che porta un nome, un cognome e un titolo, per gli smemorati o per chi non sapesse, Alessandro Bianchi PD.


giovedì 13 ottobre 2022

BUS EAV - MOBILITÀ INSOSTENIBILE E SMART CITY

Settembre 2021, ero ancora consigliere comunale in carica e in piena campagna elettorale per le amministrative; il deputato Luigi Gallo fissò un incontro con il presidente nonché amministratore delegato dell’EAV, dr. Umberto De Gregorio.
Fui l’unico consigliere fra comunali, metropolitani e regionali contattati da Gallo, a raccogliere l’invito e, contrariamente agli usi e costumi della quotidiana politica propagandistica cui assistiamo con più o meno coinvolgimento, non ritenni di darne notizia giacché ho sempre reputato che debbano essere divulgati solo i risultati ottenuti, altrimenti si tratta sempre e solo di chiacchiericcio.
In quella occasione ribadii che era necessario implementare l’app di geo-posizionamento dei bus EAV, in modo tale che gli utenti potessero valutare i tempi e possibilità di programmazione dei propri spostamenti, conoscendo l’esatta ubicazione del pullman desiderato, giacché in particolare per la nostra linea peninsulare Massa Lubrense - Meta, è arduo per i conducenti riuscire rispettare i tempi di percorrenza previsti e quindi gli orari affissi.
C’è da sottolineare che i bus EAV sono già dotati da anni di sistema GPS e l’app EAV Easy bus, risulta ancora oggi inutilizzabile.
Ebbene, la risposta del presidente e amministratore delegato, fu che avrebbero provveduto.
All’attualità e ad un ulteriore anno di distanza, non comprendo quali motivazioni si possano ancora addurre per giustificare il mancato funzionamento di questa app che, oltre a migliorare la qualità del servizio evitando agli utenti interminabili attese (perlopiù senza pensiline o panchine), certamente invoglia e facilita l’utilizzo del mezzo pubblico.
In tutto ciò trovo deprimente che nessun amministratore locale, non dico alzi la voce, ma almeno reputi opportuno chiedere spiegazioni al direttore generale o chi per esso, del perché non sia implementato questo servizio smart, e magari sollecitarne l’utilizzo atteso da anni.




mercoledì 12 ottobre 2022

I SILENZI DELLE OPPOSIZIONI

ASPS - Fatti i necessari adeguamenti normativi allo statuto come indicato da Antonio D’Aniello e dal sottoscritto.

Stiamo assistendo a Consigli Comunali con dibattiti ridotti all’osso, con partecipazioni giusto per marcare la presenza fisica. D’altro canto l’antifona si è compresa subito con la dichiarazione d’indipendenza del combattivo Mario Russo, dal gruppo Piano nel Cuore, il quale evidentemente gli stava stretto.
In occasione della “non discussione” del bilancio preventivo, fatto salvo il piano triennale dei lavori pubblici e le ossessive idee del capogruppo di minoranza, già sindaco Iaccarino, del parcheggio nel parco San Michele, e della palestra-auditorium e quindi della “non-scuola” di via Amalfi (per rievocare termini del fu M5S a me familiari, seppur ormai desueti), ha fatto seguito un altro “non dibattito” in merito all’adeguamento dello statuto della Azienda Speciale Consortile Penisola Sorrentina, già piano sociale di zona, dismesso nel 2017 con la rinuncia del comune capofila Sorrento.
Abbiamo riscontrato l’ennesimo silenzio dell’opposizione, un silenzio dovuto, vista l’incapacità con il quale si è trattato l’argomento, quando Vincenzo Iaccarino, Pasquale D’Aniello e Carmela Cilento erano rispettivamente, sindaco, vicesindaco e assessore alla cultura.
Il 25/9/2019 fu un consiglio infuocato, in cui sia il sottoscritto, sia Antonio D’Aniello, seppur nemmeno confrontati preventivamente, traemmo le stesse conclusioni.
Conclusioni che, a valle dell’approvazione, vide la maggioranza firmare un patetico documento in cui chiedevano un parere postumo al segretario generale Michele Ferraro:
«In merito alla deliberazione… premesso che i consiglieri di minoranza esprimevano dichiarazioni di voto in senso contrario alla predetta legittimità… chiedono alla S.V. di voler verificare con assoluta massima urgenza, le criticità esposte… riservandosi, in caso di eventuali rilevate illegittimità, di provvedere in autotutela alla immediata revoca e/o annullamento dello stesso».
Un breve cenno sulla risposta del segretario, che allego assieme al documento in questione, il quale indicò la strada dell’adeguamento statutario, infatti riteneva opportuno che le decisioni del C.d.A. fossero assunte da un massimo di cinque consiglieri (n.d.r. comunque in numero dispari e certamente non in sei come da statuto).
Inoltre, per quanto riguardava il piano programma aziendale, avevamo scherzato, giacché effettivamente non era a previsione triennale ma biennale; si sarebbe dovuto nuovamente discutere, dopo la deliberazione in sede aziendale. Quindi, di cosa avevamo parlato?
Questo a dimostrazione che non avevano letto un singolo foglio; e come avrebbero potuto parlare ora che finalmente le amministrazioni ci mettevano una pezza?
Infatti, immediatamente zittiti dal Sindaco Cappiello, ben più sul pezzo della delegata Esposito che leggeva il foglietto scritto senza sostenere contraddittorio, faceva comunque intendere di non aver intenzione di calcare la mano; il perché di cotanta magnanimità non era da ricercarsi nel non voler infierire sull’avversario politico (qualora Piano nel Cuore potesse essere considerato tale anche in assise consiliare, e non solo in competizione elettorale), ma perché nei banchi di maggioranza siede ora l’assessore Antonella Arnese che, all’epoca dei fatti, era nostro rappresentante cittadino nel consiglio d’amministrazione dell’azienda consortile.
L’approvazione delle modifiche scivolava via liscia come l’olio, registrando l’astensione dei soli tre presenti della minoranza.
In conclusione, mi rendo conto che bisogna dirle le cose, che occorre sempre un maggior coinvolgimento e partecipazione, ma non del singolo, di tanti cittadini che vogliano porre domande, domande che vedrete, diranno che sono scorrette e fastidiose; il film è già visto.

domenica 9 ottobre 2022

LA CITTÀ DI TUTTI

Premessa: mi rendo conto del particolare momento che stiamo attraversando e non vorrei apparire banalizzante, ma noto che complici prima le elezioni politiche, poi la crisi internazionale, abbiano assorbito l'interesse della pubblica opinione facendo scomparire quel minimo di dibattito locale che possa alzare l’asticella e “stimolare” la maggioranza cittadina a compiere i passi promessi ai carottesi. Una situazione comune in tutti e quattro i feudi sorrentini, dove l’opposizione è letteralmente scomparsa dai radar, in particolare in questo nostro comune dove, contrariamente a quanto eravamo abituati, è stato approvato un bilancio di previsione senza il benché minimo scambio, con una semplice dichiarazione di voto “letta” dal capogruppo di minoranza, già sindaco nella scorsa consiliatura.

Piano di Sorrento - A distanza di un anno, rileggo parte della partecipazione popolare prevista nel programma con il quale la lista «ForteMente Piano”, guidata dal sindaco Salvatore Cappiello, si è presentata ai cittadini.

«Amministrazione, gestione, controllo e partecipazione – La Città di tutti Per poter pensare seriamente di fare tutto ciò, dobbiamo preliminarmente preoccuparci di riscrivere le regole del gioco, avviando quei processi di revisione dello Statuto e dei regolamenti per il funzionamento del Consiglio comunale e della Giunta, anche alla luce delle importanti novità introdotte in questi anni.
Statuti e regolamenti dovranno muoversi attraverso due direttrici fondamentali: trasparenza e partecipazione.
Referendum consultivi, question time aperti ai cittadini, consigli itineranti, bilanci partecipati, devono finalmente trovare reale ospitalità nella nostra concezione di intendere la vita pubblica. Il cittadino deve entrare quanto più possibile nelle istituzioni e divenire un piccolo ingranaggio dell’intero meccanismo».

Questo è nel programma con il quale si sono vinte le elezioni, il documento-patto cui ho contribuito, sottoscritto e che mi aveva rassicurato e convinto a schierarmi.
A distanza di un anno dai fuochi d’artificio in via Bagnulo, registro l’intervento positivo sull’archivio storico atti, che ha restituito una certa trasparenza all’attività amministrativa e chiuso un periodo buio della storia di questo comune, coinciso con l’amministrazione Iaccarino.
Poi più il nulla, in particolare per alcune procedure del regolamento attuativo della partecipazione popolare di cui vado ancora fiero, e che mi aspettavo fossero snellite giacché troppo rigide, in particolare nella richiesta numerica delle sottoscrizioni.
Si auspicava maggiore eco dell’opportunità propositiva cittadina, poiché presumibilmente ancora non si conosce esistenza, natura e potenzialità di questi strumenti partecipativi, considerato che dall’istituzione e a quanto mi risulta, è stata presentata una sola proposta (n.d.r. dal comitato “Stop ai roghi”) mai presa in considerazione giacché terminò l’amministrazione.
La mia proposta per l’istituzione del Question Time consiliare, mozione bocciata sempre dal Consiglio comunale a maggioranza Iaccarino, è rimasta lettera morta. Doveva essere viatico per far avvicinare i cittadini “responsabilmente e rispettosamente” al cuore della massima Istituzione Comunale, l’Assise Consiliare, che nelle intenzioni doveva essere aperta alla popolazione con sacra regolamentazione.
Dei consigli itineranti da tenere nelle frazioni, nei luoghi e momenti particolarmente significativi, nemmeno l’intenzione, e non può essere usato a scusante il covid laddove l’aggregazione è ormai e per fortuna consentita.
Così come del bilancio partecipato: nel merito consiglio ai cittadini di informarsi su tale esercizio giacché la parola è bella, ma nei fatti di un piccolo comune si corre il rischio di banalizzarlo per le cifre potenzialmente impegnabili. Comunque è un ottimo strumento partecipativo, che fornisce possibilità di scelte, ma per far ciò innanzitutto bisognerebbe cominciare a pubblicare il bilancio semplificato per il cittadino.
Fu già oggetto di nota, interrogazione e risposta (n.d.r. fù che era in corso di redazione) in consiglio comunale del 12 aprile 2021; sottolineo l’assenza di tale documento disposto obbligatorio dal TUOEL, che richiama l’art. 11, C.2, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e ss.mm.ii. «Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 2 redigono un rendiconto semplificato per il cittadino, da divulgare sul proprio sito internet, recante una esposizione sintetica dei dati di bilancio, con evidenziazione delle risorse finanziarie umane e strumentali utilizzate dall’ente nel perseguimento delle diverse finalità istituzionali, dei risultati conseguiti con riferimento al livello di copertura ed alla qualità dei servizi pubblici forniti ai cittadini».


lunedì 3 ottobre 2022

SCORRETTI E FASTIDIOSI

M5S Sagristani: Pace fatta?
Così titolavo un post su questo mio blog l’8 settembre scorso, all’indomani della visita elettorale del gen. Costa in quel di Sant’Agnello. Il sindaco aveva da giustificare alcune sue dichiarazioni riferite ai pentastellati, fra cui una frase lapidaria affidata al suo profilo facebook: «... non c'è limite al peggio e all'irresponsabilità... chi è zero vale e varrà sempre zero...».
E il sindaco ha chiarito sulle pagine di Agorà della penisola sorrentina, in un articolo intitolato: «Parco gentilezza grazie ai consiglieri 5 stelle». Nell’articolo evidenzia che lui ha «buoni rapporti con tutte le persone perbene. I consiglieri comunali di sicuro lo sono», riferendosi a quelli pentastellati in carica, e questo nessuno lo mette minimamente in dubbio.
Poi aggiunge: «Non ho rapporti con le persone scorrette, quelle trombate in tutte le elezioni comunali della penisola e che piuttosto che il reddito di cittadinanza cercano il reddito di comunanza».
A questo punto sarebbe interessante sapere dal sindaco cosa intende con persone “perbene” e “scorrette”, e se quelle perbene sono gli amici di vecchia data che vengono a fargli visita elettorale, o i “gentili” consiglieri comunali ormai silenti e politicamente asserviti.
Quegli stessi consiglieri cui disse di tutto e di peggio in un infuocato consiglio comunale del 11 maggio 2021, in cui osarono presentare una mozione di sfiducia connessa al Social Housing di via mons. Bonaventura, ultimo atto ostile inteso quale affronto all’amministrazione, il canto del cigno di un’opposizione che non ha mai convinto poiché incapace di controbattere, e nemmeno significativa nei contenuti e nella qualità politica.
Al sindaco, che si è ben guardato da farne il nome, ma soggetto ben facilmente individuabile essendo attualmente l’unico scorretto che si permette di leggere le carte comunali, evidentemente dà fastidio la vecchia guardia del M5S, quella proveniente dai meetup e non dalle innumerevoli chat o dalle terapie di gruppo delle videocall, quella più combattiva, coriacea, che non desidera una delega o incarichi giuntali, ma preferisce impegnarsi laddove i cittadini, a qualsiasi credo politico appartengano, inviano segnalazioni poiché non ricevono risposte dalle istituzioni cittadine preposte, e si badi bene, senza ricevere nulla in cambio, tantomeno voti.
Allora ben vengano queste persone definite gratuitamente “scorrette”, perché sono quelle disinteressate che pensano al bene comune e alla collettività.
In chiusura di queste mie stringate considerazioni, voglio augurare al sindaco di non aver mai necessità del reddito di cittadinanza; so per certo che non ha, né avrà bisogno di questo mio auspicio, ma è una caduta di stile denigrare chi usufruisce o ha usufruito di questa misura giusta, solidale, democratica ed equa, che nulla toglie a chi vive in una posizione privilegiata, e ancor più squallido attaccare un cittadino, che al momento non è nemmeno un avversario politico, su circostanze personali. Nulla di nuovo; quando non ci sono argomentazioni si tende sempre a riportare fatti personali, fra l'altro non contestuali.

domenica 25 settembre 2022

IL VOTO È UN DIRITTO... ma non per tutti

Ho atteso fino alla chiusura della campagna elettorale, ho ascoltato gli appelli al voto, alla tiritera del diritto sancito dall'articolo 48 della nostra Costituzione.
Allo scopo desidero citarne il terzo capoverso: «La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività».
Ho atteso che una, e sottolineo una forza politica qualsiasi, non dico si facesse carico di risolvere almeno parte delle annose criticità e problematiche anche burocratiche del comparto marittimo, ma che almeno accennasse al diritto al voto dei marittimi imbarcati, perché è bene che si sappia, nel 2022, a questi lavoratori, ancora non è concesso esprimere le proprie preferenze rappresentative, se sono in navigazione o all’estero, mentre risulta molto complicato farlo in città portuali italiane.
I marittimi sono considerati cittadini di serie “B” dalle istituzioni, una classe lavoratrice invisibile e dimenticata, finora soggetti a promesse di marinai, anzi, consentitemi di coniare un più consono “promesse di politici”, giacché finora sono risultate nulle tutte le intenzioni generalmente proposte in campagna elettorale (oggi nemmeno quelle).
Una petizione popolare consegnata personalmente il 13 dicembre 2017 e presa in carico dal Senato della Repubblica, finita fra le scartoffie di un governo impegnato e caduto su un testo incomprensibile di una riforma costituzionale.
Un disegno di legge cui ho fattivamente partecipato (vedi qui), nell’ombra non sia mai si sappia che c’ero, morto sulla LEX di Rousseau fra lotte intestine per il potere, e mai portato in una qualche commissione o in aula parlamentare, lì dove si era evidentemente troppo impegnati a votare fiducie anziché nello svolgere la propria funzione legislativa, alla faccia della centralità del parlamento invocata dal presidente onorevolissimo Roberto Fico nel suo apprezzatissimo quanto disatteso discorso d'insediamento.
Allora di quale diritto al voto parliamo?

Art. 48 della Costituzione della Repubblica Italiana
«Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge».



giovedì 15 settembre 2022

I MENO PEGGIO

Quando nel 2009 mi iscrissi al Movimento 5 Stelle abbracciandone la causa, lo feci con estrema convinzione. Pensai che finalmente avrei potuto votare una forza politica di cui mi sentivo partecipe, che mi rappresentava appieno, e promisi a me stesso che mai più avrei dato il mio voto ai "meno peggio", immaginando che il popolo meriti di essere rappresentato nella sua interezza, e dal meglio della politica.
Le cose dal 2013 purtroppo sono cambiate, già nel 2017 si è avuta la svolta verticistica con il beneplacito della maggioranza dei portavoce parlamentari e regionali e, se nel contempo i partiti continuano nella tendenza di rappresentare unicamente loro stessi, il movimento si è involuto, adattandosi e diventando esso stesso partito, ma senza avere ancora punti fermi che non siano individuabili in un “lider maximo”, e quindi attualmente accentrati sulla figura Giuseppe Conte; in sostanza la direzione opposta dalla quale si è partiti e indicata dai tesserati.
Bisognerebbe infatti ricordare gli slogan nei quali abbiamo investito risorse temporali, economiche ed emozionali, nonché caratterizzanti: «Il nostro leader è il programma», «Il programma lo decidiamo tutti insieme».
Alle ultime politiche andammo giù di votazione su ogni singolo punto del programma, onestamente dai risultati abbastanza scontati, ma che comunque coinvolgevano e istruivano attivisti ed elettorato, mentre ora si apprende di un documento già scritto presentato in un evento dal capo politico, il quale sarà anche il candidato presidente del consiglio, alla faccia della separazione fra incarichi politici e governativi (n.d.r. vedi lettera dei consiglieri "ribelli" a Beppe Grillo).
Ma delle interminabili ore, giorni frenetici di consultazioni fra attivisti e portavoce di ogni singola regione, degli Stati Generali rimane nulla giacché i risultati sono stati completamente disattesi, e tutto quel lavoro assembleare e partecipativo, fu cestinato senza nemmeno darne comunicazione, sebbene fu indetta un'altra votazione indirizzata e dall'esito scontatamente plebiscitario, sul quale anche l'ectoplasma di Grillo pose dei dubbi.
Coloro che al congresso (n.d.r. questo dovevano rappresentare i nostri Stati Generali) erano stati designati a riassumere e portare le voci assembleari dei vari inevitabili pensieri, chiamiamole anche correnti, scomparivano nei tavoli virtuali limitandosi alla comparsata nominale; ben ricordo il primus interpares uscito dal nulla, mentre tutti o quasi avevano votato unicamente per un organo direttivo che non fosse composto da soli portavoce. Ebbene, coloro che contestavano, giustamente, la gestione degli stati generali in Campania, che additavano i facilitatori di autoritarismo, ormai famoso l'1,6 arrotondato ad 1 anziché a 2, proprio quei consiglieri comunali da cui avrei da quel momento preso definitivamente le distanze, sono ora candidati al parlamento. Che dire, è evidente che la via sia tracciata e che anche nel movimento ci si fa strada così, uniformandosi.



giovedì 8 settembre 2022

M5S SAGRISTANI: PACE FATTA?

Dopo aver aperto all’avversario politico sindaco di Meta, di cui nell’aprile 2017 ben 12 senatori pentastellati ne chiedevano le dimissioni, ritratto invece lo scorso 14 maggio in posa estemporanea con altri consiglieri metesi seduto al tavolo di un bar con il presidente della Camera dei deputati Roberto Fico, durante un incontro con gli attivisti (rimasti) della penisola sorrentina, ieri è toccato anche al sindaco di Sant’Agnello, Piergiorgio Sagristani, colui che scrisse dei 5 stelle: «... non c'è limite al peggio e all'irresponsabilità... chi è zero vale e varrà sempre zero...».
A fare visita, elettorale, nientepopodimenocche l’ex ministro dell’ambiente del M5S 2.0, il generale Sergio Costa. Con lui anche la candidata Carmen Di Lauro, che appena lo scorso anno, durante un’assise consiliare, lo stesso Sindaco definì: «’A scienziata ca’ sape tutte cose», giacché rea di aver inoltrato un atto ispettivo parlamentare sull’edificazione dell’ospedale unico.
Ebbene, abbagliati dall’aura di colui che è stato il primo inquilino del Palazzo di piazza Matteotti per vent’anni (per ora), a quanto mi riferiscono, giacché così come a Meta per scelta ponderata non ho voluto presenziare, non si è toccato nemmeno un punto delle criticità che affliggono la cittadina: una su tutte, il social housing. Eppure la Carmen Di Lauro, la scienziata che tutto sa (cit. Sagristani), aveva presentato un’interrogazione parlamentare sulla questione, mettendo addirittura in relazione l’opera santanellese con l’housing dell’area ex Cirio di Castellammare di Stabia (Operazione Olimpo).
Al contempo Claudio d'Esposito, bravo presidente del WWF Terre del Tirreno cui rinnovo tutta la mia stima e amicizia, non potrà non essere d’accordo sul fatto che il messaggio del video a tre, può essere fuorviante.
Bisognava puntualizzare e dire con forza che l’oasi naturalistica di Sant’Agnello è un’incognita e che non potrà mai essere paragonabile ne assumere le fattezze di un parco vero e proprio, poiché pochi metri sotto, vi è il cemento di un ricovero per autovetture, tre piani interrati di box auto. Passi il messaggio che dove si è cementificato si possano creare dei luoghi verdi fittizi, ma idealizzarli e decantarli fanno accrescere il timore che tale idea sia presa in uso per cementificare ancora.
Ai più attenti non sarà sfuggito che l’ex sindaco dell’intersecante comune di Piano di Sorrento, Vincenzo Iaccarino, desiderava realizzare proprio un’autorimessa interrata nell’area del parco San Michele, per poi, eventualmente, farci sopra una finta oasi.
L’edificazione del parcheggio è stata sventata dall’attuale assessore Anna Iaccarino, ma siamo ancora in attesa che si faccia questo benedetto spazio verde, questa riserva nel centro della città, questo Central Park carottese (cit. Claudio d'Esposito), che rammento essere ancora chiuso.
Ora, comprendo la campagna elettorale, gli onori di casa e il giusto scambio di saluti istituzionali, anche se al momento il generale è solo un candidato ma, personalmente, reputo le effusioni sopra le righe, in particolare per quei pochi sopravvissuti del movimento 5 stelle, che hanno combattuto e ancora combattono semplicemente da attivisti, senza ricoprire alcun incarico, l’amministrazione Sagristani; chiaramente non mi riferisco ai portavoce che, a quanto pare, si sono ben adattati a questo nuovo corso, apparendo senza mai rilasciare dichiarazioni, senza sbilanciarsi tanto.
A dirla tutta, parrebbe che ieri Fabio Aponte, abbia "legittimamente", pubblicamente e apertamente dichiarato a un candidato, proveniente anch’egli come Costa dalla società civile, che voterà Impegno Civico; se ciò corrispondesse al vero, presumo che a breve abbandonerà la carica di capogruppo e lascerà il M5S 2050. Sono curioso di sapere cosa faranno gli altri due portavoce, ma nulla trapela, da troppo tempo.


martedì 6 settembre 2022

AL VOTO: CON INTRANSIGENTE INSOFFERENZA

Coloro che possono ballare e cantare, andare in ferie, permettersi il piccolo lusso di cambiare la vecchia auto o comprarsi lo scooter a rate, che se la bolletta è più cara “pazienza”, beh costoro non potranno capire lo stato di frustrazione, della sensazione di assoluta inadeguatezza a questa società iniqua che prova chi vive in ristrettezze o addirittura in assoluta povertà, o di chi empaticamente soffre impotente nel constatare queste evidenti disparità.
E non mi riferisco a coloro che possiedono la barca, lo yacht o le ville al mare o in montagna, parlo dei piccoli borghesi, di quelli cui piace apparire e ostentare anche ciò che non possiedono.
A quel punto è anche normale che aumenti l'insofferenza verso gli uni o gli altri, e capisco chi ancora non ha deciso, chi non sa a quale "santo leader politico" votarsi.
Il "paradosso del gelataio" si è rivelato in tutte le sue forme laddove ormai destra e sinistra sono concetti annacquati, vista la coincidenza dell’azione politica fra centrodestra e centrosinistra.
Onestamente, all’attualità non avverto il pericolo di una deriva oltranzista se non nei desideri di chi mostra certezze: il centro che si autodefinisce sinistra, ha realizzato principalmente cose liberali, mentre quello che si autoproclama centrodestra, ha fatto eguale, in una finta alternanza e altrettanto falsa competizione.
La parentesi dei "né di qua né di là, ma oltre", è stata un buco nell'acqua considerato che si è perpetrato nel "liberalismo"; basti pensare che in cinque anni non si è messo mano al riordino degli enti locali (la legge Delrio ha prodotto un obbrobrio metro-provinciale per giunta a suffragio indiretto), e nemmeno ad una revisione totale della legge elettorale che avrebbe realmente permesso agli elettori di esprimere il proprio parere. Sono invece stati promulgati provvedimenti quali il decreto sicurezza bis, o limitativi delle libertà personali. Senza dimenticare i farseschi banchi a rotelle, dapprima difesi a oltranza e ora vituperati dopo la transumanza della Azzolina a impegno civico; ancora ricordo agli smemorati che sono state più che triplicate le soglie per gli affidi diretti da parte degli enti locali e che si è conferito il potere ai consigli comunali e quindi ai sindaci, di scegliersi il presidente dell'organo di revisione economico-finanziario. Eppure circa cinque anni fa, rammento che ci spellavamo le mani durante l'esaltante discorso di insediamento di Roberto Fico alla presidenza della Camera dei Deputati, tutto imperniato principalmente sulla volontà di ridare centralità al Parlamento; purtroppo solo chiacchiere diffuse, sprecate in un unico fotografatissimo giro in bus per recarsi a Montecitorio, intenzioni rinnegate e vanificate dal continuo ricorso alla fiducia.
Allora cosa conta il voto di chi vorrebbe cambiare le cose?
Si è visto, "Franza o Spagna purché se magna" è il leit motiv di chi dovrebbe governarci, è la sindrome dei palazzi romani che trasforma la maggior parte di coloro che vi accedono in conigli mannari, capaci di mutare e rinnegare se stessi, pur di apparire e sentirsi parte del gioco.
Potrei votare l'unica forza che "parrebbe" di sinistra, ma equivarrebbe a premiare De Magistris, al quale potrei anche perdonare la gestione Napoli comune (è una parola...), ma mai potrei per Napoli Città Metropolitana e il fallimentare piano strategico con cui ha elargito oltre 400 milioni di euro alla bisogna dei sindaci, ripartendo i fondi per numero di abitanti, nel silenzio generale di tutte le forze politiche componenti il Consiglio metropolitano (n.d.r. ma di questo ne ho trattato ampiamente quando ero consigliere comunale di Piano di Sorrento).
A questo punto potrebbero anche non farle le votazioni, spartirsi già da ora incarichi e poltrone, tanto è stato tutto deciso nelle segreterie di partito e già si sa come andrà: tutti vinceranno e si diranno soddisfatti del risultato elettorale, anche se l'astensionismo assumerà proporzioni enormi e il sentimento di avversione, di repulsione verso la casta politica sarà sempre maggiore.
Allora fate vobis e "che vinca il meno peggio" ma, riflettendoci, cosa significa, che noi italiani non ci meritiamo i... migliori?



sabato 6 agosto 2022

IL TEMPO DELLE SCUSE

S’era stretto un patto con i cittadini della penisola sorrentina, stanchi di essere sempre amministrati dai soliti politici, cui magari cambia il nome ma non il cognome, perpetrando dinastie che si ripetono dai tempi dei tempi.
Infatti non si è girato per le case a chiedere voti, non si è fermato nessuno per strada e non si è promesso nulla che non fosse impegno civico e tutela dei beni comuni, in opposizione a chi comanda i nostri feudi da decenni.
A Sant’Agnello l’azione si è svaporata quasi subito in atti consiliari fini a sé stessi, mai realmente seguiti fino all’iter finale.
Un’azione consiliare che non ha mai appassionato giacché sempre troppo disattenti alle reali dinamiche, sia a quel che si diceva in assise, sia alle esigenze della cittadinanza; per usare un eufemismo, erano distratti.
A conferma, la maggior parte dei bilanci sono passati nel silenzio assordante rotto nemmeno da una dichiarazione di voto.
Apatia e mancata comunicazione fra gli stessi portavoce e anche con gli attivisti, visto che un consigliere ha addirittura accettato autonomamente la delega alla gentilezza. E così, "gentilmente", hanno dismesso il loro naturale ruolo di opposizione dettato oltre che dalle dichiarazioni, dall’esito minoritario delle consultazioni amministrative.
A Meta invece, a detta degli attivisti, dove per lunghi periodi si è cercato di interloquire con il consigliere pentastellato, il riscontro è stato minimo così come la sua comunicazione.
Chi non ha seguito gli streaming consiliari poco sa di quello che si è detto, per chi ha assistito invece, la delusione per un cambio di marcia mai avvenuto e di una ferma politica di opposizione promessa in campagna elettorale ma mai realmente attuata, è stata cocente.
A riprova che si aveva bene inteso l’andazzo, la conferma odierna in un articolo del settimanale Agorà della penisola sorrentina, con cui si chiedono al consigliere le motivazioni che lo hanno indotto ad accettare la delega alla transizione ecologica e quindi a passare in maggioranza.
E allora vi chiedo scusa delle mie parole in campagna elettorale, ero convinto che si facessero le barricate viste le distanze politiche-ideologiche che “avevamo” rispetto l’amministrazione Tito.
Forse però non dovrei essere il solo a chiedere scusa, ma anche tutti i consiglieri del M5S che hanno tradito il patto con quella porzione di elettorato che ci vedeva quale novità, quali volti nuovi che agivano per un interesse comune, un po’ rivoluzionari che desideravano cambiare il modo di fare politica.
Per quanto mi riguarda, con altri consiglieri abbiamo combattuto il potere di Giggino il magnifico da prima della sua elezione per acclamazione a capo politico, con il risultato di essere posti ai margini da coloro che solo ora gli danno del traditore; la storia si ripete, ma chi si avvede, se ne accorge sempre troppo tardi e, soprattutto, non chiede mai scusa.



martedì 2 agosto 2022

GARANTE DISABILITÀ - PER LA DELEGATA OPPORTUNO MA NON NECESSARIO

Piano di Sorrento - Nuovo garante dei diritti delle persone con disabilità
Attendevo dal febbraio scorso, il 3 per tristi motivi, il 24 per naturale scadenza, la nomina di questa figura che ritengo estremo baluardo di garanzia dei diritti delle persone con disabilità, che rammento, può essere condizione anche temporanea; d’altro canto per ottenerne l’ufficializzazione ne feci una battaglia personale.
Registro però lo scivolone della delegata consiliare Esposito, la quale ha esordito nel suo breve e impacciato discorso scritto: «Preso atto dell’assoluta opportunità ma non necessità della figura del garante delle persone con disabilità…».
Che dire, con questi presupposti, non posso far altro che augurare al dr. Filiberto Pollio, che fra l’altro non ho il piacere di conoscere, “buon lavoro” e nel contempo esortare l’amministrazione a pubblicizzare questa figura di garanzia, fornendo recapiti telematici e orari di ricevimento dei cittadini, facendo in modo che le "necessità" siano "opportunità" di crescita, per tutti.



sabato 18 giugno 2022

SE AVESSI VINTO LE ELEZIONI...

Sapevo che nel 2016 non avrei potuto fare il Sindaco di Piano di Sorrento, anche se avessi vinto le elezioni. E che a negarmelo fossero i miei stessi “promotori”, nel nome e nel segno del loro concetto personalissimo di “honestà”.
Il 31 maggio del 2016 mi recai a Napoli, in pieno svolgimento la campagna elettorale di Matteo Brambilla contro De Magistris, c’erano tutti (o quasi) i portavoce della Campania a sostegno, soprattutto c’era Roberto Fico. A lui chiesi come mai ancora dovessi ricevere l’autorizzazione all’utilizzo del simbolo, mentre tutti gli altri candidati erano nel pieno della campagna elettorale.
Mi rispose che lo staff era impegnatissimo nelle valutazioni delle domande e che comunque avrei avuto una risposta. Per inciso, chi veniva estromesso per un qualsiasi motivo, non riceveva comunicazioni.
Il giorno successivo, a quattro giorni dalla scadenza della presentazione delle liste, ricevetti la mail dello staff con l’autorizzazione. Eravamo tutti strafelici, d’altro canto già ci avevamo messo la faccia; ma quello che accadde la sera del 2 maggio fu surreale. Infatti nel corso di una riunione organizzativa con i candidati, quando ormai già avevamo dato l’annuncio della nostra partecipazione e della mia candidatura a Sindaco, giunse sul mio smartphone una seconda inaspettata e “sgrammaticata” mail del cosiddetto staff, con la quale incomprensibilmente si intimava ad otto dei miei candidati consiglieri, di firmare le proprie dimissioni in bianco con la motivazione di non essere residenti a Piano di Sorrento (nello specifico nelle confinanti Meta e Sant’Agnello). Insomma, se avessi vinto le elezioni, non avrei avuto i consiglieri per poter amministrare.
Ma la cosa ancora più inverosimile è che la liberatoria di Beppe che mi fu spedita successivamente per la documentazione necessaria, era datata 23 aprile 2016, quindi antecedente entrambi le mail dello staff.
Il tutto appariva surreale giacché oltre all’assurdità della partecipazione per non vincere e “piazzare” quindi solo il consigliere, rilevavo che appena l’anno precedente nella lista 5 stelle di Sorrento c’era un solo sorrentino, e che lo stesso candidato sindaco era ed è di Sant’Agnello. Inoltre, successivamente alla mia esperienza, anche il feudo santanellese nella medesima situazione del sorrentino con candidato sindaco non residente, non furono richiesti né adottati provvedimenti “particolari”.
Tornando ai fatti carottesi, la mail produsse il risultato che la maggioranza dei candidati attuasse una campagna elettorale con il freno a mano tirato, cercando di prendere voti ma non troppi, in modo da non essere eletti e quindi costretti alle dimissioni.
Tutti fecero di tutto per farmi eleggere, e ci riuscimmo, ma questa cosa mi aprì gli occhi e mi fece distaccare non poco da quello che poi sarebbe diventato un vero e proprio cerchio magico che tirava le fila del movimento, spesso con decisioni che apparivano incomprensibili ma che a ben vedere, erano indirizzate affinché nessuno avesse troppo spazio o rilievo sul territorio.
Senza intenzione di paragonarmi, ma Favia, Pizzarotti, Fucci e così via, fornivano piene prove e alimentavano questa tesi: tutto appariva ben lontano da quel modo nuovo di fare politica che si lasciava intendere.